sabato 28 novembre 2015

​Il viaggio apostolico in Africa giunge questa domenica nella Repubblica Centrafricana. Dove c'è attesa anche per un gesto senza precedenti: l'apertura della Porta Santa della Cattedrale di Bangui, facendo sì che l’Anno Santo inizi lì con una settimana di anticipo rispetto alla Chiesa universale. SCHEDA: Centrafrica, terza tappa

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L'apertura della Porta Santa «sarà un nuovo inizio per la Repubblica Centrafricana. Noi abbiamo tanto sofferto con tribolazioni, esitazioni, dubbi, massacri e con tutto quello che ci ha diviso. Papa Francesco viene per aprire il nostro cuore alla tenerezza, alla misericordia, alla riconciliazione. È un modo per dirci: è tempo di perdonarci, è tempo di ricostruire il nostro Paese». Così l’arcivescovo di Bangui, Dieudonné Nzapalainga, commenta in un’intervista a Tv2000 l’arrivo, questa domenica, del Papa nella Repubblica Centrafricana, ultima tappa del suo viaggio africano. Parole riferite anche al gesto fuori dell’ordinario che Francesco compirà in questo Paese: nel pomeriggio della domenica aprirà infatti la “porta santa” della Cattedrale di Bangui, facendo sì che lì l’Anno Santo inizi con una settimana di anticipo rispetto alla Chiesa universale. È la prima volta che un Giubileo prende avvio non a Roma, capitale della cattolicità, ma in una città che ben si addice alla categoria di “periferia” così cara al Pontefice. La Repubblica Centrafricana, con i suoi 5 milioni di abitanti, metà dei quali cristiani, in maggioranza cattolici, staziona al fondo delle classifiche mondiali su ricchezza e sviluppo socio-economico, e negli ultimi 30 anni è stata dilaniata da un susseguirsi di golpe e conflitti interni.
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