Giovanni, 16 anni, la prima vittima italiana identificata. La preghiera della sua Bologna

Profondo dolore in città alla notizia del riconoscimento di Giovanni Tamburi fra i ragazzi italiani morti nella strage di Crans. La diocesi e la parrocchia in cui era cresciuto si stringono alla famiglia, veglia domenica alle 18
January 3, 2026
Giovanni, 16 anni, la prima vittima italiana identificata. La preghiera della sua Bologna
Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna
Il filo esilissimo di speranza di tutta Bologna per la sorte di Giovanni Tamburi, sedicenne liceale del “Righi” dato per disperso dopo il rogo di Crans-Montana, si è spezzato quando il suo nome è stato associato a una delle prime tre vittime italiane identificate ufficialmente. E il dolore della città e della diocesi che aveva invitato tutti a pregare per lui si è unito a quello, immenso, della famiglia di questo «ragazzo simpatico, educato, allegro – come lo ha ricordato don Vincenzo Passarelli, il sacerdote che lo ha avuto per due anni nell’Ora di Religione allo Scientifico –. Nelle mie lezioni è sempre stato molto partecipe. Poneva domande serie e importanti mettendosi in gioco, con interventi belli e profondi, che dimostrano le profonde domande esistenziali che si poneva». Il sacerdote aveva organizzato un momento di preghiera per Giovanni e la sua famiglia oggi alle 18 nella chiesa di Sant’Isaia (via De’ Marchi, 33): una veglia che ora leverà la sua preghiera per un ragazzo strappato alla vita in una notte che doveva essere di gioia.
Nelle ore della speranza per un miracolo la Chiesa di Bologna aveva espresso «vicinanza alla madre e alla famiglia», sottolineando che «l’arcivescovo Matteo Zuppi prega» per Giovanni. Una vicinanza piena di commozione e di affetto che è diventata l’abbraccio di tutta la diocesi attraverso il suo pastore. Un altro sacerdote che conosceva bene Giovanni è monsignor Stefano Ottani, parroco dei Santi Bartolomeo e Gaetano e già vicario generale per la Sinodalità, che l’ha seguito in parrocchia. «Mi trovo in questi giorni in Terra Santa con il Pellegrinaggio di Comunione e Pace – spiega – e insieme agli altri pellegrini bolognesi preghiamo per il mio giovane parrocchiano e la sua famiglia. La lontananza geografica mi fa sentire ancora più forte l’angoscia della sua famiglia e in particolare della madre, che era molto partecipe e contenta della crescita di Giovanni in parrocchia, soprattutto nel catechismo».

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