L'appello del Papa per la Somalia: «Non manchi l’assistenza necessaria»
di Matteo Liut
All’Angelus Leone XIV chiede il coinvolgimento della comunità internazionale. Sulla parabola degli operai nella vigna: «La bontà di Dio è per tutti»

«Seguo con grande preoccupazione la crisi umanitaria in atto in alcune zone della Somalia». Al termine dell’Angelus di ieri, domenica 20 settembre, Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulle condizioni della popolazione del Paese africano, dove «episodi di violenza e fenomeni climatici estremi» stanno aggravando una situazione già precaria, «in particolare per donne e bambini». Il Papa ha quindi auspicato «un generoso coinvolgimento della comunità internazionale, affinché non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l’assistenza necessaria». Prima della preghiera mariana, Leone XIV aveva commentato la parabola degli operai chiamati a lavorare nella vigna. Partendo dalle parole del profeta Isaia, ha ricordato che i pensieri e le vie di Dio non coincidono con quelli degli uomini. «I disegni di Dio sono infinitamente più grandi e, diciamo pure, più “umani” rispetto a quelli che noi uomini e donne, segnati dal peccato, possiamo concepire e realizzare», ha affermato.
Il Pontefice ha quindi invitato ad «abbandonare le nostre vie distorte e ritornare al Signore, che è misericordia e perdono». Le parabole di Gesù, ha spiegato, mostrano la novità di Dio, ma anche la resistenza umana davanti «a una giustizia più generosa e a un amore più grande». Nella parabola, il padrone della vigna paga nello stesso modo gli operai della prima e dell’ultima ora. La reazione di chi ha lavorato tutto il giorno, ha osservato il Papa, rende evidente che «la rivelazione della bontà di Dio è per tutti, non solo per qualcuno». Dio, ha aggiunto, «ha vie diverse e pensieri nuovi» anche per coloro che si considerano i primi e ritengono di avere meritato ciò che hanno raggiunto. «Tutti guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell’amore interrompe quella del calcolo, l’esperienza della misericordia allarga quella del merito, il dono della pace sospende le rivalità e avvicina nella gratitudine», ha sottolineato Leone XIV. Il Papa ha infine ricordato che «è una grazia essere collaboratori di Dio, lavorare nella sua vigna, servire il suo Regno di giustizia e di pace». Da qui l’invito conclusivo: «Non c’è spazio per l’invidia e la divisione là dove irrompe la novità di Dio».
Dopo l’Angelus, Leone XIV ha inviato la sua benedizione alla popolazione di Pescantina, riunita presso il monumento agli ex internati per ricordare i deportati e i prigionieri della Seconda guerra mondiale. «Non bisogna dimenticare», ha affermato, «ma imparare dalla storia per non ricadere negli errori del passato».
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