Bimbi in ospedale, a Genova in parrocchia c'è una casa per i loro familiari
di Francesca Di Palma, Genova
La “Casa dell’Angelo” ospita gratuitamente i familiari dei degenti del Gaslini, anche per diverse settimane

Nella Parrocchia dei Santi Angeli Custodi a Genova Quarto, quartiere del levante genovese che si affaccia sul mare, è nata da molti anni la Casa di accoglienza “Don Aldo Cresta & Anna e Mimmo”, per tutti la “Casa dell’Angelo”. Qui, consolidando e ampliando un’esperienza già esistente, trovano alloggio e accoglienza le famiglie dei bambini ricoverati nel vicino Ospedale Giannina Gaslini, centro di eccellenza nelle cure pediatriche, a cui afferiscono pazienti che provengono da ogni parte d’Italia. Questa straordinaria esperienza è portata avanti oggi da don Stefano Bisio, parroco delle parrocchie di San Giovanni Battista, Santi Angeli Custodi e San Gerolamo di Quarto, tre comunità che, in comunione pastorale, condividono le attività e il cammino.
Don Stefano naturalmente non è solo: tutte le comunità sono impegnate nel servizio alla Casa dell’Angelo. «La struttura – racconta il parroco – è nata con l’istituzione della parrocchia dei Santi Angeli Custodi di Quarto una settantina di anni fa. Da allora, tutti i parroci che si sono succeduti a partire dal primo, don Aldo Cresta, a cui è intitolata, hanno sentito l’esigenza di mettere a disposizione i locali della parrocchia, a partire dalla canonica, alle famiglie provenienti dalle varie parti d’Italia che accompagnavano i bambini, durante il tempo dell’ospedalizzazione». Il cardinale Giuseppe Siri, consacrando la parrocchia dei Santi Angeli Custodi, aveva esortato la comunità a porsi «a custodia e protezione dei bambini del Gaslini».
La Casa dell’Angelo è attualmente composta da tre appartamenti. Gli ultimi due sono stati inaugurati a maggio 2021, nel giorno della ricorrenza della Madonna di Fatima, dal cardinale Angelo Bagnasco, con una cerimonia molto semplice ma densa di significati. La prima unità, chiamata in origine “La casa delle mamme nutrici”, corrisponde alla casa parrocchiale e può accogliere al massimo sette mamme, oltre alla possibilità di avere i bambini in casa, quando non sono ricoverati. Le altre due, quelle più recenti, permettono la permanenza di nuclei familiari, uno per ciascuna, e sono dedicati a due reparti specifici del Gaslini, quello di cardiochirurgia e quello di ematoncologia.
Ma come è strutturata l’organizzazione? «La nostra accoglienza – racconta don Stefano – è totalmente gratuita: offriamo vitto e alloggio per il periodo della permanenza, che può essere breve, ad esempio un mese, o un po’ di più, ma non per lunghi periodi, perché la casa è sempre richiesta. La scelta della gratuità è legata anche al fatto che spesso le famiglie, per stare a Genova con i propri figli ricoverati, rinunciano a uno stipendio o a un’entrata economica». Le richieste arrivano direttamente dal Gaslini, che segnala le priorità e chi è maggiormente in difficoltà.
Vengono ospitate annualmente circa 100 famiglie; alcune provengono anche dall’estero. Un grande ruolo è giocato dai numerosi volontari che garantiscono la continuità e il buon andamento della struttura. Si tratta soprattutto accogliere le famiglie, accompagnarle al Gaslini, andare a trovare i piccoli pazienti, far conoscere l’ambiente e la comunità circostanti.
La nascita di questa struttura si deve a gesti di grande generosità e altruismo che nel corso degli anni hanno sostenuto i parroci nel mantenimento e nell’ampliamento. Le case sono dedicate a don Aldo Cresta, che ha costruito la chiesa, e ad Anna e Mimmo, un papà e una bambina ricoverata al Gaslini. Grazie alla grande generosità della sua famiglia e alla volontà di Mimmo, è stato possibile creare questa opera meritoria di accoglienza.
«Come parroco – dice don Stefano Bisio – sento una profonda gioia nel poter condividere con tutta la comunità questa esperienza di carità concreta e silenziosa. La Casa dell’Angelo non è solo un’opera che fa del bene a chi è accolto, ma è soprattutto un dono che interpella noi per primi: ci provoca a chiederci quanto siamo disponibili a generare fraternità dentro le nostre parrocchie, perché solo una fraternità vissuta può poi diventare dono autentico per gli altri».
«Con grande gratitudine e fiducia – conclude don Bisio – posso annunciare che, a Dio piacendo, nel prossimo mese di maggio inaugureremo un nuovo appartamento che sarà messo a disposizione per l’accoglienza gratuita delle famiglie. Questo nuovo spazio è interamente frutto del volontariato generoso dei parrocchiani, segno concreto di una comunità viva e corresponsabile. L’appartamento sarà dedicato e posto sotto la protezione del neo santo Carlo Acutis, affinché il suo esempio continui a ispirarci a una carità semplice, gioiosa e profondamente evangelica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Temi






