sabato 18 marzo 2023
L’inizio nel 1976, dall’idea di tre amici. Oggi sono coinvolte sessanta diocesi in tutto il Paese
Un pellegrinaggio per san Giuseppe in Francia

Un pellegrinaggio per san Giuseppe in Francia - Collaboratori

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Nella Francia minata da una secolarizzazione spinta, la speranza di una primavera della fede passa anche per le suole consumate di migliaia di padri di famiglia pronti a mettersi in marcia ogni anno sulle orme di san Giuseppe. Così, a Parigi, l’arrivo della primavera non è più segnato solo dalle rondini o dalla Festa della Musica, ma pure dal convergere verso il cuore della capitale di migliaia di partecipanti alla Marcia di San Giuseppe, pellegrinaggio che federa un centinaio di parrocchie della regione parigina.
I gruppi, generalmente composti da una trentina di fedeli, si riuniscono sul sagrato della propria chiesa parrocchiale, ricevendo una benedizione del parroco, se possibile davanti a una statua di san Giuseppe. Poi, giunge l’ora della partenza, su itinerari talora superiori ai 15 chilometri. La destinazione è ben visibile lungo ampie porzioni del tragitto, trattandosi della bianca e svettante Basilica del Sacro Cuore a Montmartre, che domina i quartieri parigini.

Ogni parrocchia può stabilire in libertà il proprio percorso, cadenzato in genere da tappe sempre molto intense, come quelle del gruppo che ci ha accolto ieri, partito da una parrocchia intitolata a san Martino nella banlieue Sud-Ovest, nonostante le proteste di piazza in corso contro la riforma delle pensioni.

Il tempo di conoscersi, di salutare la presenza di fedeli con handicap, d’attivare spontaneamente discussioni a ruota libera, fra una preghiera e l’altra anche per la pace, e giunge già il primo momento forte. La condivisione d’intenzioni di preghiera, tutti assieme in cerchio, nel verde d’un parco su un isolotto della Senna. L’occasione per vincere ogni timore, evocando, spesso in modo molto trasparente, difficoltà nell’educazione dei figli, la lotta contro gravi malattie o altre prove di salute, delle tensioni di coppia o con altri membri della propria famiglia.

Poi, si riparte, alla volta d’una visita spirituale in un seminario carmelitano nel cuore di Parigi, accedendo proprio a una chiesa intitolata a san Giuseppe, per incontrarvi un seminarista ormai vicino alla fine degli studi, pronto a parlare della propria vocazione, dei propri dubbi, del sostegno ricevuto dal padre lungo il cammino della propria vocazione. Tappa successiva, dopo un’altra mezz’ora di marcia, la chiesa della Maddalena, che sarà quella di riferimento delle Olimpiadi dell’anno prossimo, a cui dedica parole toccanti monsignor Patrick Chauvet, già rettore-arciprete della non lontana Cattedrale di Notre-Dame ancora in cantiere: «Maria Maddalena corre, corre sempre» e per questo ha tanto in comune con gli sportivi e pure con i pellegrini sempre pronti a rimettersi in moto.

Dopo un rapido pranzo al sacco, giunge l’ora dell’ascensione verso il bianco Santuario della Misericordia Divina, dov’è previsto, fino a mezzanotte, un ricco programma di celebrazioni, processioni, conferenze, Messe.
«Perché mi sono messo in cammino? Solo per cercare di far spazio, ogni giorno un po’ più, all’amore e alla bontà», ci spiega un pellegrino. Per padre Francisco Dolz, il cappellano del pellegrinaggio, «Giuseppe è l’uomo che crede che Gesù ci libererà dai peccati, accordandoci il perdono delle nostre colpe». E in proposito, il pellegrinaggio offre pure ampie possibilità d’accedere al sacramento del Perdono.
La prima scintilla storica degli odierni pellegrinaggi maschili francesi dedicati a san Giuseppe giunse nel 1976, su iniziativa di 3 laici amici. Da allora, in controtendenza rispetto ad altri eventi nazionali di preghiera, la partecipazione non ha smesso di crescere. Oggi, soprattutto a marzo o a luglio, la Francia conta circa 60 pellegrinaggi di questo tipo, come quelli a Marsiglia, Nantes, Vézelay, Montligeon, Cotignac e presso il Mont-Saint-Michel.

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