Premio Niwano per la Pace a Benki Piyako, leader dell'Amazzonia
Il riconoscimento per oltre quindici anni di lavoro dedicato alla protezione della foresta amazzonica e alla salvaguardia delle terre indigene

Il 43esimo Premio Niwano per la Pace è stato assegnato a Benki Piyako, leader spirituale del popolo Ashaninka, dell'Amazzonia brasiliana, riconosciuto a livello internazionale per il suo impegno nella difesa dell'ambiente e dei diritti dei popoli indigeni. Il riconoscimento che gli viene dato ora dopo una vita di lavoro su questi temi è il premio istituito dalla Niwano Peace Foundation, che celebra ogni anno personalità e organizzazioni che contribuiscono alla pace mondiale attraverso il dialogo interreligioso e la cooperazione tra culture. La cerimonia di consegna si svolgerà il 12 maggio a Tokyo. Oltre al certificato e al trofeo, il premio prevede un riconoscimento economico di venti milioni di yen.
Chi è il vincitore
Benki Piyako è stato premiato per oltre quindici anni di lavoro dedicato alla protezione della foresta amazzonica e alla salvaguardia delle terre indigene. Attraverso la fondazione dell'Istituto Yorenka Tasorentsi e l'organizzazione della Conferenza indigena sull'Ayahuasca, ha promosso progetti di riforestazione, educazione ambientale e trasmissione delle conoscenze tradizionali. Il comitato del premio ha sottolineato che «Benki Piyako rappresenta una figura esemplare il cui servizio nella foresta amazzonica è stato una fonte vitale di conoscenza e di protezione per la sostenibilità e la pace della comunità globale». Il lavoro di Piyako si svolge nella comunità di Apiwtxa, nel territorio indigeno Terra Kampa del Rio Amonia, nello stato brasiliano dell'Acre, al confine con il Perù.
Gli Ashaninka sono uno dei popoli indigeni più antichi e numerosi della regione e sono noti per aver preservato il loro stile di vita e le tradizioni ancestrali nonostante i vari attacchi subiti nel corso della Storia. Qui Piyako ha guidato numerosi progetti di riforestazione e tutela della biodiversità. Secondo la giuria, il suo impegno non riguarda soltanto la sua comunità ma l'intero pianeta: «Il suo contributo alla protezione della sua comunità indigena va ben oltre l'Amazzonia e riguarda tutte le persone che hanno dimenticato il loro legame con la Terra».
Il riconoscimento evidenzia il ruolo fondamentale dei popoli indigeni nella difesa degli ecosistemi e nella lotta contro il cambiamento climatico, sottolineando l'importanza della loro cultura e della loro spiritualità nel costruire un rapporto più equilibrato tra umanità e natura. Il conferimento del Premio Niwano per la Pace 2026 a Piyako rappresenta anche un forte messaggio culturale e spirituale in un'epoca segnata da crisi ambientali e cambiamenti climatici. Il leader ashaninka ha costruito infatti il suo impegno sulla profonda relazione tra la cultura indigena e la tutela della natura.
Le motivazioni del premio
Il Premio Niwano per la Pace, istituito nel 1983 e dedicato al leader buddhista Nikkyo Niwano, intende promuovere la cooperazione tra religioni e culture come base per la costruzione della pace. Con il riconoscimento a Piyako, la fondazione ribadisce che la pace globale non riguarda soltanto l'assenza di conflitti tra Stati, ma anche il rispetto della natura e la salvaguardia delle culture che custodiscono l'equilibrio della Terra. La motivazione del premio sottolinea che «il lavoro del signor Benki Piyako affonda le sue radici nella spiritualità indigena e nel suo legame con la terra. Mantenendo questo principio al centro della sua azione, Piyako continua a servire non solo il suo popolo ma tutti gli esseri umani del mondo che beneficiano di una foresta amazzonica sana».
Particolarmente importante è il lavoro svolto con i giovani. Attraverso l'Istituto Yorenka Tasorentsi sono stati sviluppati programmi educativi che collegano la tutela ambientale con la valorizzazione delle tradizioni culturali. La giuria ha evidenziato che «Piyako è un pioniere del movimento per la sostenibilità e l'ecologia in un momento critico in cui l'ambiente attraversa una profonda crisi». Come leader indigeno dell'Amazzonia, specifica la giuria, «egli incarna la responsabilità che tutti condividiamo nella protezione del nostro pianeta».
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