La redazione di "Avvenire" al Giardino dei Giusti di Milano. «Aprire lo sguardo al mondo»

L'incontro con Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, cui si deve l'idea di uno spazio verde che onora 90 uomini e donne. «Questo è un luogo di incontro e confronto». La riunione di giornata con il direttore Girardo e i giornalisti del quotidiano nella sala dell'istituto culturale Casva
January 27, 2026
Un momento dell'incontro della redazione di "Avvenire" al Giardino dei Giusti di Milano con Gabriele Nissim, nel Giorno della Memoria / Fotogramma
Milano, Giardino dei Giusti + riunione per i colleghi di Roma e di Milano
Nella vita quotidiana di un giornale la riunione di redazione rappresenta uno dei momenti più significativi: vi si costruisce il giornale del giorno dopo. «È il momento nel quale cerchiamo di aprire il nostro sguardo al mondo» spiega il direttore di Avvenire Marco Girardo introducendo i lavori. E questa volta oltre agli occhi abbiamo aperto anche la nostra riunione al mondo, visitando prima il Giardino dei Giusti, creato sulla montagnetta di San Siro a Milano (in via Cimabue), e poi ritrovandoci per la nostra riunione di redazione in una saletta messaci a disposizione dei responsabili del Casva, un Istituto culturale del Comune di Milano costituito nel 1999, che ha iniziato a operare a partire dal 2002 e nel tempo è andato configurandosi come “archivio degli archivi degli architetti” che hanno operato essenzialmente sul suolo lombardo.
Ospiti d’eccezione Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti, e Giulia Ceccutti di Neve Shalom Wahat al-Salam, villaggio che promuove la convivenza tra ebrei e palestinesi. Insomma una riunione straordinaria nei luoghi e nelle modalità per vivere più intensamente la Giornata della Memoria. Nato nel 2003 il Giardino raccoglie le targhe su cui sono scritti i nomi di alcuni giusti, che «potremmo qualificare come l’élite morale dell’umanità» sottolinea Nissim, che questo luogo l’ha fortemente voluto. Sono ben 90 nomi di uomini e donne che davanti all’ingiustizia e allo sterminio in qualunque parte del mondo non si sono girati dall’altra parte.
È quasi un piccolo pellegrinaggio quello che la nostra redazione compie attraversando il Giardino. «Lo abbiamo pensato per evidenziare che il bene vince il male e per ricordare persone che hanno incarnato nei loro gesti i valori più nobili», spiega ancora Nissim fermandosi quasi davanti a ognuna delle lapidi, ricordando quanto fatto dalla persona lì nominata. Ebbene questi valori più nobili, sono riassunti in una grande lastra che ingloba uno degli alberi del Giardino, «quello delle virtù». Ma non solo racconto, precisa Nissim, ma anche «luogo di incontro e di confronto, magari nell’anfiteatro costruito al centro del Giardino. Poco dietro di noi studenti e studentesse di una scuola superiore sta ripercorrendo assieme ai suoi insegnanti, il percorso. Anche per loro oggi la lezione si fa sul campo.
La speranza del presidente di Gariwo, è che in ogni città si possa creare un Giardino dei Giusti, titolo che «non possiamo limitare solo a coloro che in passato hanno salvato la vita agli ebrei. I Giusti sono tutti coloro che con le proprie azioni lottano contro ingiustizie e genocidi nel mondo. Mi verrebbe da dire che sono tutte quelle persone capaci di essere “fastidiose” contro il male, guardando proprio al mondo in cui vivono oggi». E un altro sogno di Nissim in questi giorni di Olimpiadi invernali e che Milano si facesse promotrice di onorare i Giusti nello sport. Nel Giardino qualche nome è già segnato: il mezzofondista ceco Emil Zatopek con la moglie Dana, il ciclista tedesco Harry Seidel e Khalida Popal, fondatrice della nazionale di calcio femminile in Afghanistan.

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