Cosa c'è nell'accordo commerciale tra Ue e India

di Giovanni Maria Del Re, Bruxelles
Via i dazi sul 99% delle merci. L'intesa coinvolge due miliardi di persone. Sono seimila le aziende europee che operano nel subcontinente
January 27, 2026
Cosa c'è nell'accordo commerciale tra Ue e India
Il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen / REUTERS
Lo chiamano “la madre di tutti gli accordi commerciali”. Perché l’intesa di libero scambio Ue-India, siglata in forma preliminare a New Delhi dal premier Narendra Modi e dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, è la più grande mai siglata, coinvolgendo due miliardi di persone. L’India è al momento la quarta maggiore potenza commerciale, destinata a diventare la terza entro il 2030. Una sigla giunta solo pochi giorni dopo la storica firma formale dell’accordo con Ue-Mercosur, un segno chiaro della strategia dell’Ue di diversificare i partner commerciali in tempi di crescenti tensioni. L’India aveva tentato un accordo commerciale con gli Usa, naufragato poi per le politiche draconiane di Donald Trump che l’ha anzi colpita con dazi del 50% per via degli acquisti indiani di petrolio russo.
“L'Europa e l'India stanno scrivendo oggi una pagina di storia – ha affermato la presidente - Abbiamo concluso l'accordo più importante di sempre. Abbiamo creato una zona di libero scambio che coinvolge due miliardi di persone, con vantaggi per entrambe le parti. Questo è solo l'inizio. Rafforzeremo ulteriormente la nostra relazione strategica". “Abbiamo firmato un grande accordo con l’Unione Europea – ha detto anche Modi – la gente nel mondo lo chiama ‘la madre di tutti gli accordi’. Questo accordo porterà grandi opportunità per 1,4 miliardi di persone in India e milioni di persone in Europa”. Secondo la Commissione l’accordo porterà a un risparmio per le imprese europee pari a 4 miliardi di euro.
Al momento sono 6.000 le aziende Ue che operano nel subcontinente. Nel 2024 gli scambi commerciali tra Ue e India hanno toccato i 120 miliardi di euro, pari al 12% del totale degli scambi indiani, cui si aggiungono altri 60 miliardi di euro in servizi, un raddoppio rispetto ai 30,4 miliardi del 2020. Gli investimenti diretti Ue in India nel 2023 era a 140 miliardi di euro. L’Ue è il primo partner commerciale di Delhi, che per parte sua è il nono per gli europei (2,2% del totale). L’intesa dovrà però ora essere approvata a maggioranza qualificata dal Consiglio Ue (che rappresenta gli Stati membri) e a maggioranza dal Parlamento Europeo. Non è richiesta la ratifica dei parlamenti nazionali degli Stati Ue.
L’accordo prevede il taglio dei dazi sul 96,6% delle merci (in termini di valore). I due nodi cruciali rimasti fino all’ultimo riguardava, sul fronte Ue, l’eliminazione dei pesanti dazi del 110% sulle importazioni di auto europee in India, e su quello indiano, l’export di acciaio (il 7% dell’export di Delhi verso l’Europa). Alla fine, si è trovato un compromesso. L’Unione Europea non ha ottenuto la piena liberalizzazione dell’export di auto, ma una quota di 250.000 veicoli l’anno con dazi al 10%. L’India ha ottenuto di poter esportare a dazio zero una quota annua di 1,6 milioni di tonnellate di acciaio. Delhi aveva chiesto anche un’esenzione dal dazio climatico (imposto a produttori di Paesi terzi con più elevate emissioni), l’Europa non ha ceduto ma ha offerto la possibilità di un “dialogo tecnico” con le imprese indiane e la promessa di non trattarle in modo peggiore di altri partner commerciali dell’Unione.
Su altri fronti il taglio di dazi è ampio (su un periodo di dieci anni per l’India e di sette per l’Ue). Ad esempio, l’India ridurrà quelli da 44% a zero quelli per macchinari e prodotti elettrici Ue, da 11% a zero per gli aerei, dal 22% a zero per prodotti chimici, o ancora da 22% a zero per ferro e acciaio, o dall’11% a zero per i prodotti farmaceutici. Un capitolo a parte riguarda i prodotti agricoli, in massima parti protetti. Inclusi però i vini Ue (i dazi indiani scendono dal 150% al 20% per quelli pregiati e del 30% per quelli ordinari); gli alcolici (da 150% a 40%), le birre (dal 110% al 50%); olio d’oliva, margarina e altri oli (dal 45% al 0%), succhi di frutta (dal 55% a 0), cibo lavorato, tra cui la pasta (da 50% a 0%). In preparazione è inoltre un accordo sulle denominazioni protette europee.
Da segnalare la sigla anche dell’accordo per un partenariato Ue-India sulla difesa e la sicurezza. Adottato anche un memorandum d’intesa per la cooperazione sulla mobilità, soprattutto per consentire l’afflusso di lavoratori indiani soprattutto altamente qualificati e stagionali (per i settori che soffrono di carenza di personale). Varata infine l’Agenda strategica 2030 Ue-India globale.

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