Il personal trainer ucciso a Foggia: cosa sappiamo

La pista del killer arrivato in bici: i sospetti si addensano su un uomo incappucciato ripreso dalla videosorveglianza
April 17, 2026
Il personal trainer ucciso a Foggia: cosa sappiamo
Un uomo di 42 anni, Annibale detto Dino Carta, personal trainer incensurato, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in via Caracciolo a Foggia, 13 aprile 2026. ANSA/Franco Cautillo
Sono le 21:57 di lunedì 13 aprile, quando una telecamera di videosorveglianza riprende un uomo in bicicletta con il capo coperto da un cappuccio che passa da piazzale San Giuseppe Artigiano e si dirige verso via Caracciolo: 40 secondi dopo il personal trainer Annibale Carta, per tutti Dino, verrà freddato con quattro colpi di pistola di piccolo calibro che lo raggiungono alle spalle, a pochi passi dalla propria casa, a Foggia. È questo il principale elemento di novità emerso finora e su cui si stanno concentrando le indagini dei carabinieri sull'omicidio del 42enne
L'ipotesi che la persona in bicicletta sia coinvolta è ancora al vaglio. La conferma è arrivata dal procuratore di Foggia, Enrico Infante: «È un elemento su cui si stanno addensando i sospetti, ma siamo nella fase iniziale. Potrebbe essere un'ipotesi qualificata, ma ha bisogno dei tempi tecnici di verifica. È un lavoro complesso, che bisognerà valutare tecnicamente». Tutte le piste sono ancora aperte per cercare di dare un nome all'assassino del padre di due figli, incensurato e molto stimato nell’ambiente del fitness per la sua professionalità e disponibilità. Dino era conosciuto anche per il suo impegno nel volontariato e nella parrocchia di San Francesco Saverio, dove da anni svolgeva il ruolo di ministrante ed era considerato una presenza costante e affidabile. «Dino era molto attivo in parrocchia già da alcuni anni – ha raccontato il parroco don Giulio – serviva messa come ministrante ed era sempre disponibile e attento per tutto. Era amato e stimato insieme a sua moglie Sara e alle sue figlie, una ragazzina di 12 anni e una bimba di appena 10 mesi. La comunità ha sentito forte lo strappo questa notte e ora non può che stringersi intorno alla famiglia nella preghiera e nell’affetto».
Nell'attesa che arrivino conferme sull'uomo in bicicletta, si consolidano gli elementi già emersi nelle prime ore. Carta era uscito con il cane per la consueta passeggiata serale. Il corpo è rimasto sull’asfalto, vicino al portone di casa, dove lo hanno trovato i residenti accorsi dopo gli spari. L'omicida avrebbe agito in pochi istanti, sparando i colpi per poi fuggire rapidamente. Sul posto gli investigatori hanno recuperato anche un caricatore, probabilmente perso durante la fuga e ora elemento rilevante per le indagini, su cui si cercano eventuali impronte o tracce biologiche. Sono state acquisite le immagini anche di altre telecamere di videosorveglianza della zona e sono stati ascoltati amici, familiari e persone vicine alla vittima per raccogliere elementi utili.
Non è ancora chiaro se tra la vittima e chi ha sparato ci sia stato un litigio o se chi ha sparato abbia sorpreso la vittima all'improvviso. C'è però un altro elemento emerso nelle ultime ore: un audio registrato da una telecamera di sorveglianza di un condominio distante circa 30 metri dal luogo del delitto, in cui si sentono quattro spari registrati alle 21.58. Prima degli spari si sentono frammenti di dialoghi, probabilmente non collegati all'omicidio, poi un'altra voce maschile che dice: «Ma che fai? Mi spari?», quindi il rumore dei quattro colpi in sequenza. Subito dopo, ancora una voce maschile dice: «Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro». Un dialogo che ancora viene valutato con cautela, sentendo anche i parenti della vittima per verificare la corrispondenza della voce. Ma come ha sottolineato il procuratore Infante «c'è necessità di una perizia fonica, che permetta di comparare le voci ad un audio della vittima». Sono accertamenti che richiedono tempi lunghi. «L'impegno è massimo e stiamo lavorando per fornire risposte». Intanto sembra che resti esclusa la pista della criminalità organizzata o comune. Unanime il ricordo di tantissime persone, amici, colleghi, tutti increduli su cosa è successo, che parlano di Dino come di una persona esemplare e buona.

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