Figli di medici, avvocati e architetti: i nuovi posti letto negli studentati sono “riservati”
Il caso di Milano: oltre una stanza su 5 nel dormitorio che sorgerà sul Villaggio olimpico di Milano è già stata prenotata da professionisti. E a Napoli i farmacisti godono di tariffe agevolate

Oltre un posto su cinque, nel nuovo studentato milanese che sorgerà dalle ceneri del Villaggio olimpico al termine delle Paralimpiadi, sarà riservato a figli di medici, dentisti, avvocati, consulenti del lavoro, ingegneri e architetti. Sono almeno 372 su 1.700 i letti che quattro casse previdenziali hanno già messo a disposizione dei propri iscritti e delle loro famiglie (si tratta di Inarcassa, Enpacl, Enpam e Cassa forense), ma i posti messi a disposizione degli enti previdenziali dal dormitorio sono anche di più: circa 500. Nei messaggi con cui gli enti di previdenza comunicano ai propri iscritti l’opportunità di riservare una camera in anticipo sugli altri pretendenti, si parla di «priorità di accesso» e di tariffe che «non prevedono sconti», perché i posti bloccati dalle casse previdenziali sono quelli che lo studentato ha realizzato in convenzione con il Comune di Milano - circa 1.250 su 1.700 - e non quelli affittati "a tariffa agevolata". Di fatto, però, sono prelazioni che bruciano una parte delle già scarse – e poco accessibili – riserve di posti letto a disposizione di tutti gli studenti fuori sede. Secondo l’Osservatorio student housing di Assolombarda, infatti, in Italia la percentuale di posti letto disponibili rispetto al totale delle matricole si attesta attorno al 5%, contro il 13% della Germania, il 16% della Francia e il 30% del Regno Unito. E i prezzi, anche quelli della minoranza di letti affittati a tariffa agevolata, restano alti: secondo le rilevazioni del gruppo Gabetti, a Milano uno studente in camera singola e iscritto a un’università pubblica con Isee superiore a 30mila euro spende per vitto e alloggio anche oltre 1.600 euro al mese.
Per venire incontro alle esigenze dei “fuori sede” il governo Meloni, attingendo alle risorse Ue, nel 2024 aveva stanziato 1,2 miliardi di euro per «triplicare i posti per gli studenti» entro il 2026. A pochi mesi dal termine, solo il 49% delle risorse a disposizione è stato effettivamente speso per la costruzione di studentati e la maggior parte è finita in mano a investitori privati. I posti letto riservati ai figli dei professionisti nello studentato milanese, in realtà, non godono direttamente dei finanziamenti europei, perché il Pnrr ha offerto un sussidio fisso per le sole camere affittate a tariffe agevolate. I figli dei professionisti iscritti entro i termini, piuttosto, passeranno davanti agli altri studenti in coda per un posto, qualora il numero di domande superasse i 1.700 letti a disposizione.
Quella del Villaggio olimpico milanese è solo una – la più grande – delle strutture co-finanziate dal Pnrr, realizzata dal fondo immobiliare “Coima Esg City Impact Fund” della società di gestione del risparmio immobiliare Coima Sgr. A poter riservare posti letto ai figli dei propri iscritti, perciò, sono le casse previdenziali che hanno investito nello stesso fondo che ha finanziato lo studentato milanese. «L’iniziativa nasce dalla partecipazione al “Coima Esg City impact fund”, il fondo che ha guidato la trasformazione dell’ex scalo di Porta Romana», si legge in una nota della Cassa forense, che ha messo a disposizione 171 posti letto in prelazione. Anche Inarcassa, l’ente di previdenza di architetti e ingegneri, spiega di aver ottenuto la prelazione di 99 posti per i figli dei propri associati «in qualità di investitore» del medesimo fondo. La platea dei beneficiari, in entrambi i casi, fa riferimento ai «figli degli associati» e ai «loro dipendenti di studio». Enpam, invece, la cassa previdenziale di medici, spiega di aver esteso il diritto di priorità agli studenti di Medicina e Odontoiatria iscritti al quarto anno, a patto di associarsi all’ente previdenziale entro l’anno accademico in corso. Non solo. L'Ente ha di fatto riservato la prelazione agli studenti fuori sede: «Prerequisito necessario – si legge in una nota di Enpam – è avere la residenza ad almeno trenta chilometri da Milano». Oltre, naturalmente, all’iscrizione in una Università del capoluogo lombardo.
Il caso milanese, però, non è unico nel suo genere. A Napoli è stato inaugurato lo scorso 28 novembre 2025 lo studentato Cx Naples Centrale, che ha trasformato una ex sede Inps in una residenza universitaria da 541 posti letto. Si tratta di un palazzo a pochi passi dalla stazione, appena ristrutturato anche tramite i fondi del Pnrr, che ospita anche 83 studenti fuori sede con tariffe a canone agevolato: 278 euro per una camera singola e 254 euro per un posto in camera doppia, comprese utenze e servizi. Anche in questo caso, però, 55 posti sono già stati riservati ai figli di farmacisti e veterinari, che godranno di «condizioni economiche dedicate» perfino più vantaggiose rispetto a quelle offerte agli altri studenti. Enpav, l’ente di previdenza dei veterinari, ha annunciato una convenzione che «consente di beneficiare di uno sconto del 6% sul canone annuo, che sarà applicato sull’ultima mensilità». Enpaf, invece, la cassa dei farmacisti, parla solo di contratti annuali e di generiche tariffe agevolate.
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