Dal Senegal a Monza: separate due gemelle siamesi unite per il capo

di Riccardo Redaelli, Milano
Al San Gerardo un intervento di 40 ore per le piccole unite per il capo. Una bambina si è salvata
April 23, 2026
Dal Senegal a Monza: separate due gemelle siamesi unite per il capo
La sanità Lombarda, il San Gerardo di Monza, protagonisti di un intervento, di una storia medica preziosa: dopo 40 ore di intervento di separazione di gemelline siamesi in collaborazione con altri centri ospedalieri ha ridato una nuova vita alla piccola D. Resta il rammarico per non aver potuto salvare T, l’altra sorellina. Le due bambine, nate in Senegal tre anni e mezzo fa, erano unite da una fusione cranio-encefalica tra le più rare e complesse mai documentate: ossa, tessuti cerebrali, vasi sanguigni intrecciati in un’unica struttura. Una condizione che nel mondo si presenta in un caso ogni 2,5 milioni di nascite e che, nella sua forma verticale totale, è ancora più eccezionale. Dal 1950, gli interventi di separazione riusciti sono molto pochi.
Quando sono arrivate in Italia, nel luglio 2024 con un aereo dell’Aeronautica Militare, il loro viaggio era già straordinario. Trasferite al San Gerardo, l’equipe medica che già da mesi studiava il loro caso, grazie alla collaborazione tra Smile House Fondazione ETS e World Craniofacial Foundation e a Mouhamad Rassoul Dieng, presidente e fondatore della Fondazione Mouhamad Rassoul Dieng che ha finanziato tutto il percorso, è partito un percorso fatto di attese, interventi preparatori, simulazioni tridimensionali, riunioni interminabili e scelte difficili. Fin dall’inizio era apparso chiaro ai medici che T. era molto più fragile della sorella D. L’intervento è durato 40 ore.
Due giorni e due notti in cui decine di professionisti, neurochirurghi, chirurghi craniofacciali, plastici, anestesisti, rianimatori, cardiologi, pediatrici, neuroradiologi, infermieri, hanno lavorato senza sosta, affiancati da specialisti statunitensi. La perdita della piccola T. ha segnato tutti, ma ha anche dato un senso alla battaglia per salvare D., che superato l’intervento, oggi affronta un futuro che prima non esisteva. La sua riabilitazione è appena iniziata all’Irccs Medea di Bosisio Parini, ma già rappresenta un traguardo. Prima della separazione, le gemelline erano costrette all’immobilità, ora, per D. si apre la possibilità di muoversi, giocare e crescere, fa già i capricci. Accanto alla dimensione clinica, questa storia è soprattutto un incontro umano. Nei mesi trascorsi in ospedale, tra la famiglia e il personale sanitario si è creato un forte legame. Per Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia «la vicenda di questo delicato intervento conferma la validità della nostra Sanità. Un esempio di cui essere grati».

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