Francia, non solo catecumeni: aumentano anche i giovani che bussano ai Seminari

Continuano i segnali di ripresa del cattolicesimo d'Oltralpe: + 25% di iscritti all'anno propedeutico di discernimento nel 2025
January 9, 2026
Francia, non solo catecumeni: aumentano anche i giovani che bussano ai Seminari
Partecipanti all'anno propedeutico dell'arcidiocesi di Rennes/ WEB
Continuano ad arrivare segnali di ripresa dal cattolicesimo francese, più o meno marcati, un fenomeno su cui molto è stato scritto nell’ultimo anno. Dopo il forte aumento dei catecumeni in tutto il Paese, non un boom episodico ma una tendenza ormai confermata; dopo la grande partecipazione giovanile a pellegrinaggi come la Parigi-Chartres, espressione del mondo legato alla liturgia in rito antico ma non solo; dopo il recente successo al botteghino di un film fuori dagli schemi commerciali come Sacré-Cœur di Steven e Sabrina Gunnell, per celebrare il 350° anniversario della prima delle apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque, ora è la volta dei Seminari diocesani. O meglio, delle case e dei centri dove i candidati ad entrare in Seminario trascorrono un anno propedeutico di discernimento. Secondo dati raccolti in esclusiva dal settimanale Famille Chrétienne, sono infatti 145 i giovani che nel 2025 hanno iniziato l’anno propedeutico in tutta la Francia, a fronte dei 110 del 2024: un aumento del 25% di media, con piccoli exploit come quello dell’arcidiocesi di Rennes, passata da 4 "pre-seminaristi" nel 2024 a 19 nel 2025, o dell'arcidiocesi di Aix, passata da 10 a 15.
«C'è sempre stato un aumento delle iscrizioni all'anno propedeutico dopo la Gmg» ha fatto notare don Rémy Pignal, delegato della Conferenza episcopale francese per la pastorale vocazionale, parlando con Cyriac Zeller, autore del servizio per Famille Chrétienne, «e ogni volta che c'è un cambio di Papa ci si rende conto che anche questo ha un effetto sulle vocazioni». Così, Giubileo e arrivo di Leone XIV nello stesso anno hanno creato delle condizioni propizie. Tuttavia secondo don Pignal «c’è un movimento più profondo e importante, lo stesso che si constata, in un certo senso, anche con i catecumeni: nella nostra società si assiste a un ritorno della ricerca di senso, di trascendenza e di relazione con Dio; sempre più persone cercano, si interrogano e sempre più persone trovano anche».
C’è chi si chiede tra se proprio dai nuovi battezzati possa venire una nuova spinta vocazionale. Secondo don Olivier Roy, responsabile della Maison Charles-de-Foucauld, il centro dell’arcidiocesi di Rennes dove si svolge l’anno propedeutico che prepara al Seminario, «l’accoglienza di giovani neo-battezzati o neo-cresimati è destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni». «In genere, i giovani che accogliamo provengono da ambienti tradizionali e sono sempre stati immersi nella fede» osserva il sacerdote, che sottolinea come la maggior parte sia stata segnata da un’esperienza nello scautismo: «Che siano Scouts de France, Scouts d’Europe, Scout Unitaires de France, Europa Scouts… tutti portano frutto».
«È una generazione più missionaria e più sensibile all’apologetica», constata don Damien Etemad-Zadeh, da nove anni responsabile della propedeutica di Aix-en-Provence, «hanno una fede fondata sulla ragione, dedicano più tempo alla lettura e all’approfondimento». Don Roy condivide questa impressione, osservando un’altra tendenza: «Conosco sempre più giovani che si interrogano sulla loro vocazione sacerdotale da anni senza però fare il passo della propedeutica. Parallelamente agli studi universitari o all’inizio della carriera lavorativa, si dedicano alla formazione teologica. Un modo indiretto di rispondere a una chiamata senza impegnarsi troppo».
 

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