Da Dakar a Kabul, il cinema altro dà voce alle donne
di Fulvio Fulvi
Al via a Milano il Festival del cinema di Africa, di Asia e di America Latina. La direttrice: «Regie femminili per quasi metà dei film e donne protagoniste tra diritti e libertà»

Donne non più sottomesse o ancora vittime del patriarcato che combattono contro guerre, razzismo e discriminazioni di genere. Protagoniste del quotidiano che si impegnano per affermare i propri diritti e lottano per la libertà e la democrazia nel loro Paese oppresso da un regime totalitario. Storie al femminile.
È questo il fil rouge del 35° Festival del cinema africano, d’Asia e d’America latina, che si apre domani a Milano: dieci giorni di proiezioni in quattro sale della città, 47 film – 21 dei quali realizzati da donne –, una programmazione divisa in sei sezioni, incontri e dibattiti con autori e attori, eventi speciali, uno sguardo globale su un pianeta sempre più segnato da sanguinosi conflitti e da povertà che costringono troppo spesso le popolazioni del Sud del mondo a lasciare le loro terre per cercare fortuna, e sopravvivenza, altrove. Storie di dolore e di speranza tra memoria e modernità, spaccati di vita civile, crisi e rinascite di culture diverse e lontane dalla nostra.
La serata inaugurale della rassegna, al Cinema Godard di Fondazione Prada (domani alle ore 20.30), prevede l’anteprima italiana di No Good Men, scritto e diretto dalla trentacinquenne regista e sceneggiatrice Shahrbanoo Sadat, nata a Teheran ma cresciuta in Afghanistan, che al termine della proiezione dialogherà con il pubblico. Il film, proiettato all’ultima Berlinale, è un mix di commedia romantica e critica sociale (lo vedremo presto nelle sale italiane). «La vicenda, ambientata nella Kabul del 2021 alla vigilia del ritorno dei talebani – spiega Alessandra Speciale, che insieme con Anna Maria Gallone è direttrice artistica della manifestazione - narra di Naru, l’unica camera-woman di un’importante emittente televisiva, che lotta per la parità in una società dominata, spesso in modo feroce, dai maschi e lotta per l’affidamento del figlio dopo la separazione dal marito». Il festival e la Fondazione Prada dedicano alla regista un Omaggio nel quale si potranno apprezzare i due suoi lungometraggi precedenti, Wolf and Sheep, del 2016, e Orphanage, realizzato nel 2019. «Quest’anno, con nostra grande sorpresa, quasi il 50% dei lavori selezionati è diretto da donne (nelle edizioni precedenti si arrivava a stento a un terzo delle produzioni) e, inoltre, molti tra i film della rassegna girati dai registi uomini hanno come tematica il mondo femminile o tracciano ritratti potenti di eroine dei nostri giorni: ciò significa che le donne oggi incidono nella storia dei tre continenti e svolgono un ruolo importante nella vita di Paesi apparentemente liberati ma di fatto lasciati al loro destino dai loro liberatori» commenta Speciale. Stringente attualità. Ma come si sviluppa questa poetica delle donne al Festival milanese, quali sono gli altri film da non perdere? «Promis le ciel della regista, produttrice e sceneggiatrice franco-tunisina Erige Sehiri, vincitore al Marrakesh IFF, che racconta l’odio crescente in Tunisia verso gli immigrati dell’Africa subsahariana e la resilienza di tre straordinari personaggi femminili: tra le interpreti c’è Aïssa Maïga star francese di origini maliane e senegalesi».
E poi? «Segnalo Laundry, opera prima della filmaker sudafricana Zamo Mkhwanazi: narra la storia di un giovane aspirante musicista e della sua famiglia che tenta con fatica di gestire un’attività in proprio durante l’epoca dell’apartheid». E tra i film diretti dai maschi che vedono le donne protagoniste? «Senz’altro Aisha Can’t Fly Away, esordio del regista egiziano Morad Mostafa, un thriller girato al Cairo, in cui una badante sudanese è ricattata da un racket locale». Dalla Berlinale 2026 arrivano al Festival altre due primizie: Ghost School, firmato dalla regista pakistana Seemab Gul, nel quale una bambina è alla ricerca della verità sulla chiusura della sua scuola “stregata”. «Dalle montagne del Sikkim arriva un’altra intensa voce femminile – ricorda Speciale –, Shape of Momo di Tribeny Rai, un ritratto delicato e potente di una giovane che sceglie di non piegarsi alle convenzioni sociali». Ma la riscossa delle cineaste dei tre continenti non finisce qui. Premiato a Montpellier 2025 ecco Madame Faiza & Dottor Love, della tunisina Anissa Daoud, commedia agrodolce sulle vicissitudini di una badante. «Premiato alla Berlinale 2025 e importante per il messaggio che ci comunica è Ne réveillez pas l’enfant qui dort, del senegalese Kevin Aubert che racconta la catarsi di una giovane donna come forma di rivolta. Dal Marocco arriva un altro film a regia femminile, Paradise Garden di Sonia Terrab, sulla lotta per i propri diritti di una donna cacciata con il figlio da una baraccopoli». Tra i titoli selezionati per il concorso Extr’a troviamo la prima italiana di Pavilhão di Victoria Fiore, in cui una ragazza che vive in una favela guida lo spettatore alla scoperta delle radici afro-brasiliane della samba. E non mancano gli echi dal tormentato Medioriente: Palestine 36 della regista Annemarie Jacir, nata a Betlemme, rievoca la grande rivolta araba del 1936 contro il Mandato britannico. «Il film intreccia passato e presente, memoria collettiva e destino personale – riflette la direttrice del Festival – raccontando la nascita di una coscienza nazionale in un tempo segnato da tensioni, repressioni e desideri di autodeterminazione».
I film saranno proiettati anche al cinema Arlecchino, alla Cineteca Milano Mic e all’Auditorium San Fedele davanti al quale è stato aperto il Festival Center dove ogni giorno, fino al 29 marzo, dopo le proiezioni, dalle ore 18 alle 20, si potrà gustare un aperitivo e chiacchierare con i registi e le star che saranno ospiti della manifestazione. Altra novità di questa edizione: una giuria di influencer premierà il film capace di generare il maggiore impatto e ispirare il pubblico attraverso il suo potenziale di cambiamento. Il FESCAAAL è frutto della collaborazione tra Terre des Hommes e COE (Centro Orientamento Educativo). Trentasette tra le opere in programma si potranno vedere da casa, in streaming su Mymovies.it.
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