Tra carità e protagonismo il tour in Italia del benefattore di Vienna

Mario Orth, 32 anni, dopo una ricca eredità distribuisce pasti a chi vuole attirando folle e critiche. Prima tappa italiana a Bolzano Tra iniziative e ambizioni politiche, la sua figura divide
April 23, 2026
Tra carità e protagonismo il tour in Italia del benefattore di Vienna
Il 'benefattore di Vienna' Mario Orth distribuisce 250 pizze gratis a Bolzano/ ANSA
I media austriaci lo chiamano «il benefattore di Döbling», il ricco quartiere ai margini nordoccidentali di Vienna in cui risiede. Mario Orth, trentunenne, da due anni fa parlare di sé con la distribuzione gratuita di cibo. Il suo nome è cominciato a circolare in Italia dopo che il 10 aprile si è fatto notare per la distribuzione a Bolzano di 250 pizze gratis. «Saranno venute mille persone – racconta fiero ad Avvenire – le pizze sono sparite in un attimo». Già, ma perché lo fa? «Vede – ci spiega – sono cresciuto in una famiglia in cui abbiamo sempre avuto la cultura del dare e sono sempre stato motivato dal desiderio di aiutare la gente, soprattutto bambini e adolescenti, in genere le persone vulnerabili». Alla base, una grossa eredità (si parla di una cifra a tre cifre di milioni di euro) e fortunati investimenti in criptovalute e alcune società. «Ho il privilegio di non dover più lavorare – continua – e voglio fare qualcosa che abbia senso. Voglio dare un segnale alla gente, creare comunanza, far capire alle persone che non sono sole».
Orth comincia la sua avventura alla fine del 2023 proseguendo fino ad oggi, con distribuzione di cibo gratuito nei condomini popolari di Vienna, nelle piazze, alle stazioni della ferrovia urbana, ha portato cibo gratis a quattro asili (alcuni, afferma, li avrebbe fatti pure ristrutturare a spese sue). Ha inoltre raccolto soldi con mercatini di Natale, a Klagenfurt ha distribuito kebab gratis a 1.500 studenti di scuola. L’evento più grande finora è stato a Margareten, un quartiere popolare nella capitale. «Saranno venute 3.000 persone – racconta – c’era la polizia a garantire l’ordine, e mi sono beccato una bella multa dal Comune perché l’hanno considerata un assembramento non autorizzato. Ma io mica sapevo che sarebbero arrivati in così tanti!». Chiunque può venire, non solo gli indigenti. «Mi è indifferente. Chi vuol venire, venga».
Orth non usa, per ora, social media, semplicemente affigge un cartello con su scritto «cibo gratis». «Sa – ci dice – ormai sono conosciutissimo nei media austriaci. Alla prima iniziativa è venuto un cronista di quartiere, la settimana dopo mi hanno chiamato la Kronenzeitung e il Kurier» , i due più venduti giornali del Paese. In genere non dà direttamente soldi, ha però pagato le bollette di persone in difficoltà (lui parla di 27 famiglie) per una decina di migliaia di euro. «C’erano bambini in case senza elettricità e riscaldamento» spiega. A gennaio, nel gelo, è andato a piedi da Vienna a Klagenfurt (300 chilometri) in quattro giorni. Obiettivo: raccogliere fondi (si parla di 30.000 euro) per pagare i funerali di bambini deceduti per varie patologie. «Si sono già fatte avanti tre famiglie», ci racconta.
Mario Orth, noto come il benefattore di Vienna, in un asilo nella capitale austriaca
Mario Orth, noto come il benefattore di Vienna, in un asilo nella capitale austriaca
A Bolzano non è mancata qualche polemica: il sindaco Claudio Corrarati aveva fatto sapere che non risultavano autorizzazioni, né richieste. «Sì, il sindaco mi ha telefonato – spiega Orth – mi ha chiesto: che succede? Perché non hai chiesto permessi? Gli ho risposto che, in questa prima fase, mi appoggio a ristoranti e dunque non servono autorizzazioni. Più in là se ne riparlerà, ho in mente un “food truck”». Il primo maggio ritorna a Bolzano, questa volta con gelato gratis (presso una gelateria) e kebab gratuito (presso un rivenditore). Poi la settimana successiva sarà a Bologna, quindi a Roma (parla di un locale nei pressi del Colosseo) e quindi Napoli. «Ho contatti importanti a Roma – dice orgoglioso Orth – parlamentari di spicco che non posso citare. Ho contatti politici pure a Napoli. Nessun coinvolgimento diretto, semplicemente mi danno dritte su come muovermi». E non c’è solo l’Italia: iniziative ha fatto e rifarà a Madrid e a Parigi. A una distribuzione nella capitale francese «saranno venuti in mille, la gente gridava “Mario Orth! “Mario Orth”. È stato incredibile».
Non sono mancati tentativi di partiti di coinvolgerlo («mi hanno offerto cariche importanti») ma lui ha sempre rifiutato. Piuttosto, ha il suo, di partito, fondato nel 2022, in sigla MLQ («Mehr Lebensqualität», «più qualità di vita»). Un partito «di centro», assicura, «europeista», in futuro vuole espandersi in tutta l’Ue. Voleva candidarsi alle comunali di Vienna del 2025, ma per ragioni amministrative alla fine ha rinunciato. «Ci riprovo alle regionali in Carinzia – dice – sono lì spesso, la gente mi applaude, mi dice: finalmente uno che vuole cambiare, che fa quello che bisogna fare». Qualcuno l’attacca? «Ma no – risponde – finora sono sempre stato accolto a braccia aperte». Anche se è furibondo con Falter, un settimanale di Vienna che lo ha accusato di annunciare molto e attuare, in realtà, poco. «Sono menzogne, li ho denunciati» tuona. Ci manda video, documenti, foto per dimostrare che tutto è reale. «Solo una cosa non ho potuto fare – ammette – un mercato sociale (la distribuzione gratuita di viveri, ndr) a Klagenfurt: l’edificio che mi avevano promesso non è stato ancora ristrutturato». Orth vede la sua come una missione. «Sono uno che sogna – dice – e i miei sogni mi indicano che cosa devo fare. Tutta questa esperienza, questo incredibile riscontro della gente, beh, non è di questo mondo, c’è una dimensione spirituale». Poi si indurisce. «Deve esser chiara una cosa, lo scriva: il capo sono io, se qualcuno mi si mette contro, beh, sarà fuori dai miei eventi. E le dico una cosa: chi è contro di me è contro il popolo. Io cerco solo di fare il bene delle persone in difficoltà. Come si fa a opporsi?». Di lui sentiremo ancora parlare.
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