Giornata senza auto: il caro benzina spinge le alternative
di Luca Mazza
Il 22 settembre è la Giornata mondiale senza auto. Con il caro carburanti cresce l'utilizzo del trasporto pubblico. In Trentino abbonamenti a 25 euro per 4 mesi

Mai come quest’anno la Giornata mondiale senza auto, che si celebra il 22 settembre, arriva in un momento in cui lasciare parcheggiata un’auto diesel o benzina non è solo una scelta sostenibile, ma anche un modo per risparmiare. La salita dei prezzi dei carburanti non accenna a fermarsi. Nell’ultimo aggiornamento, sulla rete stradale nazionale, il self service ha toccato in media 2,156 euro al litro per la benzina e 2,340 euro per il gasolio. In autostrada si sale rispettivamente a 2,248 e 2,422 euro.
Davanti a tali tariffe, chi può valuta con attenzione le alternative alla macchina per spostarsi. Certo, non tutti possono scegliere: c’è chi vive in territori poco serviti, chi lavora su turni, chi deve percorrere molti chilometri ogni giorno o ha esigenze familiari che rendono l’auto privata indispensabile. Ma quando l’uso di un altro mezzo di trasporto è possibile - autobus, treni, metropolitane, biciclette e servizi condivisi - sempre più spesso prevale l’opzione economicamente meno dispendiosa.
Un esempio arriva dal Trentino. Sulla scia del successo dell’abbonamento trimestrale a 20 euro da giugno ad agosto per i mezzi pubblici, la Provincia autonoma ha rinnovato la misura che consente di acquistare con 25 euro un abbonamento valido quattro mesi, dal primo settembre al 31 dicembre, per viaggiare sulle linee urbane ed extraurbane. Il confronto con il carburante è immediato. Con 25 euro, agli attuali prezzi medi, si possono acquistare poco più di dieci litri di benzina o gasolio: a seconda dei consumi dell’auto, sono circa 160-180 chilometri di percorrenza. Non c’è confronto con la cifra che consente un utilizzo illimitato del trasporto pubblico fino a fine anno. Non a caso, la risposta dei cittadini alla misura è stata significativa, con tanto di file nei primi giorni di vendita agli sportelli di Trentino Trasporti per sottoscrivere l’abbonamento.
Ma l’alternativa all’auto non deve necessariamente essere un singolo mezzo. Sempre più spesso è la combinazione di più soluzioni a rendere possibile uno spostamento senza l’utilizzo della vettura: il treno per il tragitto principale, per esempio, e poi una bicicletta o un monopattino con servizio di sharing fino alla destinazione.
In quest’ambito si inserisce anche la crescita del carpooling, ovvero la condivisione di una macchina tra più persone che fanno lo stesso tragitto per evitare che si viaggi con uno o più posti vuoti. Nei progetti attivi a Torino, Brescia e Firenze sono stati registrati 94.852 tragitti condivisi, con quasi 42 mila euro di incentivi e oltre 153 mila chilogrammi di emissioni dirette di CO2 evitate, come emerge dai primi risultati - relativi a tre progetti in corso - dell’Osservatorio Aziende in movimento 2026. I dati riguardano anche l’attività di Jojob, operatore nazionale di carpooling, che sta estendendo i propri progetti dalle community aziendali a iniziative rivolte ai territori.
Tra chi ha margini molto più ridotti per rinunciare al mezzo privato ci sono gli autotrasportatori. Secondo Confartigianato Trasporti, tra febbraio e settembre il caro carburante è costato in media 11.200 euro in più per ciascun camion di un’impresa del settore. Da Nord a Sud, molti autotrasportatori minacciano di fermarsi. Soprattutto per le aziende di medie e piccole dimensioni il rischio di lavorare in perdita è sempre più alto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





