mercoledì 13 dicembre 2017
Monsignor Dario Edoardo Viganò direttore editoriale ad interim. Il fulcro del sistema è il Centro editoriale vaticano; tre nuovi loghi.
Don Dario Viganò (Foto Giorgio Boato)

Don Dario Viganò (Foto Giorgio Boato)

Giornata importante quella di oggi per il mondo mediatico vaticano. Una parte importante del briefing dedicato alla riunione del Consiglio di cardinali – il cosiddetto C9 - che coadiuva papa Francesco nella riforma della Curia e nel governo della Chiesa è stata dedicata infatti proprio alla riforma del sistema comunicativo della Santa Sede promosso dalla Segreteria guidata da monsignor Dario Edoardo Viganò.

La stessa Segreteria poi ha emesso un comunicato con ulteriori dettagli sulla riforma, mentre altri particolari sono stati forniti da monsignor Viganò in una intervista al Corriere della Sera. Con l’annuncio che a giorni andrà il nuovo portale unico e la pubblicazione dei tre nuovi loghi che identificheranno la comunicazione vaticana.

In buona sostanza viene ribadito che il sistema dei media vaticani adotta un "nuovo modello produttivo fondato sull’integrazione e la gestione unitaria", in piena sintonia con la riforma voluta da papa Francesco. In nome di un maggiore ’gioco di squadra’ per rispondere alle esigenze della missione della Chiesa a fronte delle sfide dell’ambiente digitale contemporaneo, il ripensamento sfocia in un’organizzazione del lavoro ex-novo resa possibile anche grazie al vasto programma di formazione del personale attuato fin dall’istituzione del Dicastero. Una soluzione per valorizzare le professionalità interne che trae ispirazione dalle parole del Papa pronunciate nel discorso alla prima plenaria della Segreteria per la Comunicazione.

I tre nuovi loghi dell'informazione vaticana

I tre nuovi loghi dell'informazione vaticana

Il fulcro del sistema, frutto di un processo di consolidamento sul piano economico e tecnico, è rappresentato dal Centro Editoriale Multimediale: una struttura unificata per la produzione quotidiana di qualsiasi tipologia di contenuto (audio, testi, video, grafica) in modalità multilingua e multicanale, che opera sotto la guida della Direzione Editoriale – che viene mantenuta ad interim dallo stesso monsignor Viganò - e in coordinamento con altri gruppi di supporto.

Al suo interno confluiranno progressivamente circa 350 unità tra redattori e tecnici provenienti da tutte le 40 redazioni linguistiche e dalle 9 istituzioni che compongono la Segreteria per la Comunicazione (a partire dal primo gennaio il percorso si completerà con l’accorpamento dell’Osservatore Romano, del Servizio Fotografico e della Tipografia Vaticana).

Si parte con un team di 70 persone ripartite in sei divisioni linguistiche - italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese – e in 4 aree tematiche: Papa; Vaticano; Chiesa; Mondo.

La diffusione dei contenuti avviene secondo un approccio complementare ai media, definito nel suo complesso assieme ad Accenture Interactive, come ’global experience agency’ che ha supportato la Segreteria per la Comunicazione nella definizione e nella realizzazione del nuovo ecosistema unificato. Tale approccio, tipico di ogni moderna media company, prevede l’impiego di ciascuna piattaforma tecnologica a disposizione.Tra queste figura anche il nuovo portale web che sarà on line a partire dai prossimi giorni all’indirizzo www.vaticannews.va nella sua versione beta in sostituzione dei siti internet a carattere informativo utilizzati in precedenza.

Vatican News diventa anche il nuovo logo che rappresenta gran parte del sistema comunicativo, nell’intento di semplificare l’immagine e di superare la polverizzazione dei marchi del passato. In particolare, sempre a partire dai prossimi giorni, il brand identificherà anche i canali social: Twitter, Facebook e YouTube per ciascuna delle redazioni linguistiche ed Instagram, con un profilo comune a tutte le lingue.

La nuova immagine comprende anche il marchio Vatican Media che coincide con tutto ciò che riguarda la produzione multimediale, indipendentemente dal mezzo di trasmissione: dai documentari fino alle dirette radiofoniche e televisive delle cerimonie papali. A completare il quadro, c’è Radio Vaticana Italia: logo riferito ad una radio di flusso a livello nazionale disponibile in DAB +, digitale terrestre e FM nell’area romana che copre l’informazione vaticana e commenta l’attualità con gli occhi della Chiesa.

Il portavoce vaticano Greg Burke nel briefing di oggi sui lavori del C9 che si sono aperti lunedì mattina e si chiudono stasera ha riferito che le sessioni di lavoro sono state in parte dedicate nuovamente ad una riflessione sulla Curia come strumento di evangelizzazione e di servizio per il Papa e per le chiese locali.

Inoltre, i cardinali hanno approfondito questioni relative a quattro Dicasteri: del Clero, dell’Evangelizzazione dei Popoli, dell’Educazione Cattolica e della Cultura. Parte rilevante dei lavori è stata dedicata alle relazioni esposte dai Superiori del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita; della Segreteria per la Comunicazione e della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Il cardinale Kevin Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha illustrato la formazione del nuovo Dicastero, istituito il 1° settembre 2016, con una attenzione speciale al rapporto del Dicastero con i giovani. I cardinali hanno poi sentito padre Michael Czerny e padre Fabio Baggio, i due sottosegretari della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, che hanno spiegato il processo di organizzazione della Sezione posta ad tempus sotto la guida del Papa. L’organico conta oggi 21 persone tra staff a tempo pieno e volontari. Tutte le attività promosse nel 2017 sono emanazione della sua missione all’interno del Dicastero, che consiste nell’assistere le Chiese locali nel disegno e realizzazione di una risposta pastorale efficace ed adeguata alle sfide del mondo contemporaneo, concernenti migranti, rifugiati e vittime della tratta.

Tra le attività principali: la raccolta e la codificazione di informazioni sulle questioni migratorie direttamente dalla base, la realizzazione di diverse campagne di social media a favore di una narrativa positiva circa migranti e rifugiati, la produzione di un documento (20 Action Points) in vista dei Global Compacts su migranti e rifugiati del 2018 e l’elaborazione di una strategia globale con i principali attori cattolici (Segreteria di Stato, Conferenze Episcopali, Ong cattoliche e Congregazioni Religiose), e l’assistenza diretta ad alcune conferenze episcopali.

Il cardinale Sean Patrick O’Malley poi ha aggiornato infine gli altri membri del Consiglio riguardo ai lavori della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori, specialmente sul lavoro nell’assistere le Chiese locali. I membri della Commissione sono attualmente in scadenza, concluso il mandato triennale, quindi - ha precisato Burke - "hanno fatto proposte al Papa sulla composizione dell’organismo, che ora saranno studiate".

La prossima riunione del Consiglio di Cardinali avrà luogo nei giorni 26, 27, 28 febbraio 2018.

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