A Foggia gli assalti ai bancomat sono un'emergenza: interi paesi senza accesso al denaro
di Antonella D'Avola, Foggia
Nella provincia pugliese 11 colpi contro gli sportelli da inizio anno, 4 in una sola settimana. I cittadini così restano senza servizi bancari. Gli amministratori chiedono aiuto per contrastare le bande: il governo intervenga o ci dimettiamo

C’è una provincia italiana in cui la luce dell’alba non si limita a rischiarare le strade, ma rivela le cicatrici delle ferite inflitte durante la notte. Sportelli automatici sventrati, casseforti divelte, macerie tra vetri e metallo contorto: sono i segni concreti e silenziosi di una violenza che ormai non sorprende quasi più. La provincia di Foggia è alle prese con un’emergenza continua e crescente: gli assalti a bancomat e postamat. Dall’inizio dell’anno ne sono stati compiuti undici, di cui quattro in una sola settimana, colpendo piccoli e medi centri e mettendo a dura prova la quotidianità delle comunità. In molti casi, le strutture devastate restano fuori uso per settimane, lasciando interi paesi senza accesso a servizi bancari fondamentali. Il livello di esasperazione delle comunità coinvolte ha raggiunto una soglia critica. «Se non arriveranno risposte anche dal Governo centrale siamo disposti a dimetterci in massa», dichiara Pasquale Marchese, sindaco di Castelluccio Valmaggiore e presidente dell’Area Interna dei Monti Dauni, in rappresentanza dei 29 sindaci dei comuni colpiti dai ripetuti assalti. «Non possiamo più restare soli di fronte a una criminalità sempre più audace; servono rinforzi delle forze dell’ordine e un piano strutturato per garantire la sicurezza dei nostri comuni». «È inoltre indispensabile rafforzare la consistenza organica delle forze dell’ordine», aggiunge Marchese, «nei comuni di Castelluccio Valmaggiore, Faeto e Celle di San Vito, ad esempio, c’è una sola caserma a servire tutti e tre i centri, con soli quattro uomini spesso impegnati anche in interventi fuori da questi territori. In queste condizioni diventa quasi impossibile garantire una presenza costante e tempestiva sul territorio» – conclude il primo cittadino e rappresentante dell’Area Interna dei Monti Dauni.
Per affrontare l’emergenza, nei giorni scorsi si è svolto in Prefettura un incontro del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, al quale hanno preso parte i primi cittadini dei comuni interessati dalla problematica, i vertici delle forze dell’ordine, rappresentanti di Poste Italiane e degli istituti bancari. A margine del vertice, il prefetto Paolo Giovanni Grieco ha annunciato un protocollo d’intesa con l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) che prevede strumenti tecnologici più avanzati, sistemi di difesa aggiornati per gli sportelli automatici e un rafforzamento della sorveglianza nelle zone più a rischio. «Non si tratta solo di un documento», spiega Grieco. «In questo protocollo d’intesa sono previsti strumenti aggiuntivi che sfruttano le nuove tecnologie», aggiunge. «Oggi dobbiamo essere in grado di contare su strumenti efficaci, ma anche flessibili, in grado di rispondere in modo più adeguato alle crescenti minacce della criminalità. Non parliamo di un’organizzazione unica: si tratta di piccole bande che si spostano sul territorio, condividono il know-how e agiscono in modo autonomo», precisa il prefetto, che conclude: «Così come accade in queste circostanze, anche stavolta informeremo il ministero delle problematiche e delle richieste rivolteci dai sindaci».
In questo clima di tensione e preoccupazione, si leva anche la voce della Chiesa locale. L’arcivescovo dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, Giorgio Ferretti, sin dal suo arrivo in Capitanata, ha rivolto alla comunità un monito netto contro il disinteresse e ogni forma di complicità silenziosa: «Foggia siamo noi – ha affermato l’arcivescovo – possiamo vivere onestamente osservando le leggi dello Stato, costruendo legalità, vivendo in modo giusto». Il suo appello è chiaro: «I mali di questa terra, ma anche la guerra, richiedono una risposta unitaria e coesa, una nuova alleanza tra tutti. Noi, uniti, alleati contro il male, siamo la Foggia più bella».
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