La Lancia ritorna a Montecarlo: ma i rally fanno vendere più auto?
Con la prova nel Principato scatta il Campionato del mondo. Il marchio torinese mancava da 30 anni: ora nel WRC2 ha forti ambizioni e una certezza

La presentazione sotto luci e paillettes nello scenario del Principato di Monaco, lo shakedown (il test pre gara) spettacolare in quel di Gap. Ma da stasera a domenica 25 gennaio il glamour lascia spazio ad altri effetti speciali, quelli che scatenano l’entusiasmo dei tifosi e degli appassionati di motori: scatta il 94° Rally di Montecarlo, prima prova della stagione verso il titolo iridato WCR. Il campionato del mondo offre un’apertura spettacolare, tra neve e ghiaccio, fino alla prova speciale di sabato sulle strade ben note del Mondiale di F1 e alla classica sfida di domenica, l’ascesa al mitico Turini: “Il Montecarlo lo vince chi sbaglia di meno” è il credo di piloti e team.
Un'edizione speciale, non solo per la sfida tra Ogier, campione in carica, e i pretendenti al trono iridato Neuville e Evans, ma soprattutto per il ritorno alla corsa iridata di un marchio che ha scritto pagine di storia e leggenda del mondiale Rally: nel WRC2 torna in gara dopo lungo tempo la Lancia con la Ypsilon Rally2 HF Integrale. Debutto impegnativo per un’auto nuova, accompagnata (a torto) da celate polemiche di chi la vedeva come una emanazione della cugina francese (C3). Così non è, ha spiegato Eugenio Franzetti, direttore Lancia Corse sottolineando lo sviluppo su una piattaforma completamente nuova e soluzioni differenti. Di certo è stata preziosa l’esperienza del reparto corse di Stellantis a Satory, che ha contribuito a ottenere soluzioni e performance differenti. La scelta dei piloti, il francese Yohan Rossel e il russo con passaporto bulgaro Nikolay Gryazin, ha portato nomi esperti e collaudati mentre in casa nei Trofei Lancia dedicati stanno “crescendo e maturando” piloti giovani per il futuro.
Proprio da una valutazione sull’operazione Lancia nel mondo del Rally e ora anche nel Mondiale Rally, nasce spontanea la domanda: in tempi in cui le vendite di modelli stradali calano, e in cui il WRC1 vede in lizza tre soli marchi (Toyota, Hyundai e Ford) per il titolo assoluto, che valore assume l’investimento nel rally e con quale ritorno commerciale? Il tutto al di là della passione e della capacità delle sfide sportive di scavare nell’animo e nel cuore della gente.
Una prima risposta arriva dalla folla assiepata lungo le strade per vedere i passaggi nelle speciali e immortalare le auto in movimenti impensabili e spettacolari. Gente che parte dal giorno prima o nella notte, monta tende in posti strategici, rimane ferma l’intera giornata e poi si sposta per arrivare a un’altra speciale, affrontando code, restrizioni, passaggi impervi. Una passione che “risveglia” il desiderio di scegliere auto stradali più vicine a quelle viste in gara.
“Per Lancia bisogna partire dalle prime proposte sportive più recenti - spiega Eugenio Franzetti - e dal movimento che hanno suscitato: prima di tutto abbiamo lanciato la Ypsilon Rally4 che è stato un grande successo commerciale vendendo più di 120 esemplari in un anno, una evoluzione più performante rispetto alle altre Rally4 del gruppo. Abbiamo continuato il processo di rientro nei rally con il trofeo Lancia, 40 iscritti, 6 gare all’interno del campionato Italiano Rally dove abbiamo portato mediamente il 25% in più degli iscritti, risultato che non si vedeva più da almeno 20 anni nel mondo del rallismo italiano
Un successo importante “massiccio” che ha cominciato a risollevare attenzione e passione attorno al marchio anche perché Lancia ha vinto il titolo piloti e quello Costruttori “due ruote motrici”. Nel frattempo sul mercato è arrivata la Lancia Rally4 stradale: “Costa poco, è normale, arricchita con soluzioni sportive e va forte. In parallelo preparavamo la Rally 6 e la Rally 2: è un progetto customer ambizioso e appoggiato dal brand. Così siamo arrivati alla Rally2 sviluppata in poco più di un anno”. Il popolo dei rallysti stava aspettando questo prodotto: “A novembre abbiamo aperto la commercializzazione, in due giorni ne abbiamo vendute 30, in una settimana 50 e in un mese ben 60. Quindi è stato un grande, ma grande successo”.
Dunque il Motorsport può essere il veicolo fondamentale per il brand Lancia ma l’effetto vale anche al contrario, cioè Lancia fa bene allo spettacolo sportivo e la stagione rallystica mondiale dovrà portare queste risposte. In Lancia ne sono sicuri: la visibilità nelle corse e le prestazioni faranno bene e a medio termine - è la previsione - farà bene anche alle vendite.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






