giovedì 25 maggio 2017
Rischio carestia per 30 milioni di persone, corridoi umanitari per i migranti e stop al business delle armi: queste alcune delle richieste indirizzate ai sette capi di stato riuniti a Taormina
Nel mondo quasi 800 milioni di persone soffrono la fame

Nel mondo quasi 800 milioni di persone soffrono la fame

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Donald Trump, Teresa May, Angela Merkel e gli altri grandi della terra seduti ad un tavolo di un ristorante di Taormina davanti ad abbondanti piatti di spaghetti, mentre su un televisore alle loro spalle scorrono le immagini e i numeri di carestie e guerre. E’ il flash mob organizzato questa mattina sul lungomare di Giardini di Naxos da Oxfam, la prima delle iniziative che l’organizzazione ha in programma per criticare le politiche dei leader che da domani saranno nella città siciliana per il G7. In agenda altri due flash mob (venerdì sul cambiamento climatico e sabato sulla crisi migratoria, due dei temi in agenda).

Il diritto al cibo, la questione migratoria ma soprattutto la riduzione delle diseguaglianze. Sul tavolo dei grandi del G7 c’è un’agenda fitta di temi irrimandabili. Ma il rischio è che, sull’onda dei fatti di Manchester, il dibattito si concentri sui temi della sicurezza e della lotta al terrorismo. Dalle associazioni e dalle ong che si occupano di diritti arrivano ripetuti appelli ai leader a non limitarsi ad un accordo al ribasso, fatto solo di parole e di buone intenzioni, ma a prendere impegni concreti.

Dall'inizio dell'anno 200 bimbi morti nel Mediterraneo

Dall'inizio dell'anno 200 bimbi morti nel Mediterraneo


Unicef: ogni giorno un bimbo muore nel Mediterraneo
Ottocento barchette di carta affidate al mare, a simboleggiare la precarietà delle imbarcazioni alle quali ogni giorno migliaia di persone affidano la propria vita e quella dei propri figli, in cerca di un futuro migliore. «Il mediterraneo è sempre stato un mare di civiltà ora è un cimitero» ha detto Paolo Rozera, direttore generale Unicef Italia. «Barchette in mare, non per gioco» è l’iniziativa lanciata dall’Unicef alla spiaggia di Sant’Erasmo a Palermo per sensibilizzare i capi di Stato riuniti a Taormina. Dall’inizio dell’anno lungo la rotta centrale del Mediterraneo sono morti 200 bambini, più di uno al giorno. «Il Mediterraneo è sempre stato un mare di civiltà ora è un cimitero» ha detto Paolo Rozera, direttore generale Unicef Italia. Dall’inizio dell’anno oltre 45mila migranti sono arrivati in Italia via mare, tra i quali 5.500 minori non accompagnati. Un fenomeno in continuo aumento.

La manifestazione dell'Unicef a Palermo

La manifestazione dell'Unicef a Palermo



Oxfam: 30 milioni di persone a rischio carestia. Da Oxfam arriva un appello ai leader del G7 affinché affrontino le carestie che minacciano di lasciare senza cibo 30 milioni di persone in Sud Sudan, Yemen, Somalia e nel nord-est della Nigeria. «Il primo passo da compiere è stanziare circa la metà, vale a dire 2,9 miliardi di dollari, dei fondi richiesti dall’Onu per far fronte alle più gravi emergenze umanitarie che il mondo stia vivendo oggi». Ad oggi la comunità internazionale ha destinato solo il 30% dei 6,3 miliardi di dollari richiesti dalle Nazioni Unite per le carestie. A livello globale la condizione di grave insicurezza alimentare è aumentata del 40% negli ultimi due anni.

Un momento del flash mob organizzato dall'Oxfam

Un momento del flash mob organizzato dall'Oxfam


Pax Christi: basta fare affari con le armi. Il messaggio che arriva da Pax Christi è molto critico. «Non sono i padroni del mondo si credono tali, si sono autoproclamati» è la premessa da cui parte il coordinatore nazionale don Renato Sacco. Ma il vero problema è la contraddizione tra la lotta al terrorismo e al Daesh e il business delle armi al quale partecipano sia gli Usa, che ha da poco sottoscritto un accordo miliardario con l’Arabia Saudita, che l’Italia. «Per fermare il terrorismo bisogna smettere di fare affari con le armi, i bambini di Manchester sono uguali a quelli dello Yemen uccisi dalle bombe occidentali».

ActionAid: diseguaglianze crescono, impegno per diritto al cibo. Sarebbe sbagliato pensare che due giorni di dibattito possano risolvere i problemi del pianeta. Ma è anche vero che il rischio è quello che si arrivi ad un documento finale privo di "sostanza". Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid auspica che si arrivi ad un impegno concreto ad esempio sul diritto al cibo, visto che nel mondo 795 milioni di persone soffrono ancora la fame. «Nell’ultimo G8 italiano sono stati promessi 22,5 miliardi il rischio è questa volta è che non succeda nulla».

Attivisti di Greenpeace hanno esposto questo striscione per sollecitare i grandi sui temi ambientali

Attivisti di Greenpeace hanno esposto questo striscione per sollecitare i grandi sui temi ambientali


Focsiv: corridoi umanitari per i migranti che fuggono dalle guerre. Fermare la strage dei migranti che si perpetua ogni anno nel Mediterraneo. Dalle 80 ong aderenti a Focsiv arriva un appello ad aprire corridoi umanitari sicuri e regolari per tutte quelle persone che fuggono da guerre e da crescenti insicurezze. Ma anche la richiesta di un riconoscimento alle associazioni della società civile che salvano vite umane ogni giorno e devono essere sostenute.

Coalizione contro la povertà: nessuna scusa per non agire. La Coalizione italiana contro la povertà (Gcap) esprime forte preoccupazione per il rischio di un grave "nulla di fatto" su tante sfide globali, dalla crisi umanitaria in Africa al cambiamento climatico ai flussi migratori. «C'è il pericolo che vengano accantonati anche impegni come l'Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 da ben 200 stati». Il panorama geopolitico in profonda trasformazione non deve essere «una giustificazione per non agire».

Il Duomo di Taormina presidiato dalla polizia

Il Duomo di Taormina presidiato dalla polizia


Avsi: la sfida nei paesi poveri istruzione e lavoro. Favorire l’ascolto dei bisogni del territorio, dei campi profughi, dei paesi piagati dalle carestie o dalle dittature per capire quali misure intraprendere. «Ai grandi chiediamo di entrare in contatto con le realtà del mondo che sono in sofferenza con umiltà, partendo proprio dall’humus sociale». Due le sfide prioritarie per ridurre le diseguaglianze all’interno del pianeta: quella dell’istruzione e quella del lavoro.

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