L'adesione di Conte e Schlein, le voci dei lettori: migliaia i "sì" all'appello per Gaza
di Redazione
Tanta gente comune, diversi abbonati, molte famiglie, sacerdoti e suore, oltre ad alcuni leader politici: ecco chi ha aderito alla mobilitazione per il Nobel ai bambini della Striscia

Eccole, alcune delle voci raccolte in una sola settimana dalla proposta lanciata dal professor Eugenio Mazzarella. Avvenire è diventato, attraverso questa petizione, il punto di riferimento per chi chiede che venga consegnato il Nobel per la pace ai bambini di Gaza, come simbolo di tutte le infanzie violate nel mondo. Qui sotto trovate solo alcune riflessioni, che accompagnano la sottoscrizione di questa campagna, a cui hanno aderito oltre 12mila persone. Molte hanno detto “sì” con un semplice verbo, coniugato in prima persona singolare: aderisco. Tanta gente comune, alcuni politici, diverse associazioni, molti laici, sacerdoti e suore. È segno di un dibattito che continueremo a raccontare.
Sostengo con convinzione la proposta lanciata dal filosofo Eugenio Mazzarella e da altre personalità di attribuire il premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza. A Gaza sono tanti i bambini che hanno perso la vita. Coloro che sono sopravvissuti portano i segni delle barbarie. I loro sogni sono svaniti. Restano solo gli incubi: la fame, la sete, la paura. Hanno perso fratelli, sorelle, genitori, amici. Molti sono feriti, mutilati. Non hanno più una casa. Non hanno più la scuola. Non hanno neppure la possibilità di consolarsi con le ipocrite distinzioni che fanno i grandi: guerre giuste, legittime, strategiche, danni collaterali, rappresaglie. Loro conoscono solo l’orrore, nudo e crudo. Loro che non hanno avuto pace, meritano il Nobel per la pace. Questa proposta è stata rilanciata dal quotidiano Avvenire che, dopo aver creato un indirizzo e-mail dedicato (petizione.gaza@avvenire.it), sta ricevendo migliaia di adesioni. In questi giorni stiamo lavorando, con il professor Mazzarella, per preparare una relazione dettagliata e presentare la proposta formale di candidatura attraverso i canali ufficiali del Comitato per il premio Nobel. Possono farlo parlamentari e professori universitari. Invito tutti a unirsi a questa iniziativa. Non è solo un atto simbolico. È un atto che ci serve per gridare forte che non si può continuare a far finta di niente. Proprio in questi giorni i coloni israeliani hanno assediato il villaggio palestinese di Qusra, in Cisgiordania, dove c’erano anche cittadini italiani. Proseguono da anni, impuniti, questi brutali atti di terrorismo. Fin dove arriva l’ignavia? I nostri governanti sono rimasti immobili di fronte a un genocidio, a oltre 20mila bambini palestinesi uccisi: non hanno neppure voluto strappare accordi e imporre sanzioni. Ma noi continueremo a farci sentire: nelle istituzioni, nelle piazze, con iniziative concrete.
Giuseppe Conte, leader M5s
Aderisco all’appello lanciato dalle pagine di Avvenire dal professor Mazzarella per assegnare il Nobel per la pace ai bambini di Gaza, per mancanza di pace. Perché nonostante la tregua a Gaza si continua a morire: sotto le armi dell’esercito israeliano e i crimini di Netanyahu, ma pure di mancanza di cibo, acqua e medicine. Dall’inizio della tregua Unicef racconta che a Gaza è morto un bambino al giorno. Non sono mai arrivati tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi e la fame viene usata come arma di guerra, aggiungendo atrocità ad atrocità. Quella tregua non sta diventando una pace, e i bambini stanno pagando un prezzo altissimo. Non dobbiamo far cadere il silenzio su Gaza e sulla situazione drammatica dei minori.
Elly Schlein, segretaria Pd
Caro direttore,
ti scrivo come lettore del giornale che è stato e resta parte importante della mia vita, professionale e non solo. Lo faccio per ringraziarti di aver pubblicato su queste pagine d’Avvenire le riflessioni con cui il filosofo Eugenio Mazzarella ha rilanciato, e motivato da par suo, l’idea di candidare i bambini palestinesi di Gaza al Premio Nobel per la Pace. E per annunciarti che in seno al Parlamento Europeo sosterrò anch’io, e niente affatto da solo, questa candidatura che ha trovato in pochi giorni tanti consensi in Italia, in Europa e in Terra Santa. Sai che amo le proposte che si sviluppano — come si dice — “dal basso”, senza calare “dall’alto” dei palazzi dell’informazione e della politica, soprattutto perché in lunghi anni di lavoro da cronista ho imparato che tanto, tantissimo, di ciò che possiamo definire davvero “alto” nelle visioni e nelle aspirazioni politiche e nei percorsi di civile resistenza alla prepotenza e alla sopraffazione sta proprio nel cosiddetto “basso”, cioè nei pensieri, nella generosità, nelle indignazioni, nelle attese e nelle speranze di coloro che prendono sul serio la propria cittadinanza. Sono loro, e noi insieme a loro, e noi interpreti del loro mandato morale e del nostro dovere, sono loro - dicevo - i custodi della democrazia e dell’umanità, specialmente nel tempo avvelenato e sbandato in cui ci stiamo inoltrando e nel quale a tutti e a ciascuno tocca una parte essenziale per resistere al ritorno arrogante e assassino della logica e della pratica della guerra al centro della vita del mondo. Motivo cosi il mio sostegno alla proposta: i bambini e le bambine di Gaza meritano il Nobel per la Pace, per ciò che hanno sofferto e soffrono. Lo meritano per le ferite e la morte che sono state loro inflitte e per il miracolo di sopravvivenza che stanno incarnando. E per la violenza terribile che hanno subito e che continuano a subire, orfani di pace, di padri e madri e sorelle e fratelli, confinati in recinti stretti e infami, affamati assetati, senza cure e senza quasi più giochi. Lo meritano per la vita preziosa e unica che nonostante tutto essi sono e disegnano e danzano e dicono, vita che non deve essere afferrata e sconvolta dai mostri dell’odio e della vendetta. E per la nuova vita e per il domani diverso che possono generare anche per noi che ci crediamo sicuri e ci permettiamo il lusso di discutere se fare a pezzi persino i piccoli sia o no una follia orribile e un crimine da esecrare.
Grazie, direttore, e amico, e buon lavoro a te a alle colleghe e ai colleghi in questa torrida estate di scontento e d’indomabile speranza.
Marco Tarquinio
L’Associazione Meter desidera comunicare la propria adesione all’appello lanciato dal professor Eugenio Mazzarella per il conferimento del Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, rilanciato da Avvenire. Per Meter, da quasi quarant’anni impegnata nella tutela e nella protezione dei minori, si tratta di un’adesione profondamente coerente con la propria missione. Ogni giorno siamo accanto a bambini e adolescenti vittime o a rischio di abusi, maltrattamenti, violenze e sfruttamento, e sappiamo quanto le conseguenze della violenza possano segnare profondamente l’infanzia. Per questo riteniamo che la tutela dei minori debba essere un principio universale: la violenza contro un bambino rimane violenza, in qualunque contesto e in qualunque parte del mondo si verifichi. I bambini non scelgono le guerre, non ne decidono le ragioni e non hanno responsabilità nei conflitti degli adulti. Eppure sono spesso tra le prime vittime, pagando un prezzo altissimo in termini di vite, sicurezza, salute, istruzione e futuro. Aderire a questo appello significa per Meter dare voce ai bambini e ricordare che ogni minore ha diritto alla vita, alla dignità, alla protezione e a un futuro libero dalla violenza. Con questa adesione, Meter intende quindi unirsi all’appello del professor Mazzarella e alle realtà e alle persone che chiedono che la sofferenza dei bambini di Gaza non venga ignorata e che la loro voce possa essere ascoltata dalla comunità internazionale.
Don Fortunato Di Noto
Io sottoscritto, Tenderini don Marco Giovanni, cappellano del carcere di Lecco e responsabile Caritas di Lecco, chiedo che il quotidiano Avvenire ed altre eventuali voci concordi propongano l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace ai Bambini di Gaza. Essi sono le vittime più numerose, più innocenti, più rappresentative di tutti i colpiti dal male disumano di tutte le guerre.
Don Marco Tenderini
Gentile direttore,
aderisco all’appello lanciato dal professor Mazzarella attraverso il vostro giornale per sostenere l’assegnazione del Premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza. Bambini e bambine che per volontà del governo Netanyahu sono intenzionalmente uccisi, feriti, affamati, sfollati, privati del diritto alla vita, alla salute e all’istruzione. Bambini che il mondo ha visto e continua a vedere morire senza fare nulla per fermare tutto questo orrore. Conferire loro il Nobel per la pace sarebbe un atto politico, oltre che simbolico. Sarebbe affermare con chiarezza che la protezione dell’infanzia viene prima di ogni logica di guerra. E che davanti a ciò che è accaduto e sta ancora accadendo a Gaza non possiamo limitarci a dichiarare il nostro dolore e la nostra condanna: dobbiamo assumerci responsabilità concrete e restituire almeno un degno riconoscimento al sacrificio di migliaia di giovani vittime innocenti.
Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani
Sostengo la petizione del Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, perché possa essere un segno della nostra coscienza che non può accettare la morte di tutti i bambini sotto le bombe.
Suor Maria Gabriella Grossi, Suore Adoratrici del Sangue di Cristo
Aderisco convintamente alla proposta lanciata sulle pagine di Avvenire. Una scelta che mentre non intende affatto escludere le vittime innocenti di tutti i conflitti e di ogni Paese, a cominciare dai bambini israeliani e ucraini, diventa una lezione per la politica e per quanti continuano a voltarsi dall'altra parte.
Don Vincenzo Marras, sacerdote Ssp
Caro Avvenire sono Filiputti Franco, abbonato da sempre al giornale mando a nome anche della mia famiglia la nostra adesione alla petizione per il Nobel per la pace ai bambini di Gaza. Augurando la più grande adesione all'iniziativa.
Franco
Il Signore ti dia Pace! Voglio candidare i Bambini di Gaza al premio Nobel per la Pace....per il sapore della Pace che non hanno mai conosciuto mentre conoscono bene l'odore della morte, dell'aria irrespirabile dopo un'esplosione ...dell'onda furto che ti travolge e ti collassa i polmoni... Questo premio sarebbe uno vero schiaffo, forte come la voce di una carezza negata, per i potenti della terra che giocano con la dignità di ogni cosa creata...dimenticando di essere mortali. Grazie per averci pensato.
Suor Roberta Arcaro
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