martedì 6 dicembre 2011
Mariette Beco, la bambina cui a Banneux, in Belgio, apparve la Madonna aveva 90 anni. Diceva di sé: sono stata solo il postino incaricato di portare un messaggio. Nel 1985 il viaggio di Giovanni Paolo II.
​È morta a novant’anni nella casa di riposo intitolata alla Vergine dei poveri, il titolo che la Madonna proprio a lei aveva rivelato. Mariette Beco, la veggente delle apparizioni mariane di Banneux in Belgio, si è spenta l’altro giorno nel piccolo villaggio delle Ardenne dove nell’inverno del 1933 avvenne questo evento prodigioso. Era una bambina di 11 anni, allora, Mariette. La figlia di un minatore e la primogenita di una famiglia umile, ma nemmeno troppo devota. Eppure il 15 gennaio di quell’anno - secondo quanto la Chiesa ha ufficialmente riconosciuto nel 1949 - la Madonna scelse proprio questa ragazzina di un villaggio a 25 chilometri da Liegi per portare un messaggio di conforto a tutti i poveri e i sofferenti. Indicando alla giovane veggente anche un segno: una sorgente divenuta presto meta di pellegrinaggi da parte di migliaia di ammalati «da tutte le nazioni», come la Vergine dei poveri le aveva detto. Apparve per otto volte nell’arco di poche settimane la Madonna a Mariette Beco. Fino a quando il 2 marzo 1933 si congedò dalla piccola veggente con le parole: «Io sono la Madre del Salvatore, la Madre di Dio. Prega molto». E proprio per raccogliere questo invito già nel 1934 a Banneux nacque l’Unione internazionale di preghiere, un sodalizio spirituale che vede persone di tanti Paesi del mondo unirsi ogni sera nella recita del Rosario ala Vergine dei poveri. A differenza di altri bambini protagonisti delle apparizioni mariane, Mariette Beco dopo quella esperienza straordinaria non scelse la vita religiosa. Si sposò, ebbe tre figli, conobbe anche parecchie difficoltà tra cui qualcuna persino nella vita spirituale. In anni recenti ha vissuto lei stessa il dolore per la morte di due sue figlie. Sofferenze che anche lei - confusa tra tutti gli altri pellegrini - andava a mettere nelle mani della Vergine dei poveri recandosi a pregare alla sorgente o alla cappella delle apparizioni nel santuario, meta ogni anno per migliaia di pellegrini tra cui anche tanti italiani. Non si sentiva affatto protagonista di questa storia, Mariette Beco: «Sono stata solo un postino incaricato di portare un messaggio - diceva di sé -. Una volta che il messaggio è arrivato il postino non ha più alcuna importanza». «Mariette ha percorso lo stesso cammino di tante persone anziane, con le loro gioie ma anche le loro difficoltà», ha commentato la sua morte l’attuale rettore del Santuario di Banneux, Léo Palm.Del resto era stato Giovanni Paolo II - che venne pellegrino a Banneux nel 1985 e incontrò Mariette Beco - a ricordare che oggi esistono anche povertà dal volto decisamente diverso rispetto a quello dei minatori della prima metà del Novecento. Sofferenze del corpo e dello spirito che trovano sempre in Maria un’acqua che ristora. «Sono più di cinquant’anni che non solo gli ammalati, ma l’immenso popolo dei poveri si sente a casa propria a Banneux – disse Wojtyla il 21 maggio 1985 –. Vengono a cercare qui conforto, coraggio, speranza, l’unione con Dio nella loro prova. Vengono a lodare e a invocare qui la Vergine Maria, sotto l’appellativo particolare e bellissimo di nostra Signora dei poveri. Sono a ragione convinti che una tale devozione corrisponda al Vangelo e alla fede della Chiesa: se Cristo ha definito la sua missione come l’annuncio della buona novella ai poveri, come potrebbe sua Madre non essere accogliente verso i poveri?». È il messaggio di speranza che la "postina" Mariette, al termine della sua lunga vita, ci lascia ancora in eredità.
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