Nasce il nuovo Liceo Matematico: che cos'è e cosa cambia per gli studenti
Da settembre al via la sperimentazione nazionale. Valditara: «Investire nella matematica significa investire nella qualità della formazione, nello sviluppo del pensiero critico e nella capacità del Paese di affrontare le sfide del presente e del futuro»

«Ridefinire il ruolo della matematica nella formazione liceale valorizzandone la dimensione interdisciplinare e favorendo una visione unitaria della conoscenza, in modo da sostenere lo sviluppo delle capacità critiche, argomentative e riflessive delle studentesse e degli studenti». Nasce con questi obiettivi la sperimentazione nazionale del Liceo Matematico, prevista dal decreto 104 del 10 giugno 2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il decreto prevede, appunto, la sperimentazione nazionale quinquennale, a partire dal prossimo anno scolastico, in cento istituzioni scolastiche di tutta Italia. «La sperimentazione si inserisce nel più ampio percorso di rinnovamento dell’insegnamento della matematica nei licei, in continuità con il lavoro sulle nuove Indicazioni nazionali – spiega il ministro Valditara –. L’obiettivo è valorizzare il rigore della matematica e, al tempo stesso, rafforzarne la capacità di promuovere comprensione, argomentazione, interpretazione e dialogo con gli altri saperi. Investire nella matematica significa investire nella qualità della formazione, nello sviluppo del pensiero critico e nella capacità del Paese di affrontare le sfide del presente e del futuro», conclude il Ministro.
La fase sperimentale arriva a valle di un lungo percorso avviato nel 2014 dal Dipartimento di Matematica dell’Università di Salerno e meridionale è anche il Liceo scientifico statale “Pasquale Stanislao Mancini” di Avellino, istituto capofila della Rete nazionale dei licei matematici, che si è costituita negli anni e oggi conta 154 scuole superiori aderenti. Proprio il “Mancini” ha presentato al Ministero istanza di riconoscimento dell’innovativo progetto metodologico-didattico, il cui accoglimento ha dato il via libera alla sperimentazione da settembre. «Oggi questo patrimonio viene riconosciuto e accompagnato in una nuova fase, con una cornice nazionale, un monitoraggio strutturato e una prospettiva di sistema», si legge in un comunicato del Mim. Cuore del progetto è il Laboratorio Matematico, insegnamento aggiuntivo «dedicato all’approfondimento della matematica e, in particolare, degli aspetti trasversali, comuni e interdipendenti dei saperi matematico-scientifico e matematico-umanistico, attraverso il ricorso alla didattica laboratoriale e alla progettazione dei moduli multidisciplinari e interdisciplinari, operata da ciascuna Istituzione scolastica nell’ambito della propria autonomia», si legge nel decreto di Valditara.
Didatticamente, il Laboratorio Matematico «integra il quadro orario dei percorsi liceali ordinamentali del liceo classico, scientifico e scientifico-scienze applicate attraverso la previsione di due ore settimanali aggiuntive nel primo biennio e un’ora aggiuntiva nelle classi terza, quarta e quinta, dedicate a tale insegnamento (...) con particolare attenzione alla piena fruizione dell’esperienza educativa e formativa da parte delle studentesse e degli studenti con bisogni educativi speciali». In particolare, si legge in una nota del ministero, il Laboratorio Matematico - insegnamento che sarà affidato ad un docente delle classi di concorso A26 (Matematica) o A27 (Matematica e Fisica) - «consentirà di approfondire i legami tra i saperi matematico-scientifici e quelli umanistici, attraverso percorsi interdisciplinari progettati nell’autonomia delle scuole e in dialogo con le università. È una scelta – prosegue il comunicato – che valorizza la matematica come esperienza di pensiero e come strumento fondamentale di cittadinanza, anche di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dall’innovazione tecnologica».
Ciascun Ufficio scolastico regionale (Usr) dovrà costituire un apposito Comitato scientifico regionale «cui sono affidati compiti di monitoraggio degli esiti della sperimentazione – specifica l’articolo 3 del decreto ministeriale – sulla base di criteri definiti dal Comitato scientifico nazionale», costituito dal Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero. Al termine di ogni anno, i Comitati scientifici regionali dovranno predisporre una relazione sugli sviluppi e gli esiti del progetto, che sarà così monitorato passo passo su scala nazionale. Con l’avvio della sperimentazione, infine, nulla cambia per gli studenti che, il prossimo anno, dovranno affrontare l’Esame di Maturità. All’articolo 2 del decreto 104 si legge, infatti che «restano ferme le disposizioni vigenti in materia di esame di maturità e di rilascio dei titoli di studio finali, che si riferiscono ai percorsi liceali di cui al vigente ordinamento».
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