Femminicidio di Anguillara: trovati morti i genitori del marito reo confesso
I due coniugi si sono impiccati in casa. Ci sarebbe una lettera indirizzata all'altro figlio della coppia. Entrambi avevano 65 anni

Una tragedia si aggiunge a un'altra. Sono stati trovati morti impiccati i genitori di Claudio Carlomagno, l'uomo reo confesso dell'omicidio della moglie Federica Torzullo ad Anguillara. I corpi dei due coniugi sono stati rinvenuti nella loro abitazione. Al momento l’ipotesi più plausibile sarebbe quella di un doppio suicidio. La procura di Civitavecchia disporrà l'autopsia. Dall'esame autoptico potrebbero arrivare altre conferme. È stata la zia di Carlomagno a dare l'allarme dopo che non riusciva a contattare i genitori del killer. La donna si è rivolta ai carabinieri che sono andati sul posto e hanno trovato i due cadaveri. Secondo quanto si apprende, i coniugi hanno lasciato una lettera indirizzata all'altro figlio in cui avrebbero dato la spiegazione del loro gesto.
Entrambi avevano 65 anni e proprio stamattina erano stati ascoltati dai carabinieri: il furgone del padre, di nome Pasquale e che lavorava nella ditta del figlio, la Carlomagno srl, attiva nell’ambito edile ad Anguillara, era stato avvistato davanti alla villa della tragedia alle 7:10 del 9 gennaio. La donna si chiamava Maria Messenio. Fino a pochi giorni fa ha ricoperto il ruolo di assessora alla Sicurezza del Comune della Provincia di Roma. Dopo l’arresto di Carlomagno aveva deciso di dimettersi.
In un canneto alle spalle dell’azienda lo scorso 18 gennaio è stato trovato il cadavere di Federica Torzullo, che era scomparsa l’8 gennaio. La donna, secondo l’autopsia, è stata uccisa con 23 coltellate, di cui 19 al collo, e ha subito l’amputazione della gamba sinistra. Sul corpo sono stati rinvenuti segni di ustioni.
Claudio Carlomagno, che è accusato di femminicidio e occultamento di cadavere, nei giorni scorsi aveva confessato al Gip di Civitavecchia l’omicidio della moglie, raccontando di averla assassinata fra le 6:30 e le 7:15 del mattino del 9 gennaio durante una lite sull'affidamento del figlio. L’uomo avrebbe anche affermato di aver scavato la buca dove ha sotterrato il corpo e di aver distrutto il cellulare della donna nelle ore successive. Il procuratore di Civitavecchia ha ipotizzato «due scenari» per la morte della 41enne. C'è stata «premeditazione o la complicità di qualcuno» sostiene il pm Alberto Liguori che non crede nella «ricostruzione della dinamica dell'omicidio». «Non convince» ribadisce.
Dopo il rinvenimento dei cadaveri dei due coniugi, l’avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno, ha espresso tutto il suo turbamento nell’apprendere la notizia. «Sono sconvolto, non ho davvero parole per definire questo momento, erano bravissime persone», ha detto a caldo il legale, che è stato il primo a commentare l’accaduto.
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