Così a Venezia il Giudizio universale diventa un "video affresco"

Nella chiesa di San Gallo l’interpretazione multimediale di Majewski restituisce al capolavoro fiammingo di Memling una nuova forza narrativa e spirituale. Sarà visitabile fino al 30 settembre
May 7, 2026
Don Gianmatteo Caputo e Lech Majewski alla presentazione dell'opera nella Chiesa di San Gallo a Venezia
Don Gianmatteo Caputo e Lech Majewski alla presentazione dell'opera nella Chiesa di San Gallo a Venezia
Un capolavoro della pittura fiamminga che torna a parlare al presente attraverso il linguaggio delle immagini in movimento. È quanto accade a Venezia nella chiesa di San Gallo, a pochi passi da piazza San Marco, dove Lech Majewski presenta Ultimum Iudicium, installazione multimediale ispirata al celebre Giudizio Universale di Hans Memling. Il progetto si inserisce nel clima culturale della città lagunare, animata in queste settimane dagli eventi della Biennale, e propone un incontro originale tra tradizione e innovazione. Majewski, artista polacco noto a livello internazionale per il suo lavoro tra cinema e arti visive, ha trasformato il trittico realizzato da Memling tra il 1467 e il 1471 in un vero e proprio “videoaffresco”, capace di restituire in forma immersiva la ricchezza simbolica e narrativa dell’opera.
L’installazione è stata presentata in questi giorni nella chiesa di San Gallo da don Gianmatteo Caputo, direttore dell’Ufficio Beni culturali del patriarcato, insieme allo stesso Majewski. Pensata in stretta relazione con lo spazio ecclesiale, si sviluppa attraverso tre video collocati sui tre altari: quello centrale ospita la scena del Giudizio, mentre i laterali sono dedicati al Paradiso e all’Inferno, ciascuno con una propria dimensione sonora. In questo modo la visione diventa un’esperienza avvolgente, che invita lo spettatore a “entrare” nel dipinto e a seguirne i dettagli con uno sguardo rinnovato.
La genesi del lavoro risale al 2020, quando il Museo Nazionale di Danzica – che conserva il dipinto – ha rimosso il trittico dalla teca protettiva per interventi di conservazione. In quell’occasione l’artista ha potuto studiarlo da vicino, filmandone i dettagli e avviando un lungo processo creativo durato oltre tre anni, tra montaggio, animazione ed elaborazione sonora. Ne è nata un’opera in tre parti che riprende la struttura originaria: al centro il Cristo giudice, seduto sull’arcobaleno, ai lati il Paradiso e l’Inferno, con l’arcangelo Michele a separare i beati dai dannati.
L’opera si presenta come una moderna Biblia pauperum, capace di attualizzare il messaggio teologico e figurativo di Memling e di offrirlo al pubblico contemporaneo attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente. Il risultato è un dialogo tra epoche e sensibilità, in cui la tecnologia non sostituisce ma illumina la tradizione, rendendo nuovamente percepibile la forza drammatica e la tensione spirituale del tema del Giudizio.
Ultimum Iudicium sarà visitabile a ingresso libero dal 6 maggio al 30 settembre 2026, dalle 10 alle 18 (lunedì chiuso), nella chiesa di San Gallo, nel cuore di Venezia. Una proposta che unisce arte, fede e sperimentazione, restituendo a uno dei temi più potenti della storia cristiana una presenza viva e interrogante per gli uomini e le donne di oggi.

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