Flop olimpico per gli Airbnb a Milano: e ora i prezzi si abbassano
di Luca Mazza
L’atteso effetto Olimpiadi sugli affitti brevi non c’è stato. Ad ammetterlo sono stati gli stessi operatori del settore, che si sono incontrati qualche giorno fa proprio per discutere della questione

C’è chi sta provando a rimediare con continui ribassi, anche se ormai i "Giochi" sono fatti. Per tre notti nel prossimo weekend a Milano, dal 12 al 15 febbraio, in un appartamento nuovo di zecca in zona centrale, vicino a Isola, la richiesta è scesa a 505 euro. Non pochi soldi, certo, ma comunque meno degli 830 euro richiesti, per lo stesso appartamento, fino a qualche giorno fa. La disponibilità di immobili non manca: basta fare un giro sui principali portali di settore per verificare che c’è un’ampia offerta di case per locazioni giornaliere nelle prossime settimane. A certificare il crollo dei prezzi è anche una rilevazione appena diffusa da Altroconsumo: per un fine settimana per due persone che partono da una delle principali città italiane, pernottano due notti e acquistano due biglietti, il costo medio è passato dai 1.874 euro (indagine di dicembre 2025) ai 1.103 euro (indagine di fine gennaio 2026).
Insomma, l’atteso effetto Olimpiadi sugli affitti brevi non c’è stato. Ad ammetterlo sono stati gli stessi operatori del settore, che si sono incontrati qualche giorno fa proprio per discutere della questione. Le ragioni per cui le prenotazioni di Airbnb hanno deluso le aspettative sono soprattutto tre: l’offerta sul mercato è probabilmente più ampia ed estesa rispetto alla domanda; nei mesi scorsi molti proprietari di seconde case sono usciti con prezzi altissimi sull’onda dell’entusiasmo da “grande evento”; gli staff, le delegazioni e il carrozzone olimpico in generale stanno popolando gli hotel, non certo le strutture degli host.
Partiamo dal primo punto, quello dell’offerta. I dati ufficiali del Ministero del Turismo, ma anche provenienti da elaborazioni sui portali di prenotazione, sono stati elaborati dal Centro Studi SoloAffitti e indicano che le strutture attive hanno raggiunto quota 18.800 a gennaio 2026, in crescita rispetto alle 17.600 del 2025 e alle 16.200 del 2024, ma senza alcun boom riconducibile all’evento olimpico. In un mercato saturo, le prenotazioni arrivano, ma non premiano chiunque. «Chi viene premiato è chi pianifica, parte da prezzi realistici e conosce il comportamento dei turisti – sostiene Silvia Spronelli, CEO di SoloAffitti – . Chi si affida solo all’effetto Olimpiadi rischia invece di dover rincorrere la domanda abbassando le tariffe, con un impatto diretto sulla redditività».
Anche Marco Celani, presidente Aigab (Associazione italiana gestori affitti brevi), ha confermato pochi giorni fa che le prenotazioni a Milano per il periodo olimpico si attestano su livelli sorprendentemente bassi. Il 2026 si sta rivelando uno dei peggiori inizi d’anno dell’ultimo decennio per il settore. A incidere, dicono gli operatori del settore, sono anche l’aumento della tassa di soggiorno e i prezzi stellari dei biglietti per le gare olimpiche, tutti fattori che hanno dissuaso una buona fetta di pubblico interessato a seguire dal vivo l’evento.
Il flop olimpico degli airbnb è confermato anche dal confronto con altri appuntamenti clou dell’anno per Milano, su cui si sono concentrate Dama Re e Dama Living, società attive nell’immobiliare e anche nel mercato degli affitti brevi. Durante il Salone del Mobile o la Design Week, i prezzi medi nelle zone centralissime come Brera, Tortona e Isola superano i 6.000 euro a settimana, con un’occupazione che sfiora il 95% già mesi prima dell’evento. Il pubblico è composto da aziende, professionisti e buyer internazionali con budget strutturati, molto meno sensibili agli aumenti di prezzo rispetto al turista sportivo.
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