Roma migliora ma resta la capitale delle buche

Il report di ICSR segnala una situazione oltre tre volte peggiore rispetto a Napoli e Palermo, anche se l'Indice di Pericolosità Stradale registra valori in diminuzione
January 27, 2026
Roma migliora ma resta la capitale delle buche
A Roma ogni anno si aprono tra i 300 e i 600 cantieri stradali per interventi di manutenzione del manto/ ANSA
Nonostante i dati in miglioramento, anche per il 2026 Roma si conferma “capitale” delle buche in Italia. Lo dice il report realizzato dall'International Center for Social Research (ICSR) commissionato da Castiglioni Gomme, storico rivenditore di pneumatici di Roma. Il suo aggiornamento dell’Indicatore di Pericolosità Stradale registra però un valore di 367,72 punti, il 18,35% in meno rispetto ai 450,38 punti del 2025.
La situazione migliora anche a Milano con 260,75 punti (-19,45%), Genova con 153,54 (-22,35%), Firenze con 140,54 (-18,05%) e Torino con 125,88 (-23,79%). Un po’ meno bene va a Napoli, dove si scende solo del 4% (passando da 126,44 a 121,38 punti) e peggio ancora a Messina, l’unica città che registra un valore più alto (+5,77% rispetto all’anno precedente).
Roma resta comunque la città simbolo delle criticità della rete stradale italiana, continuando a distinguersi in negativo per la gravità dei dissesti, con una situazione più grave rispetto a quella di altre grandi città: oltre 3 volte peggiore rispetto a Napoli e oltre 4 volte rispetto a Palermo, secondo le elaborazioni del report. Un divario che non può essere spiegato solo con l’estensione urbana o con il volume di traffico, ma che rimanda a problemi strutturali di manutenzione, qualità dei materiali e continuità degli interventi.
Il caso di Roma, tuttavia, non è isolato. In Italia le buche rappresentano una vera e propria piaga nazionale: una questione che non solo compromette la sicurezza degli automobilisti, ma che ha anche un impatto diretto e crescente sulle casse pubbliche e private, tra spese di manutenzione, risarcimenti, danni ai veicoli e rallentamenti della mobilità urbana. Nella Capitale il fenomeno assume dimensioni particolarmente rilevanti: ogni anno si aprono tra i 300 e i 600 cantieri stradali per interventi di manutenzione del manto, un numero che rende evidente come la gestione delle strade rappresenti una delle principali criticità ambientali ed economiche della città. A questi interventi si accompagna la movimentazione di oltre un milione di tonnellate di rifiuti inerti all’anno, pari a circa 55 mila viaggi di autocarri. «Un flusso continuo che incide pesantemente sulla viabilità quotidiana, contribuendo alla congestione del traffico e generando emissioni di CO₂ tutt’altro che trascurabili, con effetti che si ripercuotono sull’ambiente urbano e sulla qualità dell’aria» sottolineano gli esperti di Castigliani Gomme. Il miglioramento registrato nel 2026 dall’Indicatore di Pericolosità Stradale dimostra che intervenire è possibile, ma il caso romano conferma che la sicurezza stradale non dipende solo dal comportamento degli automobilisti o dallo stato dei veicoli.

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