venerdì 7 settembre 2012
A vent'anni dalla guerra che ha sconvolto i Balcani esponenti delle diverse confessioni religiose si incontreranno nella capitale bosniaca per iniziativa della Comunità di Sant'Egidio. Dal 9 all'11 settembre un incontro mondiale dal titolo "Living togheter is the future - Religioni e culture in dialogo".
Dal Muftì di Bosnia il dono dell'Haggadah al gran rabbinato di Israele
L'OSPITE Il ruolo dei valori tra rigore e solidarietà di Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue
COMMENTA E CONDIVIDI
​A venti anni dalla guerra nei Balcani, che ha avuto nella città di Sarajevo uno dei luoghi più colpiti, le religioni mondiali si ritrovano a Sarajevo per confrontarsi sulle ragioni della pace e della stabilità e per indicare vie d'uscita ai gravi conflitti che tuttora insanguinano il mondo, e in particolare il Mediterraneo.Per iniziativa della Comunità di Sant'Egidio, insieme alla Comunità islamica di Bosnia ed Erzegovina, alla Chiesa serba ortodossa, all'arcidiocesi di Vrhbosna-Sarajevo e alla locale Comunità ebraica, si svolgerà da domenica a martedì prossimi a Sarajevo l'incontro mondiale per la pace "Living together is the future - Religioni e culture il dialogo", cui domenica parteciperanno tra gli altri anche il premier Mario Monti e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.«Si tratta del più grande appuntamento mondiale dell'anno sotto il segno del dialogo tra protagonisti delle grandi religioni mondiali, assieme a esponenti di primo piano della cultura e della vita pubblica europea e mondiale. È la prima occasione in cui tutte le parti religiose presenti in Bosnia si ritrovano per un evento comune dopo la guerra», sottolinea la Comunità di Sant'Egidio.Vent'anni dopo l'inizio di quello che è stato il più lungo assedio nella storia bellica moderna, durato dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, che ha provocato più di 12 mila morti e 50 mila feriti, l'85% dei quali tra i civili, Sarajevo si propone oggi come culla di una nuova convivenza tra religioni e culture diverse, proponendo anche all'Europa domande sull'integrazione del continente, oggi quanto mai pregnanti nella situazione di crisi economica e di nazionalismi sempre più accentuati.Nella giornata inaugurale, domenica pomeriggio, Monti e Van Rompuy interverranno sul tema "Crisi e speranza nel mondo della globalizzazione". Ma nei tre giorni di lavori, innumerevoli le tavole rotonde sui temi del dialogo, della convivenza, delle nuove povertà, dell'immigrazione, dell'incontro tra le generazioni, dei cantieri aperti per la pace, dei conflitti in corso, delle "primavere arabe", cui parteciperanno rappresentanti di governi, personalità internazionali, leader religiosi delle varie fedi mondiali, oltre a cardinali e vescovi. Fino alla cerimonia finale e al rinnovo della tradizionale preghiera comune per la pace.«Papa Benedetto XVI, recandosi ad Assisi lo scorso anno per il venticinquesimo anniversario dell'iniziativa voluta da Giovanni Paolo II - ricorda ancora Sant'Egidio -, ha rinnovato quello che ormai è definito lo "Spirito di Assisi" fatto di dialogo interreligioso e culturale come scelta strategica, di lungo periodo, per giungere alla pace in tante parti del mondo». E che questo «sia diventato ancora di più una necessità, a causa delle irrisolte condizioni di tensione e instabilità in tutto il Medio Oriente", in particolare in Siria, «appare un dato che non richiede particolari sottolineature». Tra l'altro, l'incontro di Sarajevo, a cui parteciperanno anche personalità religiose libanesi, ha luogo a pochi giorni del delicato viaggio di Benedetto XVI in Libano.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: