Quattordici ospedali italiani nella classifica dei 250 migliori al mondo, primo il Gemelli. Tra i pediatrici al top il Bambino Gesù
Pubblicata la lista stilata ogni anno da Newsweek. Il policlinico romano al 33esimo posto, seguito al 43esimo posto dal Niguarda e al 51esimo posto dal San Raffaele di Milano. L'ospedale del Papa è il migliore d'Europa, il 6 al mondo

Tredici ospedali italiani sono tra le prime 250 strutture sanitarie del mondo, secondo il ranking pubblicato dalla rivista Newsweek, in collaborazione con la piattaforma dati globale Statista. Un lavoro di analisi che ha portato a selezionare quelli che vengono definiti i 'World's Best Hospitals 2026', le 250 migliori istituzioni sanitarie a livello mondiale. Per trovare il primo ospedale italiano bisogna scorrere fino al 33esimo posto, al quale si colloca il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Il suo è il miglior risultato di un ospedale italiano a livello mondiale in otto edizioni di questo ranking. Fra le strutture del Belpaese al top nel mondo figurano poi ben 5 ospedali della Lombardia, fra cui il Niguarda di Milano, finito sotto i riflettori internazionali per le cure prestate ai ragazzi feriti nell'incendio di Crans-Montana in Svizzera e per l'attività da ospedale olimpico nei Giochi invernali di Milano Cortina 2026. Il Niguarda è il secondo ospedale migliore d'Italia e si classifica 43esimo nel ranking mondiale.
Subito dopo, scorrendo ancora, si trova l'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), 51esimo nel mondo e terzo d'Italia, seguito da Ospedale San Raffaele - Gruppo San Donato al 57esimo (quarto centro italiano). È 76esimo il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, mentre con il 104esimo posto dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo si torna in Lombardia (questa è la quinta struttura italiana a figurare fra le migliori). La 127esima posizione è per l'Azienda Ospedale Università di Padova e la 134esima è occupata dal Policlinico San Matteo di Pavia. Il centro lombardo è seguito al 142esimo posto da un'altra struttura veneta, l'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona - Ospedale Borgo Trento e al 192esimo dalla Toscana Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze. La seconda struttura dell'Emilia Romagna nel ranking mondiale è l'Aou Policlinico di Modena, 198esima. Chiudono l'elenco degli ospedali tricolore al top l'Azienda ospedaliera universitaria Sant'Andrea di Roma (203esima nel mondo) e il presidio ospedaliero Molinette - Aou Città della Salute e della Scienza di Torino (221esimo).
«Il riconoscimento di Newsweek conferma la qualità dell’assistenza, della ricerca e della formazione sviluppate in stretta integrazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore - è il commento di Daniele Piacentini, direttore generale della Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs - Il risultato, che a livello mondiale colloca il Gemelli al 33^ posto, ranking mai prima raggiunto, è espressione di un impegno corale che coinvolge ogni giorno medici, dirigenti sanitari, infermieri, tecnici, ricercatori, personale amministrativo e di supporto. La graduatoria internazionale rappresenta un importante attestato di stima da parte della comunità scientifica e dei pazienti, ma il vero parametro di riferimento resta la qualità delle cure offerte quotidianamente e l’attenzione alle persone e alle loro famiglie».

Gli ospedali pediatrici
Sempre nella stessa classifica sono stati valutati i centri pediatrici di 32 Paesi. E Il Bambino Gesù è stato inserito anche quest'anno nella classifica come primo ospedale pediatrico d'Europa e il 6° nel ranking mondiale delle strutture pediatriche specialistiche, unico ospedale pediatrico operante nel sistema sanitario italiano a rientrare tra i primi 30 al mondo. Il Bambino Gesù, ricorda l'ospedale, è oggi il primo centro pediatrico in Europa per numero di affiliazioni alle Reti di riferimento europee per le malattie rare (affiliato a 20 reti su 24) e registra ogni anno quasi 3 milioni di prestazioni ambulatoriali, 100.000 accessi al Pronto Soccorso e oltre 33.000 procedure chirurgiche. «Si tratta di un riconoscimento che nasce dal lavoro di squadra quotidiano di tutta la comunità dell’Ospedale: medici, infermieri, operatori sanitari, personale tecnico e amministrativo, ricercatori, volontari e personale religioso che, insieme, si prendono cura dei bambini e delle loro famiglie - sottolinea il presidente della struttura Tiziano Onesti - È l’impegno silenzioso di queste donne e di questi uomini – in reparto, in laboratorio, negli uffici, nei servizi di accoglienza e di supporto - a rendere possibile un’assistenza altamente specializzata, unita all’attenzione alla dimensione umana e relazionale della cura».
La classifica
La valutazione di quest'anno include ospedali di 32 paesi selezionati utilizzando molteplici criteri di comparabilità, tra cui la dimensione della popolazione, l'aspettativa di vita, il tenore di vita, la densità ospedaliera e la disponibilità di dati affidabili. Ogni ospedale è stato esaminato e ha ricevuto un punteggio basato su 4 fonti di dati: raccomandazioni di esperti medici; parametri di qualità ospedaliera; dati esistenti sull'esperienza dei pazienti e il Patient-Reported Outcome Measures Implementation Survey di Statista. La metodologia del 2026 ha ampliato le precedenti edizioni, includendo per la prima volta Filippine e Turchia. In tutto sono stati valutati oltre 2.500 ospedali, con un riconoscimento speciale assegnato alle 250 migliori istituzioni a livello mondiale. I primi 5 premiati sono la statunitense Mayo Clinic-Rochester (Rochester, Minnesota), il Toronto General-University Health Network (Canada), la Cleveland Clinic (Usa), il Karolinska Universitetssjukhuset di Stoccolma (Svezia) e il Massachusetts General Hospital di Boston (Usa).
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