Parigi, Lourdes e Metz: Leone XIV in Francia fra giovani, culto mariano e radici d’Europa
Dall’Unesco
allo “Stade
de France”,
dalla Grotta
di Massabielle al centro congressi “Schuman”:
reso noto
il programma del viaggio apostolico che si terrà dal 25 al 28 settembre Prevost incontrerà
le vittime di abusi e sarà
il primo Pontefice
a recarsi a Notre Dame dopo l’incendio del 2019 e la riapertura nel 2024

I giovani e gli ammalati. I migranti e i catecumeni. I vescovi, le autorità politiche, il corpo diplomatico, i leader di altre religioni, le suore di clausura. E le vittime di abusi nella Chiesa. Saranno giorni pieni di incontri, quelli del viaggio che Leone XIV farà in Francia dal 25 al 28 settembre 2026 fra Parigi, Lourdes e Metz. Giorni di grandi eventi pubblici. E di incontri a porte chiuse. Ma con il cuore sempre aperto. Al prossimo e a Dio. Per tracciare, insieme, vie di pace, giustizia, riconciliazione, fraternità. A pochi giorni dall’atteso annuncio – avvenuto mercoledì scorso – del viaggio apostolico che papa Prevost compirà in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre prossimi, ecco la Sala stampa vaticana rendere noto il programma ufficiale, il logo e il motto del viaggio in Francia.
Sarà il quinto viaggio internazionale, per Leone XIV; il terzo in Europa, dopo quelli nel Principato di Monaco e in Spagna. Quattro le omelie e nove i discorsi “in agenda”. Fra questi, l’intervento che Prevost terrà nella sede dell’Unesco – primo Papa a farvi visita dopo Giovanni Paolo II che vi si recò il 2 giugno 1980. L’incontro si terrà nell’ambito di una giornata di riflessione sull’intelligenza artificiale, l’istruzione e la pace, fanno sapere dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Nell’occasione, Santa Sede e Unesco firmeranno un accordo quadro per rafforzare la cooperazione nel campo dell’IA. C’è una magnifica humanitas da riconoscere, difendere e promuovere insieme, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo. C’è una dignità umana da proteggere e guarire dalle ferite dell’ingiustizia, dell’oppressione. Della violenza. Anche di quella esercitata dentro la comunità cristiana. Perciò «papa Leone XIV incontrerà in forma privata alcune persone vittime di abusi nella Chiesa – ha reso noto la Sala stampa vaticana –. Le stesse vittime saranno coinvolte nella preparazione di tale momento». Analogo incontro si era svolto durante il viaggio in Spagna, a Madrid nella sede della Nunziatura apostolica.
A fare da filo conduttore e chiave di lettura del viaggio apostolico in Francia, il motto tratto da Giovanni 6, 51: “Affinché il mondo abbia la vita”. Venerdì 25 settembre il Papa volerà da Roma-Fiumicino alla volta di Parigi-Orly, dove arriverà alle 10. Quindi lo attende l’Eliseo per la visita al presidente della Repubblica, Emmanuel Macron (col quale avrà un colloquio privato), e l’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Alle 15 sarà all’Unesco. E alle 17.15 a Notre-Dame – primo Papa a visitare la Cattedrale dopo l’incendio che la devastò nel 2019 e la riapertura nel 2024 – per i Vespri con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate e i seminaristi. La prima giornata si concluderà a una decina di chilometri dal centro di Parigi, nel Comune di Saint-Denis, luogo simbolo delle banlieue francesi: allo “Stade de France”, il più grande del Paese, in grado di accogliere ottantamila spettatori, Prevost guiderà la veglia di preghiera con i giovani. Non dovrebbe esserci un solo posto libero, hanno reso noto gli organizzatori.
Sabato 26 settembre, ad aprire il programma, sarà alle 9 la visita al Centro di accompagnamento e integrazione sociale “Maison Bakhita”, intitolato a santa Giuseppina Bakhita, la religiosa di origine sudanese che prima dell’incontro con la fede cristiana visse il calvario della schiavitù. La “Maison”, promossa dall’arcidiocesi di Parigi (che nei giorni della visita conta di mobilitare diecimila volontari), svolge la sua attività a favore di migranti e rifugiati. Alle 10.15 il Papa sarà all’Istituto Cattolico per incontrare i membri dell’Assemblea sinodale provinciale, i catecumeni e i neofiti – il catecumenato, in Francia, è realtà in grande crescita in questi ultimi anni. Alle 15, infine, la Messa in Place de la Concorde, luogo simbolo della riconciliazione dopo gli eccessi e gli orrori della Rivoluzione.
Il Pontefice lascerà quindi Parigi per Lourdes – cuore mariano della Francia, capace di chiamare ogni anno milioni di pellegrini da tutto il mondo – dove atterrerà alle 19.05. Alle 19.40 eccolo alla Grotta delle Apparizioni di Massabielle, dove sosterà in preghiera. Il giorno successivo, domenica 27 settembre, incontrerà alle 9 i membri della Conferenza episcopale di Francia presso l’emiciclo “Sainte-Bernadette” del Santuario di Lourdes – dove i vescovi francesi tengono le loro assemblee plenarie. Alle 11 la Messa nella Prairie , seguita dalla preghiera dell’Angelus; alle 15.30 l’incontro con gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Nostre-Dame, la struttura dedicata all’accoglienza e alla cura dei pellegrini ammalati o disabili che si recano alla Grotta delle Apparizioni della Vergine a Bernadette Soubirous; alle 16.45 l’incontro privato con le religiose di vita contemplativa nel monastero del Carmelo. Alle 21 infine il gesto che si svolge ogni sera alla grande spianata del santuario: il Rosario e la processione aux flambeaux . Stavolta, tra la folla dei devoti, un pellegrino partito da Roma, vestito tutto di bianco.
Lunedì 28 settembre, ultimo giorno di viaggio: nel primo mattino Leone XIV lascerà Lourdes per Metz. Dalla città ai piedi dei Pirenei, dunque, al capoluogo del dipartimento della Mosella, nel nord-est della Francia. E sarà un viaggio alle sorgenti e al cuore dell’Europa. Alle 10 il Papa interverrà a un incontro interreligioso presso il Centro congressi “Schuman”. Alle 11 nella stessa sede terrà l’ultimo discorso di questo viaggio apostolico prendendo la parola all’incontro dal titolo “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”. Il centro congressi è dedicato a Robert Schuman, politico francese nato a Lussemburgo ma profondamente legato a Metz, che è fra i padri fondatori dell’Unione europea – assieme ad altri statisti cristiani come Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer – e che papa Francesco ha reso venerabile nel 2021. Alle 16 infine la Messa nella Cattedrale di Santo Stefano, le cui splendide vetrate le hanno meritato il nome di Lanterne du Bon Dieu . La loro superficie totale è impressionante: 6.500 metri quadrati. E fra le opere degli antichi maestri, ecco le vetrate realizzate da Marc Chagall fra gli anni ’50 e ’60 del XX secolo. Uno scrigno di fede e bellezza per l’ultima celebrazione eucaristica e l’ultima omelia del viaggio, prima di prendere l’aereo per Roma, dove il Pontefice arriverà a sera.
Il logo e il motto della visita
Il logo della visita di Leone XIV in Francia – spiega una nota diffusa dalla Sala stampa vaticana – raffigura una vetrata circolare, che richiama i rosoni delle cattedrali gotiche, simboleggiando la bellezza della comunione e dell’unità nella Chiesa. Al centro, l’arco a sesto acuto e la Croce esprimono la dimensione apostolica e liturgica del viaggio. La colomba, che si libra nel cuore della composizione, evoca lo Spirito Santo e reca con sé un ramoscello d’ulivo, segno di pace per tutta l’umanità. Le sfumature di blu, bianco e rosso, il giallo-arancio della luce e il verde della speranza intrecciano i colori della Francia con quelli vaticani, evidenziando al contempo la dimensione spirituale della visita.

«Il motto scelto, “Affinché il mondo abbia la vita” (cfr Gv 6,51), è un invito a riconoscere il più grande dono portatoci da Cristo salvatore – prosegue la nota –. È inoltre un richiamo alla speranza e alla comunione, che incoraggia a superare le divisioni per condividere pace, riconciliazione e fraternità, segni di vita nuova nel mondo. In quelle parole si esprime anche l’atteggiamento col quale la Chiesa in Francia accoglie la visita del Santo Padre: con gioia, apertura e intenso desiderio di testimoniare a tutti la vita che viene da Dio».


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