In migliaia al corteo per Spin Time: «La città non è di chi specula»
Le voci della manifestazione organizzata per sostenere la realtà autogestita in zona Esquilino, a Roma, dopo lo sgombero di luglio. Gli attivisti sono arrivati sotto la sede del fondo Investire Sgr, che detiene l’immobile: «Siamo qui per contrastare speculazione edilizia ed emergenza abitativa generate dalle multinazionali»

«Investire, devi vendere, vattene!». Si alza un coro da stadio. Tre attiviste di Spin Time stringono un megafono e cominciano a scaldare le voci di chi si è appena messo a camminare. Decine di mani sorreggono un lungo striscione rosso e bianco. Le lettere stampate a caratteri cubitali recitano: «La città è di chi la vive non di chi specula». Il messaggio è diretto a Investire Sgr, il fondo che detiene il palazzo ex Inpdap in zona Esquilino, occupato nel 2013 e sgomberato lo scorso 29 luglio dopo un incendio. La società, nonostante abbia stanziato risorse per aiutare le famiglie sfollate, per ora ha respinto la proposta del Comune di Roma, che vorrebbe acquisire l’immobile per realizzare case popolari. È soprattutto per questo che ieri la comunità di Spin Time ha deciso di organizzare un corteo, a Roma.
In migliaia (50 mila secondo gli organizzatori) sono arrivati sotto la sede del fondo, in via Po. Tra di loro, anche diverse persone che hanno abitato in questi anni nel palazzo. Dopo lo sgombero, tutte le famiglie sono state trasferite in alloggi temporanei. «Siamo qui per contrastare speculazione edilizia ed emergenza abitativa generate dalle multinazionali - hanno denunciato gli attivisti -. Facendo saltare la trattativa, Investire ha condannato centinaia di persone in nome del profitto. I fondi immobiliari non rigenerano il tessuto urbano ma lo svuotano, appropriandosi di parole come “comunità” e “sociale” per mascherare esclusione». Il loro pensiero è andato anche a «tutti i quartieri dove l'emergenza casa e l'emergenza sociale non trovano soluzioni innovative e alternative alla speculazione immobiliare». Il corteo, hanno sottolineato, «rimette al centro il tema della casa, che è un’emergenza perenne». E Spin Time «offre nuove alternative che le istituzioni dovrebbero avere il coraggio di riconoscere e replicare». Gli attivisti si sono rivolti alla destra, «che finge di gestire questa emergenza con un piano casa farlocco». Ma «anche a tutta la sinistra: la casa deve essere al centro di qualsiasi agenda politica oggi».
Sono le 15 quando il corteo comincia a muovere i primi passi. L’appuntamento è in piazza della Repubblica. Che si riempie di fumogeni colorati, cartelloni, bandiere. Ad aprire il corteo, che alla fine arriverà a piazza Vittorio, un camion con lo striscione «Il Tempo di Spin Time è ora» e chiavi di cartone appese. C’è anche Ilaria Salis, eurodeputata di Avs: «Siamo qui - sottolinea - perché Spin Time è un esempio di quello che dovrebbe essere il diritto alla casa, che non è più garantito a tutte e tutti». Prima della partenza arriva anche Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura del Comune di Roma, che esprime «vicinanza e solidarietà». Mentre Walter De Cesaris, segretario romano dell’Unione inquilini, chiede «l’acquisizione pubblica del palazzo». Tanti anche i giovani presenti. «Spin Time è stata pure casa nostra - dice Simone Montori, delle Rete studenti medi -. Ci ha permesso di vedere che un altro modello di società è possibile, una società dove il profitto non sia l’unico scopo di vita delle persone». Gli fa eco Diana Macare, attivista di Spin Time, che denuncia come alcune delle abitazioni temporanee siano «lontane dagli ospedali dove molti sono in cura, altre quasi inagibili, e altre ancora necessitino invece di una disinfestazione per insetti». Il corteo mette in scena diverse azioni di protesta. Davanti alla sede del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i manifestanti apparecchiano un “tavolo simbolico” con posate e piatti per denunciare l'assenza di politiche abitative strutturali, mentre all'Università La Sapienza calano uno striscione con la scritta: «Il nostro tempo è ora». Punti che continueranno a ribadire oggi, durante l’assemblea nazionale davanti all’ingresso di Spin Time.
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