martedì 13 febbraio 2018
La guarigione scientificamente inspiegabile riguarda una suora francese costretta su una sedia a rotelle con un piede deforme. L'episodio risale al 2008 durante un pellegrinaggio al Santuario
A Lourdes è ufficiale il 70° miracolo

«Perché io? Perché mi ha fatto un atto di misericordia?», continua a chiedersi dal luglio 2008 suor Bernadette Moriau, 78 anni, francescana francese dallo sguardo gioviale e discreto, dopo aver vissuto interminabili pianti per la gioia di non poter dare una risposta alla “grazia” ricevuta: «È il mistero di Dio». Domenica il suo volto e il suo modo delicato di esprimersi sono divenuti di colpo familiari a milioni di francesi e non solo, nella giornata in cui monsignor Jacques Benoît-Gonnin, vescovo di Beauvais, ha riconosciuto il carattere «prodigioso- miracoloso» della guarigione subitanea della religiosa, sopraggiunta proprio un decennio fa, di ritorno da un pellegrinaggio a Lourdes compiuto per la ricorrenza giubilare dei 150 anni dalle apparizioni a santa Bernadette Soubirous.

Dopo aver ispirato a san Giovanni Paolo II la data della Giornata mondiale dei malati, Lourdes ha dunque celebrato domenica questa ricorrenza e i 160 anni dagli eventi di Massabielle accogliendo la notizia della 70ª guarigione ufficiale che ha raggiunto proprio una persona al servizio dei malati: un’infermiera dell’estremo Nord francese, primogenita di una famiglia operaia numerosa, divenuta religiosa a soli 19 anni, prima di vivere un calvario personale lungo un quarantennio do- vuto al manifestarsi della dolorosissima sindrome della cauda equina. Un tunnel clinico degenerativo senza ritorno, avevano sempre pronosticato i medici, dopo 4 operazioni vane, le dosi quotidiane di morfina, la sedia a rotelle, un piede divenuto deforme. In un sobrio filmato di una dozzina di minuti, accessibile sul sito Internet della diocesi di Beauvais (a Nord di Parigi), suor Bernadette spiega la sua storia fino alla sua disponibilità, dopo la guarigione, a tornare al servizio dei malati.

Nonostante l’età, vuole «testimoniare le meraviglie di Dio» vissute nel profondo delle proprie membra. All’inizio di luglio del 2008, su suggerimento amichevole di un medico e dopo lunga riflessione, suor Bernadette decide di tornare a Lourdes, questa volta come malata fra i malati. Di fronte alla Grotta di Massabielle, resta colpita dalla «presenza misteriosa di Maria e della piccola Bernadette». Poi, durante la benedizione dei malati alla Basilica sotterranea San Pio X, prova intensamente la sensazione interiore della «presenza di Gesù».

EDITORIALE Toccare il mistero di Luciano Moia

L’8 luglio, come milioni di altri pellegrini, è di ritorno con addosso la fatica del viaggio su un corpo già tanto provato. L’11, nel pomeriggio, sta pregando in cappella con un’altra religiosa, quando avviene l’imprevedibile: «Ho provato un benessere in tutto il corpo, un rilassamento e un calore. Sono rientrata nella mia camera e là una voce mi ha detto: “Togli i tuoi apparecchi”. E io, non sapendo cosa mi capitava, non mi sono posta domande. Non sapevo cosa accadeva. Ho tolto tutto. E lì sorpresa. Potevo muovermi, non avevo più male. Il mio piede che era storto si è raddrizzato. E sono crollata. Ho pianto per diversi giorni». Giungerà poi, come una liberazione, una passeggiata di cinque chilometri fra i boschi.

Nell’ultimo decennio, invece, anche l’intensa batteria di controlli medici e psichiatrici per constatare ogni volta l’inspiegabilità dell’accaduto. Senza pretese, il sorriso umile di suor Bernadette interroga ormai la Francia laica e il mondo. È il sorriso di una religiosa felice di poter accompagnare di nuovo i malati in fase terminale. «Quando passi, ci fa bene», le dicono.

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