venerdì 1 febbraio 2013
COMMENTA E CONDIVIDI
Droga, heavy metal e una catena di violenza. Alle «bestie di Satana», che scatenarono la loro aggressività a partire dalla metà degli anni ’90, vennero addebitati tre omicidi (vittime Fabio Tollis, Chiara Marino e Mariangela Pezzotta) e un’induzione al suicidio (Andrea Bontade).Un sacrificio umano «ingiustificabile per l’abnormità di fronte al sentimento umano», «un omicidio rituale di persone indifese» aggravato da «un abietto motivo, turpe e ignobile che rivela un grado tale di perversità da destare un profondo senso di ripugnanza in ogni persona di media moralità», venne scritto nelle motivazioni con cui la Prima sezione penale della Cassazione confermò, nel 2008, le condanne per cinque seguaci della setta, il cui leader era Nicola Sapone.Fabio e Chiara erano stati massacrati la notte del 17 gennaio 1998, nel giorno stesso della loro scomparsa, e poi sepolti insieme ad un paio di guanti di lattice, una lama di badile e mozziconi di sigaretta. Erano stati accoltellati con decine e decine di fendenti, il ragazzo era stato colpito al volto con una mazza da muratore. E questo era stato solo l’inizio di un macabro rituale.Si riuscì a fare luce sull’attività delle «bestie di Satana» dopo la morte di Mariangela Pezzotta, avvenuta nel 2004. Mario Maccione, membro della setta, dichiarò in seguito che le vittime del gruppo sarebbero state ben 18, più di quelle ufficiali, contando anche i suicidi indotti.Come quello di Andrea Bontade, schiantatosi in auto contro un muro la notte del 20 settembre 1998. Secondo quanto raccontato poi dal fratello in aula, Andrea aveva parlato degli strani riti a cui era stato costretto, una volta entrato nella setta. Quel giorno, dopo aver ricevuto una telefonata, prese le chiavi dell’auto e se ne andò. I familiari lo rividero solo all’obitorio.La tesi del semplice incidente stradale iniziò a dissolversi quando, dopo aver ucciso l’ex fidanzata Mariangela Pezzotta, Andrea Volpe cominciò a collaborare raccontando la storia delle «bestie di Satana».
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: