C'è un borgo in Toscana che dà casa e lavoro a tutti i suoi cittadini

Si chiama Levigliani, in provincia di Lucca, ed è un paese dove proprietà e redditi sono condivisi in cooperativa. Il presidente: «Così rallentiamo lo spopolamento»
February 20, 2026
C'è un borgo in Toscana che dà casa e lavoro a tutti i suoi cittadini
Vista sul paese di Levigliani, sulle Alpi Apuane in provincia di Lucca
Uno storico avvocato attivo a Levigliani, una frazione sulle Alpi Apuane toscane in provincia di Lucca, «un liberale d’annata che ha visto con i propri occhi entrambe le Guerre», amava definire gli abitanti del paesino nel Comune di Stazzema «i veri comunisti». «Non tanto per l’appartenenza politica – precisa sorridendo il presidente della Beni Comuni di Levigliani, di fatto il governo del paese, Emiliano Babboni – ma perché il comunismo lo abbiamo messo in pratica». Il modello socioeconomico di Levigliani, in effetti, è unico nel suo genere: proprietà, lavoro e reddito sono condivisi e, in un centro montano che conta circa 350 residenti, tutti lavorano. «La disoccupazione non esiste», conferma Babboni, e il merito è sia del turismo naturalistico legato al Monte Corchia sia delle opportunità di guadagno offerte dall’estrazione del marmo di Carrara. «Grazie alla sostenibilità di questo modello contrastiamo lo spopolamento – spiega il presidente della Beni Comuni –. In dieci anni non abbiamo perso neppure un cittadino. Qualche giovane si è anche trasferito a Levigliani. Attirato dalle prospettive lavorative, ha acquistato casa ed è diventato socio della Beni Comuni».
Tutto affonda le radici nella scelta compiuta nel 1794 da 67 capifamiglia, che decisero di mantenere collettiva la proprietà del Monte Corchia e dei boschi acquistati dal Granduca di Toscana, dando vita a una «comunione perpetua» che oggi viene amministrata «sempre nell’interesse della comunità». Gli eredi di quei 67 capifamiglia mantengono tuttora la proprietà di abitazioni e terreni, che gestiscono collettivamente tramite un organo di governo, la Beni Comuni, e due cooperative, Coop. Sviluppo e Futuro e Coop. Condomini. Da sola, la cooperativa Futuro e Sviluppo contribuisce alle casse del paese con circa un milione di euro di fatturato annuo, ma «aggregando gli indotti degli alberghi e del marmo – spiega il presidente della Beni Comuni – arriviamo intorno ai 13 milioni di fatturato. Sono cifre importanti per un paesino come il nostro».
La prima fonte di guadagno, per Levigliani, è lo stesso Monte Corchia su cui è poggiata. Una strada tortuosa, fatta di tornanti strettissimi che fino a otto anni fa erano sterrati, porta alla vetta e all’Antro del Corchia, un complesso di gallerie e saloni scavato dall’acqua dentro al marmo nel corso di milioni di anni, che attira i ogni stagione migliaia di turisti. «Ma non c’entra solo l’Antro – commenta Babboni –. Da noi l’aria è buona: Dagli anni ’60 a oggi, famiglie da tutta la Toscana riempiono i nostri ristoranti e alberghi». Poi, ci sono i marmi. Il modello di estrazione di Levigliani, però, non guarda solo al profitto: «L’estrattivismo fa danni alla natura e ai lavoratori. Per questo, come comunità abbiamo scelto di dimezzare volontariamente le tonnellate di marmo estratto. Ne prendiamo quanto basta per far vivere bene le generazioni future e tutelare l’ambiente».
Il benessere dei cittadini, del resto, è la prima priorità del governo comune di Levigliani. Anche quando guarda alle spese. Il modello della cooperativa consente agli abitanti, ad esempio, di tenere aperte attività strutturalmente in perdita che hanno una «funzione sociale per il paese». «Penso all’alimentari – spiega il presidente –. È “in rosso” da quindici anni ma, se chiudessimo quella attività, perderemmo un punto di ritrovo fondamentale. Un posto dove gli anziani si fermano a parlare e i bambini cercano un gioco a due passi da casa». Sostenuta da questi servizi, resi possibili da un modello economico di «cooperativa di comunità», Levigliani non ha paura di guardare al futuro: «Le cose cambiano – conclude Babboni – ma oggi il lavoro non manca e neppure i giovani per il ricambio generazionale. Serve creare le condizioni sociali adatte per mettere su una famiglia, così nuovi abitanti verranno anche da fuori».

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