Cosa succede alla diocesi di Lucera-Troia, che avrà lo stesso vescovo di Foggia-Bovino
di Francesco Gioia, Foggia
Le sedi restano autonome ma vengono affidate allo stesso arcivescovo, Giorgio Ferretti. Nel recente Convegno di Foggia-Bovino le indicazioni per una Chiesa che superi l’individualismo e torni a costruire comunità

Giorgio Ferretti, arcivescovo metropolita di Foggia-Bovino, è il nuovo vescovo di Lucera-Troia. Papa Leone XIV, accogliendo la rinuncia di Giuseppe Giuliano, ha unito le due sedi in persona episcopi: le diocesi conserveranno identità e autonomia, ma saranno affidate allo stesso vescovo. L'annuncio è stato dato oggi, in contemporanea con la Sala Stampa vaticana, nelle due diocesi pugliesi. «Insieme impareremo a far sì che le due diocesi, nella loro autonomia, camminino insieme, con pari dignità, sulle basi della fraternità, alla sequela dell’unico Vangelo di Cristo», ha scritto Ferretti nel primo messaggio alla comunità di Lucera-Troia. Una prospettiva che trova una chiave di lettura nel recente Convegno pastorale di Foggia-Bovino, dedicato al tema “La domenica salva la città”. A fine settembre, infatti, in una gremita parrocchia di San Ciro a Foggia, più di 800 tra sacerdoti, diaconi, operatori pastorali, rappresentanti delle parrocchie e dei gruppi ecclesiali hanno partecipato alle due giornate di confronto. Un lavoro proseguito poi con i laboratori interparrocchiali, organizzati in diverse sedi secondo il metodo sinodale della conversazione spirituale. Il Convegno si è inserito nel percorso pluriennale tracciato da Ferretti con gli orientamenti pastorali Si sentirono trafiggere il cuore. Dopo la riflessione del 2025 sulla formazione di discepoli e comunità missionarie, quest’anno l’attenzione si è concentrata sulla domenica, intesa non soltanto come giorno del precetto, ma come spazio nel quale nasce e si riconosce la comunità cristiana.
«Non si tratta semplicemente di registrare, da dopo il Covid, una diminuzione della partecipazione dei fedeli alla Messa domenicale; il problema è più profondo - ha osservato Ferretti -. Quando il Giorno del Signore perde il suo significato, rischiamo di smarrire progressivamente anche la consapevolezza che la fede cristiana non è questione individuale, ma esprime l’appartenenza a un popolo convocato dal Signore». Al centro della riflessione è stato posto così uno dei nodi che maggiormente interrogano oggi le comunità ecclesiali: la diffusione dell’individualismo, anche nell’esperienza religiosa, e il rischio di ridurre la fede a un rapporto privato con Dio. «Una Chiesa che non si raduna rischia di diventare una realtà soltanto teorica», ha ammonito l’arcivescovo. «Oggi diremmo virtuale, come la comunità dei social media: molti sono i partecipanti, ma ognuno sta per conto suo, magari connesso da remoto». La domenica diventa allora l’antidoto alla «fede fai da te», perché è il momento nel quale persone differenti vengono raccolte in un unico popolo. Dall’Eucaristia, ha sottolineato il Convegno, nasce una comunione che non cancella le differenze, ma le trasforma in una ricchezza condivisa. Una «mistica del noi» chiamata a tradursi in accoglienza, fraternità, missione e responsabilità nei confronti del territorio. A sviluppare questa dimensione è stato anche Vincenzo Paglia, ospite del Convegno: «La Messa della domenica è la prima opera della Chiesa, la prima opera di ogni comunità cristiana», ha affermato. La celebrazione eucaristica, ha aggiunto, è il luogo nel quale i diversi «io» diventano un «noi»: «Le comunità cristiane, ma anche le stesse città ove esse abitano, hanno bisogno della Messa, come il corpo ha bisogno del cuore». Alla conclusione delle relazioni, il confronto è passato alle comunità parrocchiali. Riuniti per vicaria, i partecipanti hanno lavorato attorno a una domanda: «Quali trasformazioni pastorali ci sta chiedendo il Signore, perché ciò che celebriamo nell’Eucaristia domenicale diventi vita e missione?». Un interrogativo che guiderà il nuovo anno pastorale e che Ferretti porta, quasi come una "dote", anche nel nuovo mandato alla guida della comunità di Lucera-Troia.
Ferretti, nato a Genova nel 1967 e appartenente alla Fraternità missionaria di Sant’Egidio, porta nell'incarico ricevuto oggi anche gli anni trascorsi come sacerdote fidei donum nell’arcidiocesi di Maputo, in Mozambico. Un’esperienza dalla quale derivano l’attenzione ai poveri e una concezione missionaria della vita ecclesiale. Nominato da papa Francesco arcivescovo metropolita di Foggia-Bovino nel novembre 2023, è alla guida dell’arcidiocesi dal gennaio successivo. Ora sarà chiamato a tradurre la «mistica del noi» evocata nel Convegno anche nel cammino di due diocesi distinte. Non per uniformarle, ma per aiutarle a collaborare, riconoscersi e condividere la missione, conservando la propria storia e, come ha assicurato lo stesso Ferretti, la propria «pari dignità».
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