La risposta di Massa alla violenza: in 10mila alla fiaccolata per Giacomo
di Davide Finelli, Massa
Un corteo infinito ha attraversato il cuore della città ieri sera in nome del padre ucciso dalla baby gang sabato notte. Il dolore della compagna e della mamma del 47enne: «Non è la fine. Da qui deve nascere qualcosa

Un fiume di persone, diverse migliaia, 10mila secondo le stime, si è riversato per le strade di Massa che a malapena sono riuscite a contenere i tantissimi che nella sera di martedì 14 aprile si sono radunati per rendere omaggio a Giacomo Bongiorni, il 47enne padre di famiglia, massacrato di botte e ucciso nella notte di sabato scorso, di fronte alla compagna Sara e al figlioletto di 11 anni. La fiaccolata silenziosa è partita alle ore 21 con in testa il vescovo monsignor Mario Vaccari, tra i promotori dell’iniziativa, insieme al sindaco di Massa, Francesco Persiani. Una testimonianza silenziosa quella dei cittadini massesi, molte le famiglie presenti così come i giovani e gli adolescenti, che hanno seguito il corteo aperto dallo striscione portato da alcuni ragazzi con la scritta «non violenza», tradotta in molte lingue del mondo. Il silenzio dei passi è interrotto soltanto dagli applausi che ogni tanto partono, con discrezione e delicatezza, mentre gli sguardi sono bassi, in molti hanno gli occhi lucidi e tengono in mano una candela. Un corteo composto e sobrio che ha attraversato il cuore del capoluogo apuano, dove accanto alla gente comune, moltissime erano le autorità civili e militari presenti e naturalmente i familiari di Giacomo, soprattutto la compagna e la mamma.
Poco prima della partenza è stato letto un messaggio per esprimere il dolore di una comunità che si è stretta attorno alla famiglia, distrutta dalla perdita di Giacomo. «Camminiamo su strade segnate da gesti di violenza e intolleranza, da parole cariche di odio, strade che questa sera si riempiono invece di solidarietà e vicinanza verso chi sta piangendo Giacomo. Vogliamo che su queste strade si respiri rispetto, che la nostra città diventi per tutti, soprattutto per i più giovani, uno spazio di amore per la vita e di fraternità, casa per le loro passioni e i loro sogni». La fiaccolata attraversa in silenzio i luoghi simbolo della città, giungendo infine in piazza Palma, dove è avvenuto l’omicidio, divenuto in questi giorni un luogo dove lasciare un fiore oppure un pensiero: molti non riescono ad arrivare in fondo, mentre il vescovo Vaccari prende la parola: «Dobbiamo impegnarci tutti perché questo non succeda più, ciascuno nella sua famiglia, nelle istituzioni, nella comunità cristiana, nelle nostre comunità. Grazie davvero per tutta la vostra partecipazione». C’è anche la madre di Giacomo sorretta dalla cugina della vittima, Romina che con le parole rotte dal dolore esclama: «Qui Giacomo ha trovato la fine, da qui deve iniziare qualcosa. Viva Giacomo». «Una vicenda triste che segna una comunità – sottolinea Roberto, insegnante in una scuola superiore della città – speriamo che questa grande partecipazione riesca a donare conforto e sostegno alla famiglia». «Ciascuno di noi è responsabile del futuro e del mondo che intende costruire – aggiunge Cristina una studentessa – perché con la violenza non si va da nessuna parte». Giorgio infine è un nonno che reputa assurda la morte di Giacomo ed è ancora incredulo per come siano andate le circostanze. C’è chi invoca la giustizia e una pena esemplare per i responsabili. «La pace che tanto auspichiamo per il mondo intero, parte da noi e dal nostro quotidiano – aggiunge don Alessio Bertocchi, giovane sacerdote e responsabile diocesano della pastorale giovanile – perché la violenza nasce da un cuore che non è in pace, mentre è importante disarmare il linguaggio da cui discendono i nostri comportamenti».
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