L'Italia dei dialetti sta scomparendo: meno di un italiano su 10 lo parla in famiglia

I giovanissimi conoscono quasi solo l'italiano "standard". Crescono i madrelingua stranieri e le altre lingue, ma i livelli di conoscenza restano bassi
January 28, 2026
L'Italia dei dialetti sta scomparendo: meno di un italiano su 10 lo parla in famiglia
Alcune persone sedute a tavola a casa / ANSA
I dialetti stanno scomparendo, assieme ai loro parlanti, in tutta Italia. C’è chi tenta di archiviarli per consegnarli ai posteri, come in una macchina del tempo: è il caso dei Comuni di Casacalenda, Larino e Civitacampomarano in Molise, che hanno iniziato a registrare le parlate degli anziani di paese per conservarle in un futuro museo del suono digitale. Ma si tratta di sforzi che non sono in grado di invertire una tendenza ormai tracciata: negli ultimi quarant’anni, l’uso esclusivo o prevalente del dialetto nelle famiglie italiane si è ridotto di oltre due terzi, dal 32% nel 1988 al 9,6% nel 2024. Quasi una persona su due (48,4%), oggi, parla solo o prevalentemente italiano in ogni contesto relazionale: l’8% in più rispetto a soli dieci anni fa. A confermare il declino della varietà linguistica italiana, compensato in parte dalla diffusione delle lingue straniere, è il report pubblicato ieri da Istat intitolato “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere” che, a distanza di quasi dieci anni dall’ultima pubblicazione, aggiorna i dati sulle abitudini linguistiche degli italiani.
Il dialetto, da decenni, è patrimonio perlopiù esclusivo dei contesti familiari e delle generazioni più anziane. Per questo, l’inverno demografico sta accelerando la sua scomparsa. Dopo quasi trent’anni - tra il 1987/88 e il 2015 - in cui l’uso prevalente dell’italiano nelle famiglie e nelle amicizie si è mantenuto a livelli pressoché stabili, nell’ultimo decennio, quello in cui la popolazione è più invecchiata e diminuita, l’italiano “standard” ha fatto registrare la crescita più significativa.
Il termometro di questo cambiamento sono le nuove generazioni, che parlano quasi solo italiano: la quota di persone di 6 anni che usa principalmente la lingua “standard” in famiglia è passata dal 45,6% nel 2015 al 53,6% nel 2024 e, nelle amicizie, è cresciuta dal 49,6% al 58,7%. Al contrario, l’impiego del dialetto da parte dei bambini sta calando vertiginosamente in ogni contesto: tra il 1988 e il 2024 la quota di persone di 6 anni che lo usa in famiglia si è ridotta dal 32% al 9,6%. Di pari passo, crolla anche il numero di piccolissimi che parla dialetto con gli amici (dal 26,6% all’8%) e con gli estranei (dal 13,9% al 2,6%). Usare l’italiano correttamente e frequentemente, però, è anche una questione di reddito e istruzione. Il 20% di chi ha una licenza media o inferiore ricorre quasi esclusivamente al dialetto per parlare con i familiari, contro il 2,7% dei laureati. E con gli amici è lo stesso, con quote rispettivamente al 16,8% e al 2%.
Ma sull’altro piatto della bilancia linguistica, a compensare la scomparsa dei dialetti, si trovano le lingue straniere: in crescita da anni e parlate soprattutto tra i più giovani. Negli ultimi dieci anni a fare la differenza non è stata la crescita della popolazione straniera, nonostante una persona su dieci in Italia parli una lingua madre diversa dall’italiano: se tra il 2006 e il 2015 l’incidenza della popolazione straniera in Italia è più che raddoppiata, infatti, tra il 2015 e il 2024 l’incremento è stato molto più contenuto (+0,5 punti percentuali). Il numero di cittadini italiani con background migratorio, invece, supera attualmente i 2 milioni. Nella larga maggioranza dei casi, perciò, le lingue straniere parlate in Italia sono eredità degli studi scolastici: il risultato è che, oggi, quasi sette persone su dieci dichiarano di conoscere una lingua straniera (9,4 punti percentuali in più rispetto a dieci anni fa). Le prime tre sono tutte più diffuse rispetto a dieci anni fa: l’inglese in testa (dal 48,1% nel 2015 al 58,6% nel 2024), seguito dal francese (dal 29,5% al 33,7%) e dallo spagnolo (dall’11,1% al 16,9%). I livelli di conoscenza delle lingue straniere restano comunque bassi: oltre la metà della popolazione (56,2%) dichiara un livello al massimo sufficiente della lingua straniera che conosce meglio.
Le persone di madrelingua straniera, invece, sono più diffuse nella fascia di popolazione più giovane: tra i 25 e i 44 anni (18,4%) e tra i 35 e i 44 anni (20,3%). Le loro abitudini sono molto diverse dal resto d’Italia: la maggioranza dei madrelingua stranieri (61,5%) non parla affatto italiano in famiglia mentre quattro su dieci non lo parlano neppure con gli amici. C’è, infine, un dato che è sintomatico della lunga strada che l’Italia deve ancora percorrere per integrare le persone migranti: quasi due madrelingua stranieri su dieci non riescono ancora a parlare italiano neppure con gli estranei. Secondo gli autori del report di Istat, si tratta di «un ostacolo rilevante alla piena partecipazione alla vita sociale e culturale nei contesti territoriali in cui vivono» gli stranieri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA