Il "cuore bruciato" è un dramma, ma in Italia il sistema-trapianti funziona

Nel 2024 numeri record per donazioni e interventi. Approvato un documento con i requisiti dei contenitori e le norme per le attività di trasporto degli organi
February 16, 2026
Il "cuore bruciato" è un dramma, ma in Italia il sistema-trapianti funziona
Manifestazione per la giornata mondiale della donazione/ IMAGOECONOMICA
Un sistema che nonostante il dramma che si sta vivendo in questi giorni a Napoli, funziona, e che nel 2024 (ultimi dati disponibili) ha fatto registrare in Italia quasi 13 trapianti di organo al giorno. La complessa attività di reperimento, trasporto e trapianto degli organi coordinata dal Centro nazionale trapianti (Cnt), cerca di rispondere alle esigenze di oltre 8mila pazienti in lista d’attesa.
Il caso del bambino di due anni trapiantato con un cuore che sembra essersi danneggiato durante il trasporto da Bolzano a Napoli, non deve far dimenticare che complessivamente nel 2024 sono stati eseguiti 4.642 trapianti di organo, di cui 2.367 di rene, 1.721 di fegato, 413 di cuore, 174 di polmone e 35 di pancreas (in molti casi si tratta di trapianti di più di un organo). Presentando i dati il direttore generale del Cnt, Giuseppe Feltrin, aveva commentato che si confermava «la forza di un sistema che cresce nella complessità e nella capacità di risposta. Con una rete sempre più capillare, protocolli scientifici aggiornati e una costante attenzione ai bisogni dei pazienti». Con un tasso di donatori pari a 29,5 persone per milione di popolazione, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa e nel 2024 ha raggiunto la cifra di 78,2 trapianti eseguiti per milione di abitanti. La maggiore preoccupazione del Cnt resta quella del tasso di opposizione alla donazione degli organi, pari al 28,7% nelle Rianimazioni e al 36,3% di coloro che si sono espressi rinnovando la carta d’identità.
Proprio in relazione alla sicurezza dei trasporti connessi alle attività trapiantologiche, un gruppo di lavoro del Cnt ha collaborato alla stesura di un documento, approvato lo scorso luglio dalla Conferenza Stato-Regioni, con i principi e i requisiti da ottemperare da parte del sistema di trasporto degli organi.
Per proteggere gli organi durante il trasporto sono previsti due contenitori: l’organo – con la soluzione di conservazione – viene riposto nel contenitore primario, sterile e di facile impiego, in materiale biocompatibile «in grado di minimizzare il rischio legato alla prolungata ischemia fredda o ad altre metodologie di conservazione degli organi». Deve essere garantita la sicurezza biologica dell’organo prelevato, con almeno due barriere di sterilità, almeno una delle quali rigida. Il contenitore (dispositivo medico conforme ai regolamenti europei) deve essere differenziato a seconda del tipo di organo, e chiuso con etichette di sigillo, per garantire identificazione e tracciabilità, colorate e antieffrazione.
Questo contenitore “primario” deve essere posto dentro un secondo contenitore isotermico definito secondario (anch’esso dispositivo medico). Questo secondo contenitore deve essere resistente agli urti e alle cadute, con chiusure a tenuta ermetica, e deve consentire solo aperture volontarie. Deve essere facilmente maneggiabile e deve poter essere fissato sui mezzi di trasporto, nonché «in grado di mantenere una temperatura idonea per i relativi tempi di ischemia». Anche questo contenitore isotermico «deve essere sigillato con etichette di identificazione, tracciabilità e antieffrazione». Durante il viaggio il contenitore isotermico deve essere assicurato con sistemi di ancoraggio adeguati al mezzo di trasporto (ambulanza, auto, aereo). Con il contenitore deve viaggiare anche la documentazione relativa all’organo e al donatore.
All’esterno del contenitore devono essere indicati nome e telefono del Centro che ha effettuato il prelievo; nome, indirizzo e telefono del Centro trapianti di destinazione; la specificazione che viene trasportato un organo e la dicitura «maneggiare con cura». Infine le istruzioni per mantenere il contenitore a una temperatura e in una posizione appropriata. Precisi i requisiti per la temperatura: «Il contenitore isotermico deve avere mezzi idonei a garantire la registrazione dei valori di temperatura per tutta la durata del trasferimento. Tali dati devono poter essere facilmente consultabili all’arrivo presso la sede di trapianto e devono essere previste procedure per la loro gestione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA