Al Monaldi c'erano 3 box per il trasporto del cuore. Eppure i medici non lo sapevano. Due sospesi

di Antonio Averaimo, Napoli
Nuovi particolari della tragedia del piccolo Domenico nella relazione della Regione Campania al Ministero
February 27, 2026
Al Monaldi c'erano 3 box per il trasporto del cuore. Eppure i medici non lo sapevano. Due sospesi
Davanti all'ospedale Monaldi di Napoli centinaia di peluche e messaggi di giustizia per il piccolo Domenico / Ansa
Il danno era già bello e fatto quando il nuovo cuore del piccolo Domenico è arrivato nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi di Napoli. E non si poteva far altro che impiantare nel suo corpo quell’organo congelato, che avrebbe dovuto salvargli la vita e invece lo ha accompagnato verso la morte. La relazione di 295 pagine inviata dalla Regione Campania al ministero della Salute ricostruisce la catena di errori che ha portato al trapianto fallito ricevuto il 23 dicembre scorso da Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo del Napoletano morto sabato scorso in seguito alle complicazioni di quell’intervento (il bimbo era già affetto da una grave cardiopatia). Il documento contiene la testimonianza di Guido Oppido, il cardiochirurgo del Monaldi che effettuò il trapianto ed è tra le sette persone – tra medici e paramedici del Monaldi – indagate nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli per omicidio colposo. A questo proposito, l'Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte l'ospedale Monaldi, «acquisiti gli atti dei procedimenti disciplinari, ha assunto i provvedimenti di sospensione dal servizio di due dirigenti medici coinvolti nella grave e dolorosa vicenda del piccolo Domenico», si legge in una nota. «Prosegue per gli altri sanitari coinvolti l'iter disciplinare secondo la normativa vigente - recita ancora la nota - l'azienda intende precisare di essersi immediatamente attivata per fare chiarezza su quanto accaduto, in trasparenza e nel rigoroso rispetto della legge. Coglie l'occasione per ribadire vicinanza e sostegno ai familiari del piccolo Domenico e ringrazia tutto il personale che ancorche' profondamente ferito dalla vicenda ha continuato a lavorare con professionalita', dedizione e umanita'. Esprime riconoscenza a pazienti e cittadini che hanno manifestato solidarieta' e fiducia all'ospedale Monaldi».
Quando il cuore danneggiato è arrivato in sala operatoria, non si poteva far altro che procedere all’intervento, visto che circa 15 minuti prima era già stato espiantato il “vecchio” cuore dal corpo del piccolo. «Solo al completamento della cardiectomia (l’asportazione chirurgica dell’organo, ndr) si prendeva piena consapevolezza delle criticità», ha dichiarato Oppido. Quando il cardiochirurgo e i suoi collaboratori si sono però trovati davanti a quell’organo inservibile e difficile perfino da estrarre tanto era ghiacciato, hanno capito in quale guaio si erano cacciati. Tuttavia, «in assenza di alternative, si decideva di procedere ugualmente e con la massima rapidità all’impianto», ha rivelato il medico dell’ospedale napoletano.
La relazione ricostruisce tre «principali fattori» che hanno portato all’intervento finito in tragedia. “Ghiaccio”, “contenitore”, “comunicazione” sono le criticità individuate nel documento. La delegazione del Monaldi partita per Bolzano era infatti priva della quantità di ghiaccio sufficiente per il trasporto del cuore espiantato in Alto Adige. È per questo motivo che i medici e paramedici provenienti da Napoli sono stati costretti a chiederne altro. Proprio quel ghiaccio ricevuto da un infermiere dell’ospedale altoatesino avrebbe determinato il congelamento del cuore.Eppure al Monaldi erano disponibili tre “Paragonix”, vale a dire i contenitori di ultima generazione per il trasposto e conservazione degli organi da trapianto, ma l'equipe che si è occupata del prelievo del cuore destinato a Domenico ha sostenuto di non esserne a conoscenza. Anche questo particolare emerge dalla relazione inviata dalla Regione Campania al ministero della Salute.
Il contenitore: al momento della chiusura, l’équipe campana non avrebbe effettuato un efficace controllo sulle condizioni di conservazione dell’organo. Infine, il «deficit comunicativo e procedurale» tra chi tornava da Bolzano e chi era in sala operatoria in attesa del nuovo cuore destinato al piccolo Domenico. Martedì prossimo, ha annunciato la Procura di Napoli, avrà luogo l’incidente probatorio sul corpo del bambino. Servirà a cristallizzare le prove in vista dell’eventuale processo. Solo allora la salma del bimbo che per giorni ha tenuto l’Italia intera col fiato sospeso sarà restituita alla famiglia e potranno tenersi i funerali.

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