Fertilità ai minimi storici in Europa e le mamme italiane sono le più vecchie: primo figlio a 32 anni

In media 1,34 figli per donna nel 2024 con appena 3,55 milioni di neonati: erano il doppio sessant’anni fa. La Bulgaria è il paese con più nascite
March 9, 2026
Fertilità ai minimi storici in Europa e le mamme italiane sono le più vecchie: primo figlio a 32 anni
Famiglie sempre più "ristrette" in Europa con 1,3 figli per donna nel 2024
Culle vuote e neo-mamme sempre più avanti con l’età: l’Europa si sta affacciando pericolosamente al livello limite di 1,3 figli per donna, soglia nota della fertilità estremamente bassa. Servirebbero almeno 2,1 bambini per donna, sottolineano i demografi, per mantenere stabile nel tempo la popolazione senza il contributo dell’immigrazione (il cosiddetto “replacement level” o livello di sostituzione). Nel 2024 il tasso di fertilità dell’Unione Europea è stato di 1,34 nuovi nati per donna, in calo rispetto all’1,38 dell’anno precedente. Si tratta più basso mai registrato dal 2001 (il primo anno in cui il dato è stato calcolato a livello aggregato). Appena 3,55 milioni di nuove nascite vale a dire 7,9 neonati ogni 1000 abitanti, con una decrescita del 3,3% rispetto ai 3,67 milioni del 2023. Per fare un confronto, il tasso di natalità era di 10,5 nel 2000, 12,8 nel 1985 e 16,4 nel 1970. Nascite pressocché dimezzate rispetto ai livelli record del 1964 quando nacquero ben 6,8 milioni di bambini. Una curiosità riguarda l’appiattimento dei dati, con un’Europa sferzata dall’inverno demografico: nel 1970, la disparità tra i tassi più alti (in Irlanda) e i tassi più bassi (in Finlandia) era di circa 2 figli per donna. Nel 2024 differenza si è ridotta a 0,7 tra il tasso più in Bulgaria (1,71) e il tasso più basso a Malta (1,01). In fondo alla classifica troviamo Spagna (1,10) e tra i grandi Paesi, la Polonia (1,14) e l’Italia (1,18 in pratica dimezzato rispetto al 1970 quanto era del 2,38), mentre si sono collocate più in alto in classifica la Germania (1,36) e la Francia (1,61). La Slovenia è l’unico Paese tra i Ventisette ad aver fatto segnare una crescita del proprio tasso di fertilità rispetto al 2023, quando il dato si era fermato all’1,51. Nei Paesi Bassi e in Lussemburgo, il dato è rimasto stabile e il tutti gli altri 24 Stati c’è stato un calo.
Se il tasso di fertilità complessivo mostra un calo progressivo dalla metà degli anni ’60 con una breve parentesi di ripresa all’inizio degli anni 2000, c’è una fascia d’età in cui questo dato è in assoluta controtendenza. Si tratta delle donne over 30, il cui tasso di fecondità è in progressiva crescita da 20 anni. Il 2024 è stato il primo anno in cui il gruppo di età 30-35 anni ha fatto segnare il tasso di fertilità più alto in generale. L’età media alla nascita del primo figlio che dal 2013 al 2024 è passato da 28,8 anni a 29,9. L’Italia, in questo ambito, guida la classifica con un’età media di 31,9 anni, mentre la Bulgaria è il Paese con le neo-mamme più giovani (26,9 anni). Infine, lo studio Eurostat sottolinea l’importanza di un dato che potrebbe diventare sempre più significativo col passare degli anni: il contributo dell’immigrazione ai numeri della natalità europea. Secondo il report, nel 2024 il 24 per cento dei nuovi nati era di “madre straniera”, ovvero nata in un altro Paese UE o extra-UE. La percentuale è in crescita costante dal 2013. Il dato più alto si è registrato in Lussemburgo, con ben il 68% di neonati la cui madre ha origini straniere.
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