giovedì 20 settembre 2018
Per il direttore del Cir contro la Carta le norme che revocano la cittadinanza. Protezione umanitaria, abolizione dannosa per il Paese
Mario Morcone

Mario Morcone

Il decreto immigrazione che, dopo un braccio di ferro con Palazzo Chigi, il Viminale è riuscito a calendarizzare nel Consiglio dei ministri odierno, presenta profili di incostituzionalità. Che hanno allarmato le organizzazioni italiane che si occupano di questioni umanitarie come il Cir, il Consiglio italiano dei rifugiati, diretto dall’ex prefetto Mario Morcone, 66 anni, che nella sua lunga carriera di servitore delle istituzioni ha lavorato al ministero dell’Interno ricoprendo, tra l’altro, il ruolo di capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.

Partiamo dall’abolizione della protezione umanitaria. Quali sono le vostre critiche?
Se venisse abolita ci priverebbe di uno strumento fondamentale, l’inclusione di chi si è comportato bene, ha trovato un posto di lavoro e conduce una vita normale partecipando allo sviluppo del Paese. In Europa la gestione è più flessibile. In Francia chi lavora e si reca con il datore allo sportello, ottiene il permesso temporaneo. E lo stesso avviene in Germania, dove la protezione umanitaria per chi la- vora vale sei mesi rinnovabili. Che interesse abbiamo ad abolirla in Italia nell’illusione – in buona o cattiva fede – di rimandare a casa migliaia di persone? Secondo noi, così si aumentano solo la marginalità e i con-flitti, favorendo percorsi di radicalizzazione. Si trasforma una situazione oggi gestibile in emergenza.

Quali proposte ritenete siano violazioni della Costituzione?
La cosa più grave su cui credo che il Capo dello Stato non possa passare sopra sono le norme relative alla cittadinanza. Verrebbe introdotta la norma per cui non può essere concessa a persone che convivono con familiari che hanno a carico provvedimenti di pubblica sicurezza, giudiziari o di condanna anche non definitiva. Oppure viene introdotta la revoca a 'stranieri e apolidi' che abbiano una condanna definitiva per pene anche di soli 5 anni per delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale. Stiamo costruendo cittadini di serie B, italiani fino a un certo punto.

Però è previsto il diniego per chi commette questi reati.
Certo, infatti il governo si rifà espressamente per analogia a un parere del Consiglio di Stato che lo ammette per lo straniero che ha rapporti con movimenti e organizzazioni potenzialmente offensivi per la sicurezza della Repubblica, ma non si parla di revoca a uno che è già cittadino. Questo altera lo status di una persona e secondo noi anticostituzionale. Altra norma pericolosa e anticostituzionale, a nostro avviso, è la possibilità di trattenere ai fini dell’espulsione persone fuori dai Centri di permanenza per il rimpatrio in strutture idonee e nella disponibilità dell’autorità di pubblica sicurezza. Previsione che realizza il venir meno di tutte le garanzie procedurali del trattenimento e, dall’altro, avvia una sorta di militarizzazione del tema richiedenti asilo contraria ai principi costituzionali e alla storia e alla cultura di questo Paese. Mi chiedo come sarà possibile monitorare il rispetto dei diritti umani e fondamentali in tali luoghi.

Che cosa prevede il decreto per lo Sprar, il sistema di protezione su base comunale per rifugiati e richiedenti asilo?
Verrà sostanzialmente smantellato. Altra idea perfida, togliere i servizi ai richiedenti asilo e mandarli a vivere nei dormitori in attesa della valutazione della domanda. È una marginalizzazione, significa costruire i conflitti. Riservare lo Sprar, eccellenza italiana nell’accoglienza, solo a chi ha già avuto la protezione internazionale è un passo indietro. Il progetto era invece ampliare il sistema dei piccoli numeri comunale coinvolgendo sempre più sindaci perché diventassero protagonisti dell’accoglienza e non il contrario, aumentando in sostanza i grandi centri. Voglio vedere chi si prenderà in carico 10-15 persone per 20 euro ciascuno fornendo vitto e alloggio senza servizi per l’integrazione. Prima si impegnavano associazioni laiche e cattoliche con i loro valori, domani avremo albergatori magari falliti che per fornire un pasto e un letto vanno benissimo. Anche la procedura accelerata delle domande di asilo in frontiera per chi ha eluso i controlli è un affievolimento dei diritti. Poi è fattibile al confine di Gorizia o a Trieste, non in mare aperto o a Pozzallo e a Lampedusa. A meno che si pensi che chiunque sbarchi abbia eluso dei controlli.

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: