martedì 5 dicembre 2023
Nelle prime due finestre aperte per le registrazioni, sul sito del Viminale si conferma il boom delle domande di ingresso per lavorare legalmente in Italia. Il picco nei primi 4 minuti di apertura.
Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi

Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi - ANSA

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Come era facile prevedere dal boom di domande precompilate, le richieste di lavoratori stranieri registrate sul sito del ministero dell'Interno sono già ben oltre i posti messi a disposizione nel maxi decreto flussi del governo, che ammontano a 136mila per il 2023 e a 452mila per l'intero triennio.

La conferma arriva dai primi dati diffusi dal Viminale: sabato 2 e lunedì 4 dicembre 2023 sono scattati i primi due click day previsti dal decreto flussi 2023, le cui procedure riguardano, complessivamente, 52.770 quote di ingresso. Sabato - fa sapere il Viminale - non appena è scattato l'orario di immissione, nei primi quattro minuti dall'avvio sono state trasmesse, per il lavoro subordinato non stagionale, «50.576 istanze rispetto alle 39.030 quote previste». Poi le immissioni sono continuate (è possibile registrare le domande fino al 31 dicembre) e al momento le domande inoltrate sono 242.826. Ancora, il 4 dicembre, nei primi quattro minuti, sono state trasmesse, per l'assistenza familiare, 11.363 domande rispetto alle 9.500 quote previste e ad oggi quelle presentate sono 76.711 (anche in questo caso, è possibile continuare a depositare richieste fino al 31 dicembre). Infine, le restanti 4.240 quote (delle complessive 52.770) riguardano la conversione dei permessi di soggiorno e l'ingresso dei lavoratori italiani residenti in Venezuela, emigranti di ritorno negli anni scorsi per via della profonda crisi economica del Paese sudamericano. In tutto, le domande immesse finora ammontano a 320mila.

Il Viminale: la piattaforma online ha tenuto

Le istanze sono state tutte regolarmente acquisite dalla piattaforma telematica del Viminale che - si legge in una nota ministeriale - «ha sempre mantenuto la sua regolare operatività, pur a fronte di elevati e contestuali picchi di accesso che in alcuni limitati casi hanno generato tempi di attesa più lunghi per il completamento della procedura». Ora l'Interno sta «procedendo a distribuire telematicamente, per ambito provinciale, le domande presentate a ciascuno Sportello unico per l'immigrazione». E le suddette istanze, si precisa «verranno istruite nel rispetto dell'ordine cronologico e nel limite delle quote».

Una montagna di «precompilate»

Come Avvenire ha anticipato nei giorni scorsi, per agevolare le operazioni durante le giornate del click, l’Interno aveva dato possibilità a chi voleva – fra il 30 ottobre e il 26 novembre – di compilare in anticipo i moduli di domanda, tramite il “Portale Servizi ALI”. Al termine della fase di precompilazione, risultavano inserite 607.904 istanze, un numero oltre 4 volte superiore a quello dei 136mila ingressi 2023 e perfino più grande dei 452mila stabiliti in tre anni. In dettaglio, 253.473 richieste erano relative al «lavoro subordinato non stagionale» (a fronte di 52.770 posti), 260.953 al lavoro stagionale (82.550) e 86.074 al «settore dell’assistenza familiare e socio-sanitaria», a fronte di soli 9.500 posti per colf, badanti e baby sitter disponibili. Insomma, benché ampie, le quote fissate dall’esecutivo risultano nei fatti lontane dalle esigenze reali del sistema produttivo del Paese e del welfare privato sociale, per così dire, con cui i cittadini cercano di dare risposte alle necessità di familiari anziani o dei propri bambini.

Il prossimo click day

La nuova finestra per inoltrare la propria domanda, in questo caso per gli 82.550 ingressi relativi a lavoro stagionale, è fissata per le ore 9:00 del 12 dicembre. Va ricordato che - per l'inoltro telematico delle istanze sul sito https://portaleservizi.dlci.interno.it/ - è necessario il possesso di un'identità Spid o della Carta d’identità elettronica (Cie). Come detto in precedenza, anche questo tipo di domande potrà poi essere presentato fino al 31 dicembre. Nel caso in cui l'istanza non rientrasse in quota in base all'ordine cronologico di presentazione, il datore di lavoro visualizzerà sul portale ALI l’avviso: «La pratica risulta al momento non in quota». Lo prevede la circolare congiunta dei ministeri dell’Interno, del Lavoro, dell’Agricoltura, del Turismo, che riporta le indicazioni operative per l’attuazione del decreto del presidente del Consiglio dei ministri sulla programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali e non nel territorio dello Stato per il triennio 2023-2025 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 ottobre 2023).

Il patronato Inca-Cgil: «Una ennesima beffa»

E c'è già, fra i sindacati, chi fa notare come alcune quote di posti messi a disposizione nei flussi si siano rivelati insufficienti. Per il patronato Inca-Cgil, i click day sono una «ennesima beffa» per il lavoro domestico, perché le famiglie sono riuscite a prenotare solo una su 9 delle persone richieste per l'assistenza familiare. Prevedere 9.500 ingressi su 136mila, ragiona il Patronato, ha finito per mettere a disposizione una quota non sufficiente a coprire il fabbisogno delle famiglie e del settore stesso». Secondo Inca-Cgil, in totale le 607.904 domande precompilate rappresentano comunque un'entrata per le casse del governo pari a 9.726.464 euro solo di marca da bollo. Per il patronato, ci sarebbero stati problemi anche dal punto di vista informatico: «Il Portale dedicato del Ministero dell'interno è andato in tilt e si è visto un pesante rallentamento nell'invio delle domande e quindi una penalizzazione per chi aveva necessità di richiedere il nulla osta per un lavoratore del settore». Inoltre, aggiunge la sigla sindacale, «ferma restando la necessità di riforma normativa, con il superamento della Legge Bossi-Fini, nel frattempo è necessario garantire a tutti la certezza di poter concorrere in modo paritario, in quanto ad oggi il nulla osta al lavoro subordinato viene concesso a chi arriva prima ad inviare la richiesta». Da Inca-Cgil parte dunque un nuovo invito al «ministero dell'Interno e agli altri ministeri interessati a riaprire il tavolo di confronto con i patronati per trovare soluzioni a questi problemi affinché non si ripresentino anche nella data del prossimo click day».




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