I cardinali di tutto il mondo in Vaticano con il Papa: al via il secondo Concistoro per «consigliare» Leone XIV
di Giacomo Gambassi, Roma
In due giornate il nuovo incontro con il Pontefice, guardando alla creazione di nuove berrette. All'ordine del giorno le guerre, l'annuncio, l'enciclica e l'agenda sinodale. Oggi su 241 porporati, gli elettori sono 117, sotto la “soglia” dei 120

Al via il secondo Concistoro straordinario del pontificato di Leone XIV: il Concistoro dell’ascolto e del confronto sulle sfide della Chiesa e sulle urgenze del mondo. L’appuntamento per «offrire sostegno e consiglio al Santo Padre nell’esercizio» del governo della Chiesa è in programma venerdì e sabato, con un “prolungamento” previsto lunedì per la solennità dei santi Pietro e Paolo quando il Papa presiederà la Messa nella Basilica Vaticana alle 9.30 con l’imposizione dei palli agli arcivescovi metropoliti dell’ultimo anno. Incontro che ha sullo sfondo un altro Concistoro, non ancora previsto ma ritenuto possibile: quello per la creazione dei nuovi cardinali. Infatti, fra gli attuali 241 porporati convocati a Roma per il fine settimana, gli elettori - ossia quelli con diritto di voto e con meno di 80 anni - sono 117: numero inferiore alla “soglia” dei 120, considerata un limite di prassi ma più volte derogata dai Papi. Come ha testimoniato anche l’ultimo Conclave: 133 le berrette entrate il 7 maggio 2025 nella Cappella Sistina da cui sarebbe uscito Pontefice in meno di due giorni Robert Francis Prevost.
In «molti vorrebbero sapere» quando si terrà il Concistoro per la creazione dei cardinali, aveva sorriso Leone XIV sull’aereo che ad aprile lo portava dall’Angola in Guinea Equatoriale durante il viaggio apostolico in Africa. Ma «non è ancora deciso», aveva aggiunto. E anche sull’eventuale provenienza delle nuove porpore aveva osservato che «bisogna valutare la questione a livello globale», vale a dire con un auspicabile “equilibrio” di rappresentanza fra i continenti all’interno del Collegio cardinalizio. L’ultimo a compiere 80 anni è stato Francesco Montenegro lo scorso 22 maggio, mentre il 18 luglio li festeggerà Michael Czerny, attuale prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Nel 2027 altri 12 cardinali diventeranno non elettori.
La ripartizione fra elettori e non elettori segnerà i lavori del Concistoro di venerdì e sabato. I partecipanti saranno suddivisi in due insiemi: nove gruppi di elettori ordinari diocesani (inclusi i nunzi) e undici gruppi di elettori della Curia Romana e non elettori. Una distribuzione che, secondo le indicazioni vaticane, «risponde al desiderio del Santo Padre di riservare una particolare attenzione all’esperienza delle Chiese particolari, favorendo l’ascolto delle voci provenienti dalle diverse regioni del mondo». È la stessa formula utilizzata nel Concistoro dello scorso gennaio. «Sono qui per ascoltare», aveva affermato Leone XIV in apertura dell’evento. E aveva spiegato: «Non dobbiamo arrivare a un testo, ma portare avanti una conversazione che mi aiuti nel mio servizio per la missione della Chiesa tutta».
Nell’incontro dei prossimi giorni verranno approfonditi i temi anticipati in una lettera dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio: situazione internazionale, pace e guerra, l’enciclica Magnifica humanitas e l’agenda del Sinodo. I lavori saranno articolati in quattro sessioni che si svolgeranno fra l’Aula Nuova del Sinodo e l’Aula Paolo VI. Venerdì alle 7.30 la Messa presieduta dal Papa nella Basilica di San Pietro darà inizio all’evento, mentre i lavori si apriranno dalle 9.30 con un intervento di Leone XIV. La prima sessione si snoderà a partire da una domanda: “In quale mondo siamo chiamati ad annunciare il Vangelo?”. Il cardinale Grzegorz Rys, arcivescovo di Cracovia, terrà una meditazione biblica sul tema; quindi la prima condivisione nei gruppi basata su due domande: “Quali sofferenze, tensioni e interrogativi attraversano oggi con maggiore forza i popoli e le comunità ecclesiali affidate alla sua cura? Quali segni di speranza, di fedeltà al Vangelo e di possibile riconciliazione è importante portare all’ascolto comune?”. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 19.30, la seconda sessione che sarà dedicata alla cultura della potenza e alla civiltà dell’amore con l’introduzione del cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, alla scuola del quinto capitolo di Magnifica humanitas. Alle 16.20 riprenderanno i lavori di gruppo, chiamati a confrontarsi su come le divisioni e i conflitti globali incidano sulla vita delle Chiese e su quali linguaggi e pratiche possano favorire riconciliazione e pace. Dopo una pausa alle 18.00, alle 18.30 è prevista l’assemblea plenaria con restituzione dei contributi e interventi liberi. La sessione si concluderà alle 19.30 con la preghiera finale.
Sabato, dopo la Messa presieduta da Re, la terza sessione su “Costruire nel bene: i cantieri del nostro tempo” con l’introduzione del cardinale Stephen Brislin, arcivescovo di Johannesburg e presidente dei vescovi dell’Africa meridionale, che si rifarà all’introduzione e alla conclusione dell’enciclica Magnifica humanitas. Nei lavori di gruppo il richiamo alle «fratture che rendono più difficile costruire il bene comune», alle «attese dei popoli che la Chiesa è chiamata ad ascoltare», alle iniziative ecclesiali per il bene comune. L’ultima sessione sarà sul cammino di attuazione del Sinodo e verrà introdotta dal cardinale segretario del Sinodo, Mario Grech. Il discorso di Leone XIV, in programma dopo le 18, concluderà il Concistoro, suggellato da una cena del Papa con i cardinali nell’Aula Paolo VI.
Ai porporati è richiesto di mantenere «riservatezza» su quanto accade. E sono previsti momenti in seduta plenaria per la presentazione delle relazioni dei gruppi e gli interventi liberi. Tutti i gruppi trasmettono per email il proprio contributo, mentre i gruppi degli ordinari e alcuni degli altri gruppi presentano la propria relazione in Aula. I lavori di gruppo saranno, a loro volta, articolati in tre fasi, lasciando spazio tra una fase e l’altra a un breve tempo di silenzio. La prima fase è quella degli interventi personal, in cui ciascun partecipante interverrà per un massimo di 3 minuti, rispondendo alle domande indicate sul programma. Da qui, l’ascolto condiviso: ciascuno interviene nuovamente per un massimo di 2 minuti. Non si presentano nuove proposte, ma si evidenziano i punti più significativi emersi dall'ascolto precedente. Nella terza fase, si elaborerà la relazione; un compito a cura del segretario, con l’aiuto di tutti i membri, per raccogliere i frutti del confronto e procedere alla stesura della relazione finale. Questa metodologia sarà seguita in tutte e quattro le sessioni.
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