Meloni ha lanciato un messaggio su Montepaschi ma non ha chiuso il caso

La premier è intervenuta nel giorno della presentazione del piano industriale di Rocca Salimbeni: «Il ruolo del governo è terminato». L'uscita a scambi in corso non è però piaciuta ai mercati: titolo a -6,7%. Patuelli (Abi): dichiarare a Borse aperte è quasi folle. La presidente del Consiglio poi si è rivolta a Trump: «Un errore i dazi»
February 27, 2026
Meloni ha lanciato un messaggio su Montepaschi ma non ha chiuso il caso
La premier Giorgia Meloni / Ansa
Operazione conclusa. Giorgia Meloni mette un punto definitivo alla vicenda bancaria più delicata e intricata degli ultimi anni e che ha visto il suo governo rivestire un ruolo anche di primo piano. La presidente del Consiglio ha scelto, a mercati finanziari ancora aperti, il giorno del piano industriale presentato dal Monte dei Paschi, che a sua volta scrive una pagina nuova nella storia della più antica banca del mondo ancora in attività, per affidare a un’intervista all’agenzia Usa Bloomberg un duplice messaggio economico: su un piano più nazionale, che «è terminato il ruolo del Governo» nella cogestione dell’istituto senese, resosi necessario dopo il rischio di un tracollo corso da Rocca Salimbeni oltre 10 anni fa; su un livello più internazionale per affermare, stavolta con ancora maggior nettezza, che i dazi imposti da Donald Trump sono «un errore», perché «dovremmo andare in una direzione diametralmente opposta, ovvero verso un’area di libero scambio» fra Usa e Ue, e specificando di averlo detto di persona al presidente degli Stati Uniti. Un annuncio però, quello sul versante creditizio, che non ha placato, ma semmai riattizzato - anche per la scelta temporale fatta dalla premier - le polemiche delle opposizioni sulla presenza, a loro dire opaca, avuta dallo Stato in questa vicenda.
Lo Stato oggi, attraverso il Mef-Tesoro, possiede ancora una quota residua del 4,9% di Mps, ma questo «chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare un’influenza significativa sulla governance» e, quindi, il Governo «non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza» in scadenza ad aprile, ha precisato la premier (sui nomi dei consiglieri novità sono attese, da Siena, fra domani e lunedì). Mentre il Monte annunciava che nel 2026 porterà a compimento la fusione con Mediobanca (con più d’un occhio già proiettato sul controllo anche delle assicurazioni Generali) per dar vita al terzo operatore nazionale e che intende distribuire 16 miliardi di euro agli azionisti nei prossimi 5 anni, Meloni ha parlato di «un dossier complesso», ereditato da altri e «gestito con successo» dall’esecutivo in carica, con Mps che è tornata «una solida istituzione».
La Borsa non premia però l’evoluzione futura del progetto e gli analisti spiegano che sarebbero stati graditi più dettagli. Ragion per cui il titolo senese ha chiuso ieri con un tonfo del 6,7%. Con le opposizioni leste a criticare la premier per le «comunicazioni improvvide a mercati aperti». Di «scempio» ha parlato il M5s col senatore Mario Turco: per il componente della commissione d’inchiesta sul sistema bancario la premier «prova disperatamente a nascondere il ruolo avuto da lei e Giorgetti (ministro dell’Economia, ndr) mettendo Mps, banca risanata con 12 miliardi di fondi pubblici, a disposizione di alcune cordate finanziarie, Caltagirone e Delfin (la famiglia Delvecchio, ndr)». Un tempismo che sarebbe ancor più sospetto perché venuto all’indomani «dell’audizione dei pm di Milano che hanno detto di avere prove molto solide di un patto occulto risalente al 2019». Sulla sola tempistica si è soffermato invece l’ex ministro 5s Stefano Patuanelli: «Dichiarare a Borse aperte è sbagliato, direi quasi folle». Anche per Benedetto Della Vedova, di + Europa, il punto non è la fine del ruolo governativo, perché «Meloni deve ancora chiarire perché il suo Governo sia intervenuto con una prepotenza mai vista, in modo spregiudicato, pilotando o supportando una operazione di riassetto del potere finanziario italiano».
Quanto alle prospettive del gruppo Mps/Mediobanca in chiave Generali, nell’intervista Meloni si è limitata a dire che «per noi è importante che queste risorse (quelle del risparmio degli italiani gestite dalla società di Trieste, ndr) possano essere investite per contribuire a rafforzare l’economia italiana, in un circolo virtuoso positivo per tutti».

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