Strage di Crans-Montana, al Niguarda la lotta per salvare i superstiti

di Simone Cesati, Milano
La presidente del Consiglio Meloni ha fatto tappa a Milano per incontrare alcuni dei giovani ricoverati a seguito della tragedia in Svizzera
January 6, 2026
Strage di Crans-Montana, al Niguarda la lotta per salvare i superstiti
Il Direttore generale dell’ospedale Niguarda Zoli (S) e il direttore di anestesia e rianimazione Casella durante il punto stampa per aggiornare sulla condizione dei ragazzi ricoverati dopo l’incendio di Crans-Montana, 6 gennaio 2026. ANSA / MATTEO BAZZI
Massima discrezione per Giorgia Meloni, in visita ai feriti di Niguarda. Intanto Milano si stringe attorno alle vittime per l’ultimo saluto a Chiara Costanzo e ad Achille Barosi. Domani, mercoledì, i funerali alle 14.45 in due chiese differenti: Santa Maria delle Grazie, accanto al Cenacolo, per Chiara e Sant’Ambrogio per Achille.
In occasione delle esequie, il sindaco Beppe Sala ha proclamato il lutto cittadino, che accompagnerà l’ultimo saluto alle due giovani vittime. Da Palazzo Marino si legge che è stata una decisione presa in segno «di cordoglio e partecipazione della comunità al dolore per la tragedia di Crans-Montana». Rientrate dalla Svizzera tra il dolore dei familiari nelle camere ardenti, le salme di Chiara e Achille ricevono oggi l’ultimo saluto. A Sant’Ambrogio monsignor Carlo Faccendini presiede l’addio al sedicenne Achille, che torna per l’ultima volta davanti al suo liceo, il liceo artistico Orsoline. Poco lontano, nella cornice di Santa Maria delle Grazie, si terranno invece i funerali di Chiara, celebrati da monsignor Alberto Torriani, arcivescovo di Crotone. Il sindaco di Milano e il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, parteciperanno entrambi ai funerali. Dal momento che si terranno nella stessa ora e in due luoghi differenti, il sindaco insieme all’assessore regionale Gianluca Comazzi sarà presente nella chiesa di Santa Maria delle Grazie alle esequie di Chiara, mentre il governatore con la vicesindaca Anna Scavuzzo assisterà a quelle di Achille alla basilica di Sant’Ambrogio. Da parte della città e della Regione non sono mancati segnali di solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime. Entrambe le istituzioni erano presenti all’aeroporto di Linate per accogliere i feretri e hanno fatto visita all’ospedale di Niguarda nei momenti più delicati. Ora anche da Roma è arrivato un segnale di partecipazione: il Governo si è stretto attorno al dolore dei familiari.
A sorpresa e con estrema riservatezza, la presidente del Consiglio ha fatto tappa all’ospedale Niguarda per rinnovare la piena vicinanza e il sostegno delle istituzioni in questo momento di grande dolore alle famiglie delle vittime e dei ricoverati. Prima di recarsi a Parigi per prender parte al vertice della Coalizione dei Volenterosi, Giorgia Meloni ha voluto anche esprimere un personale ringraziamento ai medici e agli infermieri per l’impegno e la professionalità dimostrata nell’assistenza ai pazienti.
Pazienti che di giorno in giorno combattono una battaglia per rimanere in vita. Al loro fianco, i medici: «Abbiamo undici pazienti ricoverati, tutti si trovano in condizioni critiche e alcuni sono gravi», ha aggiornato il direttore dell’ospedale Niguarda Alberto Zoli. «Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche al 70%, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali, come la respirazione. Per questo motivo, abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva», ha concluso il direttore per lasciare la parola a Gianpaolo Casella. Il direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale ha ricordato che, «tra i pazienti ricoverati in terapia intensiva», ce ne sono «tre in condizioni molto più critiche rispetto agli altri». Ha però tenuto a rassicurare che «le condizioni, pur nella loro gravità, sono stabili» e che, se dovessero essere mantenute le condizioni attuali, «non c’è un pericolo di vita immediato». E ha precisato Casella: «La quantità delle ustioni sarebbe più che sufficiente per essere preoccupati. Il combinato disposto di aver dovuto respirare fumi velenosi per un periodo molto lungo, insieme alle ustioni, moltiplica il problema. Si naviga a vista. Ogni giorno è un giorno guadagnato». Tra i medici ha preso la parola anche il team di scout partito dall’Italia per Zurigo. Il loro lavoro è stato fondamentale per il trasporto dei pazienti italiani in Italia: «Con i colleghi svizzeri c'è stata moltissima collaborazione. Non abbiamo visto disperazione. Certo, il dolore si tagliava col coltello, ma mai disperazione. Si era tutti parte di un processo, anche le famiglie. Sicuramente dolore, sicuramente fiducia, ma non disperazione», ha raccontato Valeria Terzi, team leader dell’équipe invitata in Svizzera.
In questo inizio anno travagliato, segnato dal lutto, in nome della solidarietà internazionale la Confederazione elvetica ha invitato i capi di Stato e di governo dei Paesi colpiti dalla tragedia di Crans-Montana. Alla cerimonia in memoria delle vittime, in programma venerdì in Svizzera, è atteso anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha già confermato la propria presenza.

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