Premio Ratzinger 2026: assegnato a John Cavadini, esperto di studi patristici

Il riconoscimento sarà consegnato da Leone XIV il prossimo 19 dicembre
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September 22, 2026
Premio Ratzinger 2026: assegnato a John Cavadini, esperto di studi patristici
John C. Cavadini, professore di Teologia dell’Università di Notre-Dame, Indiana, Stati Uniti/ Vatican Media
Torna negli Stati Uniti il premio Ratzinger. Il vincitore dell'edizione 2026, scelto dal comitato scientifico della fondazione vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI e approvato da papa Leone XIV, è John C. Cavadini, professore di Teologia all'università di Notre Dame (Indiana), dove è stato anche direttore del McGrath institute for church life. Cavadini insegna, svolge attività di ricerca e pubblica nel campo della teologia patristica, con particolare attenzione alla teologia di sant'Agostino. Il premio sarà consegnato da Leone XIV il 19 dicembre 2026 presso il Palazzo apostolico in Vaticano. «Ho cercato di vivere la mia vocazione di teologo – commenta con gratitudine il professor John Cavadini - sul modello di Origene di Alessandria, un teologo del III secolo, che dichiarava ripetutamente di voler essere, un vir ecclesiasticus, un uomo di Chiesa. A Notre Dame ho potuto vivere la mia vocazione come uomo di Chiesa e, al tempo stesso, come uomo dell’Accademia. Sono particolarmente grato per questo premio perché riconosce questi due aspetti del mio percorso di teologo». La maggior parte dei vincitori del premio sono tedeschi; Cavadini è il 32° vincitore del Premio Ratzinger. Il teologo statunitense è stato anche membro della Commissione Teologica internazionale (CTI) dal 2009 al 2013, durante il pontificato di Benedetto XVI. Un pensatore Cavadini riconosciuto per gli studi patristici ma anche per la sua ricerca sulla teologia contemporanea. «Il docente statunitense – spiega don Roberto Regoli, presidente della Fondazione Fondazione vaticana Joseph Ratzinger- è esperto soprattutto dei padri della Chiesa, specialmente di sant'Agostino, ma si è occupato anche della teologia dei nostri giorni. Ha scritto molto su Benedetto XVI e sulla teologia di Francesco. È uno studioso che si è occupato della teologia della Chiesa dall'antichità fino al XXI secolo». Il Premio è stato attribuito annualmente, a partire dal 2011. Con l’edizione del 2026, i premiati raggiungeranno in totale il numero di 32. Si tratta principalmente di personalità eminenti negli studi di Teologia dogmatica o fondamentale, di Sacra Scrittura, Patrologia, Filosofia, Diritto, Sociologia, o nell’attività artistica, nella musica, nell’architettura e nella scultura. Le personalità insignite vengono da ben 18 Paesi diversi, nei cinque continenti: Germania (7), Francia (4), Spagna (3), Italia (3), Stati Uniti (2), Australia, Brasile, Burkina Faso, Canada, Estonia, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Libano, Polonia, Sudafrica, Svizzera. I premiati non sono solo cattolici, ma anche appartenenti ad altre confessioni cristiane – un anglicano, un luterano, due ortodossi – e uno è di religione ebraica. Nel 2025 il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al direttore d'orchestra Riccardo Muti. 

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