Il Papa: preghiamo per le vittime innocenti delle guerre
Leone XIV lancia un nuovo appello per la pace durante l'udienza generale di oggi in piazza San Pietro. La meditazione sulla "Lumen gentium" e il ruolo dei laici nel mondo

«Preghiamo per i malati, i poveri e le vittime innocenti delle guerre». Con queste parole, rivolte ai fedeli di lingua araba al termine dell’Udienza generale di questa mattina in piazza San Pietro, papa Leone XIV ha invitato a vivere i giorni che precedono la Pasqua con uno sguardo rivolto alle sofferenze del mondo, affidando al Cristo Risorto il dono della pace e della consolazione per quanti portano il peso dei conflitti.
Nella catechesi il Papa ha proseguito il ciclo dedicato ai Documenti del Concilio Vaticano II, soffermandosi sulla Lumen gentium e sul ruolo dei laici nella vita della Chiesa. Riprendendo l’insegnamento del Concilio, ha ricordato che prima di ogni distinzione di ministero o di stato di vita «comune è la dignità» dei battezzati, chiamati a formare un unico popolo rigenerato in Cristo. Da questa radice condivisa nasce anche la missione affidata ai fedeli laici, partecipi del sacerdozio di Cristo e inviati a esercitare, nella Chiesa e nel mondo, la testimonianza evangelica che appartiene a tutto il popolo di Dio.
Il Papa ha sottolineato come il vasto campo dell’apostolato laicale non si limiti agli spazi ecclesiali, ma abbracci la vita quotidiana, gli ambienti di lavoro e la società civile. È lì che, attraverso scelte ispirate al Vangelo, i cristiani possono contribuire a far crescere giustizia, carità e pace, impregnandone la storia. Un richiamo che si inserisce nel solco della visione conciliare e delle parole di san Giovanni Paolo II, che aveva più volte incoraggiato la responsabilità dei laici nella missione della Chiesa. Al termine dell’Udienza, il Pontefice ha rinnovato l’invito a essere una comunità “in uscita”, aperta alla missione e attenta alle ferite dell’umanità. La Pasqua ormai vicina, ha detto, sia un tempo di rinnovata speranza, perché ogni credente possa diventare testimone del Risorto nelle situazioni di prova e nei luoghi in cui la pace è più fragile.
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