Nel 2026 previsti 21 milioni di arrivi nei piccoli comuni. Ecco l'antidoto all'overtourism

La ricerca di Demoskopika per il Forum internazionale del Turismo che si apre a Milano. Santanchè: la strada è questa. Ora un piano industriale per il comparto
January 23, 2026
Nel 2026 previsti 21 milioni di arrivi nei piccoli comuni. Ecco l'antidoto all'overtourism
Il suggestivo borgo medievale di Corigliano Calabro (Cosenza) © Icp
«Il 75% dei turisti si concentra sul 4% del territorio nazionale». Lo ripete spesso il ministro del Turismo, Daniela Santanchè nel sostenere un nuovo approccio del turismo che aiuti a promuovere tutto il patrimonio italiano diffuso lungo la Penisola. Sostenendo l'«undertourism» invece dell'«overtourism». Il turismo dei borghi come antidoto naturale al turismo di massa. Lo conferma una ricerca dell'istituto Demoskopika che sarà presentata al terzo Forum Internazionale del Turismo, in programma oggi e domani a Milano, promosso dal ministero del Turismo e realizzato con Enit, con la partecipazione di sindaci, rappresentanti delle associazioni di categoria, operatori del turismo ed esperti.
Nel 2026 gli oltre 2600 piccoli Comuni italiani a vocazione turistica sotto i 5mila abitanti, potrebbero registrare oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% rispetto al 2025) e circa 79,9 milioni di presenze (+6,9%), mantenendo stabile la permanenza media a 3,7 giorni. Flussi importanti nel loro insieme, comparabili a quelli registrati su Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli che nel 2024 hanno concentrato complessivamente oltre 23 milioni di arrivi e 72,1 milioni di presenze. Nello stesso periodo, l'insieme degli oltre 2.600 piccoli comuni italiani ha registrato 19,5 milioni di arrivi e 71,4 milioni di presenze. Un raffronto che rende evidente come pochi grandi poli urbani assorbano volumi di domanda turistica analoghi a quelli generati da una rete territoriale ampia e diffusa, «mettendo in luce - sottolineano i ricercatori - il potenziale strategico dei piccoli comuni nella redistribuzione dei flussi e nella riduzione delle pressioni legate all'overtourism». Il turismo nei Comuni sotto i 5mila abitanti, inoltre, rappresenta circa il 14% degli arrivi complessivi e il 15,3% delle presenze totali in Italia. Una quota tutt'altro che marginale, che colloca l'area del cosiddetto "undertourism" come fenomeno strutturale e non residuale, in grado di intercettare una domanda orientata verso esperienze più sostenibili, diffuse e integrate con le comunità locali.
Uno scorcio di Carloforte, in Sardegna / Icp
Uno scorcio di Carloforte, in Sardegna / Icp
Su queste direttrici si muoveranno allora i panel discussione del Terzo Forum Internazionale del Turismo al Palazzo del Ghiaccio di Milano. «Il forum - dice Santanchè - ha già suscitato un'attenzione molto forte, con oltre mille partecipanti tra associazioni, istituzioni, imprese e sindaci, e più di 100 giornalisti presenti. Un segnale chiaro dell'interesse che accompagna un settore tornato centrale nel dibattito politico ed economico. La nostra Venere racconterà, anche attraverso i podcast realizzati con Loquis, i piccoli centri che rappresentano alcune delle nostre gemme più preziose, contribuendo a valorizzare un'offerta turistica diffusa e identitaria».
In apertura, la fiamma olimpica portata dalla Venere simboleggerà il viaggio attraverso l'Italia dei borghi, delle aree interne, dei territori e delle tradizioni. «Nel corso del Forum - continua la ministra - verranno presentati dati sulla crescita di questi Comuni, insieme a riflessioni e proposte per il futuro di un comparto che ha ritrovato un ruolo centrale nell'agenda politica globale. In questi anni abbiamo dato visione e strategia al comparto, ora vogliamo costruire insieme il prossimo piano industriale del turismo, a partire dalle politiche già messe in campo e rafforzando ancora di più il supporto alle imprese, ai lavoratori, alle politiche di destagionalizzazione e delocalizzazione dei flussi, alla promozione dei borghi, piccoli centri ed isole minori, per rendere il comparto sempre più stabile e centrale per la crescita e lo sviluppo della nazione».
Tornando ai numeri della ricerca, nel 2026 la dinamica dei flussi nei piccoli comuni confermerebbe il ruolo trainante della componente estera rispetto a quella domestica. Gli arrivi stranieri secondo Demoskopika salirebbero a oltre 10,2 milioni, con una crescita dell'8,0% rispetto al 2025, mentre le presenze raggiungerebbero i 40,3 milioni, in aumento del 10,0%. Più moderata, la dinamica del mercato italiano: 11,2 milioni di arrivi (+3,0% sul 2025) e 39,6 milioni di presenze (+4,0%). Sul piano economico, la spesa turistica generata dai piccoli comuni potrebbe raggiungere nel 2026 un valore stimato di 16,2 miliardi di euro, pari all'11% della spesa turistica complessiva nazionale e con un incremento del 10,1% rispetto ai dodici mesi dell'anno precedente. La spesa media per soggiorno si attesterebbe intorno ai 760 euro.
L’evento si chiuderà con la firma di un protocollo sul turismo sostenibile e sicuro, tra il Ministero del Turismo, il Viminale e i Comuni firmatari della Carta di Amalfi per un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti. Un turismo che rispetti i luoghi e le comunità che li abitano.

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