mercoledì 27 marzo 2024
Consegnato ai giudici lo studio balistico che confermerebbe lo sparo da parte del deputato di Fdi nel corso della festa di fine anno organizzata dalla sorella del sottosegretario Delmastro
Capodanno “armato”, la perizia che inguaierebbe Pozzolo

Ansa

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La perizia balistica disposta dalla procura di Biella, e consegnata oggi agli inquirenti, potrebbe diradare la nebbia che ancora avvolge la nota vicenda del “Capodanno armato” di Emanuele Pozzolo e, se fossero confermate le indiscrezioni di alcuni quotidiani (Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa), inchioderebbe il deputato di Fdi alle proprie responsabilità. I fatti riguardano quanto accaduto alla festa dello scorso San Silvestro ospitata nella sede della Pro Loco di Rosazza (nel Biellese). Un veglione organizzato dalla sindaca del Comune, Francesca Delmastro, sorella del più noto Andrea, attuale sottosegretario alla Giustizia. Nel corso del cenone partì accidentalmente un colpo dal piccolo revolver del parlamentare, che ferì alla coscia Luca Campana, compagno della figlia del capo scorta di Delmastro, Pablito Morello. Fu lo stesso Campana a raccontare agli inquirenti di aver visto Pozzolo appoggiare l’arma sul tavolo, vicino al quale si trovavano anche lui e Morello.

La perizia del tecnico nominato dal tribunale, Raffaella Sorropago, assieme al confronto di tre ore tra lo stesso perito e il procuratore capo Teresa Angela Camelio e la sostituta Paola Francesca Ranieri, confermerebbe la versione. Questo in virtù dei residui di polvere analizzati durante i rilievi, che supporterebbero la tesi dell'estrema vicinanza del revolver al tavolo al momento dello sparo. Senza contare una macchia di polvere nera sul mobile, che sarebbe stato scalfito dal proiettile prima di finire nella coscia di Campana.

Pozzolo, unico indagato, ha sempre sostenuto di non aver sparato lui. Ma l’elaborato consegnato ai magistrati, pur non sconfessando l’involontarietà del gesto, potrebbe a questo punto smentirlo. Quel che è certo è che la North American arms lr 22, l’arma “incriminata”, era di sua proprietà (possedeva un regolare porto d’armi per difesa personale, poi revocato) ed è stato lui a portarla al veglione per farne inspiegabilmente sfoggio nel corso della cena.

A chiarire i punti ancora oscuri della storia saranno gli inquirenti che probabilmente, con l’imminente chiusura delle indagini, chiederanno anche il rinvio a giudizio dell’esponente del partito della premier. Intanto, però, quanto emerso dai contenuti della perizia finora resi pubblici è sufficiente a prestare il fianco a nuovi attacchi delle opposizioni. «Auspichiamo che, a questo punto – è intervenuto Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera –, chi era presente al fattaccio, in particolare il deputato coinvolto Pozzolo e il sottosegretario Delmastro, dicano finalmente quel che è successo».

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