I cimiteri restano luoghi della memoria, ma ci andiamo sempre meno spesso

In calo del 7,9% la quota di italiani che si reca al cimitero almeno una volta l’anno, secondo l'Istituto Cattaneo. Anche per i non credenti, però, sono siti da preservare
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May 28, 2026
I cimiteri restano luoghi della memoria, ma ci andiamo sempre meno spesso
Una coppia dentro a un cimitero di Napoli / ANSA
Affollati nei giorni attorno al 2 novembre di ogni anno, decisamente meno frequentati negli altri undici mesi. Mal di là della frequenza, i cimiteri restano per gli italiani il luogo della memoria e del legame con i propri cari che non ci sono più. E se ancora poco più dei due terzi degli italiani (il 69,4%) dichiara di aver visitato almeno una volta nell’anno un cimitero, l’ultima rilevazione fatta dall’Istituto Carlo Cattaneo (commissionata da Sefit, il settore funerario di Utilitalia), mostra una contrazione rispetto a sette anni di ben il 7,9%. Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto “Gli italiani e la morte. Pratiche, opinioni e credenze”, condotto nel corso del 2024 e pubblicato in questi giorni. Un Rapporto che non si limitata a registrare la frequenza delle visite, ma affronta l’approccio che gli italiani hanno con la morte, sia in fase di preparazione, sia dopo il decesso.
Quasi il 70% degli intervistati almeno una volta l’anno (ovviamente attorno al 2 novembre, commemorazione dei defunti) si reca al cimitero. E se il 37,8% dice di farlo fino a un massimo di 4 volte l’anno, il 13,4% dice di farlo più di 4 volte, ma meno di una volta al mese e un 14,1% si colloca tra chi va almeno una volta al mese. Numeri che cambiano a seconda della fede religiosa: il 74,7% dei cattolici risponde che ci va almeno una volta l’anno, seguito dal 71,3% di chi appartiene ad altre fedi religiose. Si scende, invece, al 49,8% tra chi non professa alcuna fede religiosa.
La motivazione principale (86,2%) resta la visita alla tomba di una persona cara, riconoscendo nel cimitero il luogo non solo della conservazione delle spoglie del defunto, ma il luogo della memoria e commemorazione. Ma c’è anche chi va nei cimiteri, soprattutto quelli monumentali, per visite legate all’arte e ai monumenti in essi contenuti. E non manca chi sceglie questo luogo come spazio di raccoglimento e meditazione.
Qualunque sia il motivo, solo il 20% degli intervista ha risposto di esserci andato da solo. La visita è per la gran parte compiuta con una o più persone. Segno che il ricordo dei defunti è anche una questione di famiglia che si reca sulla tomba di chi non c’è più. Meno coinvolti i bambini o i minori, che i genitori “difendono” dall’impatto con la morte: solo il 10,2% dice di esserci andato con un minore. Eppure molte ricerche dimostrano che i bambini sviluppano abbastanza precocemente una comprensione della morte.
La pratica della cremazione è in forte aumento e in alcune realtà cittadine raggiunge il 50% dei casi. E anche tra gli intervistati la risposta con la maggior numero di indicazioni – tra coloro che hanno pensato al loro post mortem – è proprio la cremazione. E sorprende la motivazione: far sì di non lasciare problemi e impegni a chi resta, come ad esempio l’esumazione o la estumulazione per riporre i resti nell’ossario. E per le ceneri cresce anche la volontà di dispersione nella natura, così come la conservazione nell’abitazione di un familiare. Pratiche entrambe rifiutate dalla Chiesa cattolica, che indica come unica forma la collocazione dell’urna in un cimitero. In forte calo, infine, la scelta di farsi seppellire in terra, superata dalla collocazione in un loculo.
L’82,5% degli italiani definisce i cimiteri non solo importanti questi luoghi, ma anche necessari per ricordare i morti (72,9%). E si scopre anche che per chi non crede questi sono luoghi da preservare per la commemorazione dei defunti. Lo dimostrano le percentuali con cui vengono bocciate proposte di possibili attività da svolgere nei campi santi: concerti di musica classica, rappresentazioni teatrali, presentazione di libri, fino alla pratica dello yoga o di un picnic. In vantaggio i pareri favorevoli, invece, sulla possibilità di seppellire con i propri padroni anche gli animali domestici: oltre il 50%.

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