Il Csi per il mondo una calamita per chi vuole fare del bene

Il progetto di volontariato sportivo internazionale è diventato ufficialmente una Fondazione
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May 20, 2026
Il Csi per il mondo una calamita per chi vuole fare del bene
Alcuni dei volontari partiti con il Csi per il Mondo insieme alla sottosegretaria Federica Picchi
Da Haiti alle favelas brasiliane, dai villaggi africani alle periferie dimenticate. Dopo 15 anni di missioni, volontari, palloni distribuiti e legami costruiti sul campo, il Centro Sportivo ltaliano compie un passo ulteriore: il Csi per il Mondo, con la sua attività di volontariato sportivo internazionale, diventa ufficialmente Fondazione. «La Fondazione vuole chiamare a raccolta tutto il mondo dello sport e del contesto educativo», spiega Massimo Achini, presidente del Csi Milano e della nuova Fondazione. «Vorremmo collaborare con tutte le federazioni del sistema sportivo italiano e con ogni realtà educativa e della cooperazione. La Fondazione vuole diventare la grande calamita per tutti quelli che vogliono fare del bene attraverso lo sport nelle periferie del mondo».
Sono stati coinvolti oltre 300 giovani nelle missioni, raggiunti più di un milione di bambini e distribuiti migliaia di palloni in decine di Paesi. «Quando abbiamo iniziato, ad Haiti, dopo il terremoto nel 2011, abbiamo capito che quando fai arrivare un pallone in una periferia del mondo non stai portando solo un gioco», ha raccontato Valentina Piazza, oggi direttrice generale della Fondazione. «Stai portando dignità, relazioni, fiducia e futuro». Da allora quel pallone ha continuato a viaggiare nei luoghi dove spesso nessuno arriva, con l’idea che il vero successo non sia essere indispensabili ma costruire autonomia, attraverso la formazione di allenatori, educatori e arbitri locali. A festeggiare questo traguardo è anche don Stefano Guidim direttore della Fom, che ha ricordato il sostegno dell’arcivescovo Mario Delpini al progetto: «Questi ragazzi dimostrano che nelle nostre società sportive ci sono persone con un cuore grandissimo». Sofia, rientrata dal Camerun, ha raccontato di essere partita pensando «di insegnare qualcosa» e di aver invece ricevuto «cento volte di più». Maria è partita lo scorso anno, a 19 anni, quasi all’improvviso prendendo il posto di una dirigente: «È stata un’esperienza bellissima che consiglio a tutti». Tra gli interventi anche quello di Federica Picchi, sottosegretario di Regione Lombardia con delega a Sport e giovani, che ha insistito sul valore educativo dell’esperienza, sottolineando oggi più che mai la necessità di offrire ai giovani «esperienze capaci di dare bellezza».
La nuova Fondazione nasce dunque con l’ambizione di allargare la rete. Non soltanto missioni e volontariato sportivo internazionale, ma una piattaforma capace di mettere insieme società sportive, istituzioni, mondo educativo e cooperazione. «Ci dicevano – ricorda Achini – bella idea, ma dove li trovate i giovani disposti a partire? Oggi possiamo dire che quei giovani ci sono. E ogni volta tornano cambiati».

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